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La Giovane Italia
Editoriale

Paratici fa le cose in grande. Ecco il viaggio di Sarri in Grecia... De Zerbi il prossimo Allegri/Giampaolo. Di Biagio, un fallimento annunciato. Ferrero-Vialli: un flop americano che disturba la Samp

Direttore di Sportitalia e Tuttomercatoweb
24.06.2019 00:00 di Michele Criscitiello  Twitter:    articolo letto 56218 volte

Fotografia di Fenomeno. Da calciatore nulla di trascendentale. Qualche giro per Novara, Lecco, Palermo, Savoia e Giugliano. Tanti (scarsi) come lui. Paratici? Chi? Poi sposta le scarpette con i chiodini nell'armadietto e con la valigia inizia fare giochi di prestigio. FP71. Il 71 non sta come nella smorfia napoletana per "l'omm e merda". 71 sta per 1971, data di nascita. Uomo perbene, dirigente di altissimo livello cresciuto all'ombra del monte Marotta e ora sfida il suo maestro sullo stesso campo. Dicono di essere rimasti in buoni rapporti. Dicono di essere rimasti amici; ma se sei stato collaboratore stretto e adesso uno dirige la Juventus e uno l'Inter per forza devi essere un rivale e augurargli il peggio (sportivamente parlando). Sarebbe da folli pensare il contrario. E sarebbe anche da ipocriti. Ammazzatevi in campo e fateci divertire. Come manager è meglio Marotta, come direttore sportivo è più bravo Paratici. Insieme erano una bomba. Paratici, però, sta crescendo velocemente e anche come stratega sta facendo colpi folli. Da CR7 a Sarri, portando a passeggio il fantasma di Guardiola, il buon Fabio Paratici da Borgonovo Val Tidone sta facendo tutto in maniera eccellente. Ha capito anche che se ha due spicci vanno spesi dietro e non avanti. Questo è il tocco di classe di uno che capisce davvero di calcio. Non sappiamo come finirà ma, se la Juventus befferà le grandi europee per Matthijs de Ligt e metterà sul piatto 70 milioni di euro più bonus, significherà che vuole lanciare seriamente la sfida a chi comanda, oggi, il mondo. Cosa già fatta con Cristiano Ronaldo. Assicurarsi il difensore del futuro sarebbe la mossa migliore di tutto il mercato anche perché Barzagli ha salutato, Chiellini inizia a diventare grande e Rugani non ha dimostrato una crescita esponenziale in questi anni. Tutti parlano di Manolas a 36 milioni e si chiedono: ma se lo prende il Napoli perché la Juve dorme? Evidentemente perché tra le mani ha qualcosa di meglio, nonostante il difensore della Roma sia un top in quel ruolo. Nel frattempo i falsi moralisti ci fanno due maroni così con lo scandalo Sarri. Ma come l'allenatore va nel resort di Ronaldo? Segnale di debolezza. Doveva essere il contrario. Ma piantatela! Lo scorso anno ha preso il jet Andrea Agnelli e quest'anno l'ha preso Sarri. Forse fa più notizia Sarri su un jet privato che Agnelli, ma per il resto mi sembra tutto normale. Higuain e la Juventus sono sempre più lontani. Ronaldo ha dato disponibilità a fare sia l'esterno che la prima punta ma Sarri non si aspetti che Ronaldo faccia l'esterno/terzino. Chiarito questo punto c'è grande feeling tra CR7 e Sarri, con la consapevolezza che con il gioco del nuovo allenatore, il portoghese davvero potrebbe fare quest'anno 30 gol.
Questa settimana si è completato il puzzle allenatori. Tutta la serie A, adesso, ha una panchina occupata. Il colpo l'ha fatto l'Inter, la scommessa la Roma, premio alla meritocrazia il Milan, premio al "faccio quello in cui credo" alla Juve, quote sul primo esonero: Andreazzoli. Bravo Faggiano che va avanti ancora con D'Aversa, allenatore serio e preparato. Anche vincente. Sacrosanta la conferma di Liverani a Lecce. Ma il vero colpo l'ha fatto il Sassuolo a tenere De Zerbi che, questa estate, ha avuto un paio di offerte pesanti che ognuno di noi al suo posto avrebbe accettato. La follia di De Zerbi è pari alla sua signorilità. Uomo d'onore che rispetta ancora le parole. De Zerbi, malato di calcio dalla A alla D, arriverà a grandissimi livelli nel giro di due anni. Non di più. Uno che lascia un milione a Zamparini e che rifiuta 3 milioni per restare a Sassuolo è un allenatore che crede nei progetti e nelle parole. De Zerbi è un mix tra Allegri e Giampaolo. Ha idee innovative e metodi di allenamento nuovi ma ha anche la gestione di Allegri. Tenere alta l'asticella a Sassuolo non è facile. Ambiente comodo, tifosi pochi, stampa tranquilla e società fin troppo puntuale in tutto ciò che fa perché Carnevali e Squinzi con il calcio, per serietà e lealtà, hanno poco a che fare. De Zerbi merita, al prossimo giro tra 2-3 anni, una Juve, un Milan o un'Inter. Quest'anno dovrà essere l'anno della consacrazione.
Settimana scorsa, durante Sportitalia Cafè, intervenne un telespettatore e disse: "Gli allenatori non contano nulla in una squadra. Contano solo i calciatori". Me ne stavo andando e gli ho detto che stava bestemmiando in diretta. Prendete il caso Di Biagio. Colpa della Federazione. Lo avevamo già scritto. Non parliamo adesso post Europeo. Prima aveva l'alibi della squadra scarsa e i top al massimo giocavano in serie B. Quest'anno, in casa, ha avuto una delle Nazionali Under 21 più forti degli ultimi 15 anni e non ha passato neanche il turno. La partita con la Polonia andava vinta con le bende sugli occhi. Invece gli altri, scarsi, correvano e si dannavano mentre i nostri spocchiosi andavano ognuno per conto proprio. L'allenatore dorme beato in panchina ma la colpa è di chi l'ha tenuto lì tutti questi anni. Si capiva da tempo che non poteva essere la guida giusta. Andare a casa con una Under 21 più forte della maggiore è assolutamente indecente per una Federazione in crescita con tutte le giovanili, tranne che con gli Under 21. Datela a Nicolato questa squadra e vedrete come volerà.
In chiusura un ragionamento sulla cessione della Sampdoria. E' il caso di dire che l'erba del vicino non è sempre più verde. Ferrero a molti sta sulle scatole, anche a me spesso, però bisogna essere onesti. Un Presidente non deve star simpatico, deve lavorare bene per il proprio club. Ferrero, alla Samp, sta facendo grandi cose. Ultima: sostituire Giampaolo con Di Francesco è un tocco di classe. Anche i risultati e le plusvalenze confermano le capacità di questo personaggio cinematografico prestato al mondo del calcio. Ora qualcuno lo vorrebbe fuori dalla Samp ma se le offerte non ci sono e se ci sono sono farlocche allora non dite a Ferrero che se ne deve andare. Piuttosto pensate che chi si presenta deve fare i fatti come Commisso e non le chiacchiere come la cordata di Vialli. L'ex bomber doriano è un simbolo ed emblema. Ma le trattative per le società di serie A devono essere serie e concrete. Ferrero ha perso solo tempo con questi personaggi che poi non arrivano mai alla bandiera a scacchi. I tifosi blucerchiati siano contenti della conferma di Ferrero anche perché all'orizzonte non c'era nulla di buono. Pagare moneta vedere cammello. Qui non c'è traccia di cammello, non si vede neanche l'acqua e dove l'acqua è poca si sa... la papera non galleggia.


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