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Paperumma ha rovinato tutto: immagine da ricostruire. Gli agenti bravi e quelli che fanno danni: da Raiola a Di Campli fino a Giuffredi. Inter, tocca a te! Palermo, non trema solo Zamparini...

Direttore di Sportitalia e Tuttomercatoweb
10.07.2017 08:33 di Michele Criscitiello  Twitter:    articolo letto 89320 volte
© foto di Daniele Mascolo/PhotoViews

Doveva essere un titolo da cartone animato è stato, invece, un titolo premonitore. Paperumma non ha portato benissimo a Gigio Donnarumma che oltre a costruire la sua carriera, adesso, dovrà ricostruire la sua immagine. Un anno fa aveva l'immagine migliore del nostro campionato. Il predestinato, il bambino con sangue freddo che difende la porta del Milan, il cuore rossonero che bacia la maglia, l'erede di Buffon, il ragazzo di Castellammare di Stabia che ce l'ha fatta. La stampa e i tifosi erano tutti dalla sua parte. Viso d'angelo. Amen che commette qualche errore. Pescara? La colpa non è stata di Gigio ma di Paletta che ha passato dietro in direzione porta. L'uscita a vuoto? No, è stato bravo l'attaccante ad anticipare i tempi. Insomma, mille storie per difendere quel bambino prodigio. Dopo questa estate, però, nulla sarà più come prima. E' vero che il tempo cancella tutto, una parata di un rigore e ancora tutti con Gigio ma è anche vero che al primo errore, vedi quanto successo all'Europeo con l'Under 21, nessuno più lo difenderà perché da questa estate italiana ne esce distrutto. Rinnoverà con il Milan? Bene, siamo felici ma non ci strapperemo i capelli di felicità. Perché guadagnerà un pacco di soldi e forse, diciamocelo pure, neanche li vale. Per tenerlo nella società che lo ha lanciato il Milan si è dovuto vendere l'anima al diavolo, che in questo caso non è Raiola ma la famiglia Donnarumma. Il Milan dovrà versare 6 milioni all'anno, fino al 2022, a Gigio, un milione all'anno al fratello portiere di 27 anni che se non avesse il fratello più piccolo bravo navigherebbe tra B e C a 150.000 euro annui e dovrà riempire di soldi una famiglia che ha anche dato dei pagliacci alla società (frasi scritte e cancellato del marito della sorella). La famiglia Donnarumma ne esce con le ossa rotte. I ragazzi vanno guidati ma se dall'alto non arriva l'esempio giusto, puoi chiamarti anche Buffon, ma ti mancherà sempre qualcosa. Dov'era la famiglia quando Raiola pensava ai suoi interessi e distruggeva l'immagine del figlio? Dov'era la famiglia quando Gigio ha preferito una vacanza ad Ibiza al diploma? Dov'era quando Gigio per andare ad Ibizia ha dovuto noleggiare un volo privato per lui e per la fidanzata perché non poteva viaggiare come noi tutti comuni mortali? Troppe foto lo avrebbero stressato? Se a 18 anni inizia a ragionare così, il rischio è che a 22 lo perdiamo. Cassano e Balotelli erano dei fenomeni. Hanno fatto il 20% in carriera di quello che avrebbero potuto fare. Sono esempi che, ogni tanto, vale la pena ricordare. Il Milan sta costruendo un'ottima squadra e Donnarumma ne ha combinate troppe, oggi, per essere amato incondizionatamente dai propri tifosi che amano con il cuore ma ragionano con la testa.
Parliamo degli agenti che, a volte, ti cambiano la carriera ma altre te la complicano. Ci sono quelli bravi e quelli scarsi, quelli presuntuosi che neanche riescono a gestire un assistito quando arriva troppo in alto. E ci sono procuratori che trattano i propri assistiti come oggetti per fare cassa. Attenzione: tutti pensano ai loro interessi, ci mancherebbe, perché è lavoro ma in questo mondo troppe volte il fine giustifica i mezzi. Di Raiola sapete come la pensiamo. Riassunto delle puntate precedenti: è un grande procuratore, senza classe né stile, la sua storia ci racconta che non è uomo di cultura ma un bravo trafficante. Bravissimo a spostare calciatori forti da un top club ad un altro top club e ha anche gente capace che gli vede i calciatori. E' nato fortunato, ed è una dote, ma non è capace a gestire i giovani calciatori. Ha lanciato Pogba vero ma non sapete quanti ne ha bruciati