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Editoriale

Panchine e conferme. Ecco chi si sfila, ecco chi se ne va, ecco chi arriva

06.04.2017 07.19 di Luca Marchetti   articolo letto 24922 volte
© foto di Federico De Luca

Che mese è? Aprile. Generalmente si dice dolce dormire… Ma per chi segue il calciomercato non è per niente il mese delle penniche… E’ quello in cui si cominciano a muovere le strategie per le panchine dell’anno successivo. Ad un certo punto sembra che si muovano tutti, che gli incastri siano talmente vorticosi che neanche uno si salva… Poi magari tutto non succede ma tutto si muove.
Allegri è stato piuttosto chiaro dopo la conquista della finale di coppa Italia: Voglio continuare con la Juventus, perché sto bene in giro se ne trovano poche meglio o alla pari. In questo momento non ci penso neanche, penso a vincere più partite possibili”. Se uno vuole proprio essere malizioso allora può dire che ha detto “in questo momento” e che in giro c’è poco meglio della Juve. Ma quello che conta in realtà è “voglio”. Voglio rimanere alla Juventus. Certo, poi si parlerà con la società. Per capire su che basi (cifre e programmi) poter proseguire il rapporto. Ma il teorema di Allegri sulla Juve, vale anche al contrario: è difficile trovare allenatori più bravi o bravi tanto quanto Allegri. Quindi aspettatevi che dopo il doppio confronto con il Barcellona ce ne sia uno (o più di uno) molto meno agguerrito fra Marotta, Paratici e l’attuale allenatore juventino.
Un altro allenatore che ad aprile si sfila dal consueto valzer delle panchine è Conte. Anche lui ha vinto una partita fondamentale e anche lui ha voluto precisare che con la società già sta cercando di costruire insieme per la prossima stagione. Anche qui senza troppi tentennamenti. Anche qui dopo che per settimane si era scritto molto riguardo al suo futuro (e in qualche occasione avendo lasciato aleggiare dei dubbi). Rimane a Londra Conte, con un pezzetto di titolo sempre più grande in tasca.
Ad aprile scorso sembrava dovesse essere una meteora Simone Inzaghi sulla panchina della Lazio. 365 giorni più tardi, dopo che in estate era a Formentera a leggere delle strette di mano a Prandelli e degli aerei non presi di Bielsa, si ritrova con una delle squadre più solide della A in mano e una finale di coppa Italia dopo aver eliminato la Roma.
Ecco la Roma: Spalletti ha indicato la strada. Se non vinco me ne vado. E’ rimasto “solo” lo scudetto da poter conquistare contro la Juventus. A sei punti, ma con uno scontro diretto da giocare e con un ruolino (nel girone di ritorno) migliore di un punto: Un’impresa, letteralmente. Alla base della decisione di Spalletti alcune incomprensioni con piazza e dirigenza, un mercato invernale che non lo ha completamente soddisfatto. Ad oggi sarebbe davvero una sorpresa se dovesse rimanere in giallorosso. Al suo posto? A Monchi che piaccia Emery non è un segreto. In Italia intrigano Gasperini e Sarri…
E’ invece al momento praticamente impossibile capire cosa succederà all’Inter. Sgombriamo il campo dagli equivoci: la società non vorrebbe cambiare Pioli. Ma come tutti gli allenatori dipende dai risultati e dalle aspettative alte che ha la proprietà (che avrebbe gradito – eufemismo – la qualificazione in Champions). Pioli ha certamente fatto un buon lavoro. Ma è come se, almeno finora, non avesse completato l’opera. Manca ancora tempo e quindi in realtà tutto può succedere. Nel bene, come spera la dirigenza e la proprietà nerazzurra, e nel male.
Anche Montella è legato ai risultati. E al closing. Paradossalmente se dovesse rimanere Berlusconi Montella non sarebbe l’allenatore del Milan il prossimo anno visto che i rapporti fra i due sono praticamente inesistenti. Fassone e Mirabelli lo stimano, ma chiaramente se non dovesse arrivare l’Europa potrebbe essere un problema. E quindi anche qui ci toccherà aspettare, chissà magari proprio il derby potrà condizionare il futuro dei due allenatori delle milanesi.
Alla Fiorentina cambiano sicuro. Di Francesco è uno di quelli che sembrano più vicini, un sondaggio con Mazzarri (ma nulla più), Donadoni sembra essere uscito dai radar. E a Sassuolo? Uno di quelli sotto osservazione (non l’unico) era Oddo.
Il Genoa potrebbe addirittura (se i risultati dovesse continuare a non sorridere a Mandorlini) entrare nuovamente in crisi già questa stagione. Mentre la Samp aspetta solo l’ufficialità per il rinnovo di Giampaolo.


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