negli anni, perché non fanno notizia. Per uno che lancia, cento ne brucia. Elenco lunghissimo. Che non inizia e non finisce con Rodrigo Ely. Con Donnarumma la sua gestione peggiore. E' stato scavalcato dall'onda mediatica e lui di comunicazione ne capisce meno di zero. I risultati catastrofici si sono visti questa estate. Diventato ricco grazie alla sua abilità. Chi lo circonda è peggio di lui. Donato Di Campli ne esce distrutto dalle dichiarazioni di Marco Verratti. Un calciatore così importante che veste la maglia della Nazionale e del PSG non può restare con il suo agente conosciuto grazie a Repetto ai tempi di Pescara (con situazioni tra i due mai chiarite) e ricevere un danno così grande. Se un calciatore, a livello mondiale, prende le distanze dal suo agente ed è costretto a rimproverarlo in pubblico, significa che il procuratore di turno dovrebbe nascondersi almeno per un anno. Tutti gli assistiti, o i futuri calciatori che decideranno di andare con Di Campli, prima dovrebbero ascoltare le parole di Verratti. E' un procuratore che spesso crea imbarazzo ai suoi assistiti, come accaduto quest'anno ad Ascoli, quando per chiedere più spazio per Orsolini iniziò ad attaccare l'allenatore (anche se nel caso specifico faceva bene, in quanto Aglietti non riconosce un difensore da un centrocampista).
I procuratori vecchio stampo, ormai, vanno a scemare. Branchini ha fatto scuola, Damiani ha fatto la storia, Zavaglia ha scoperto i Re di Roma ma queste figure ormai rischiano di sparire. E' stata, invece, l'estate della consacrazione di Mario Giuffredi, un procuratore che ha due grandi vantaggi: fa gli interessi dei suoi assistiti e li difende fino alla morte ma riesce anche a mediare con le società. Quest'anno per Conti ha avuto un momento di frizione con i Percassi ma in due giorni ha risolto tutto. Altrimenti Conti sarebbe rimasto ancora lì. Un calciatore che nelle interviste dice: "Ringrazio il mio procuratore che mi ha cambiato la vita" è la Coppa più bella della bacheca di un agente. Conti fu preso da Giuffredi a Perugia in serie C e portato al Milan a guadagnare 11 milioni netti in 5 anni. Questi sono miracoli. Grazie al procuratore ma grazie anche ad una famiglia solida e con la testa sulle spalle. Il contrario di quanto abbiamo appena detto dei Donnarumma. Famiglia Conti umile, educata e senza grosse pretese.
Oggi Borja Valero effettuerà le visite mediche per l'Inter. Calciatore forte e funzionale. Fortemente voluto da Spalletti. Con tutto il rispetto per lo spagnolo, però, da Suning ci aspettiamo i colpi veri quelli che lancino il guanto di sfida alla Juventus. Il mercato dell'Inter sarà positivo solo se Sabatini riuscirà a ridurre il gap dalla Juve. Non dalla Roma, dal Napoli o dal Milan. L'Inter deve puntare, senza se e senza ma, alla Juventus e al tricolore. Ha la forza e ha le competenze. Ci aspettiamo colpi grossi per un'annata di definitivo rilancio. I segnali che arrivano dalla Cina non sono confortanti con la squadra di Capello ultima in classifica: tanti soldi ma poca competenza. Questo il riassunto cinese. Lo stesso riassunto della prima stagione all'Inter. Adesso ci aspettiamo che cambino le carte sul tavolo a partire da quest'anno, anche se ci sembra follia pura che Sabatini, nel pieno del mercato dell'Inter, si debba preoccupare di acquistare la punta dalla Francia per i cinesi. Ognuno la vede a proprio modo.
Chiudiamo con il Palermo: vi avevamo preannunciato, qualche settimana fa, dei conti strani del Palermo e anche qualche indagine su alcuni procuratori che avrebbero dovuto tenere gli occhi ben aperti. Era un consiglio tra amici. La Guardia di Finanza ha deciso di mettere il becco sugli affari del Palermo e sulle relative commissioni. Per il bene del Palermo ci auguriamo che sia tutto in regola, come dice Zamparini. Se, però, chi di competenza dovesse andare a leggere i numeri fino in fondo ci sarebbe qualche rischio sorpresa. Perché "Palermo-Milano solo andata" potrebbe scoprire un nuovo Leofonte 21 anni dopo.


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