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Editoriale

Piero, un consiglio da vecchi amici. Sabatini ha bruciato più calciatori che sigarette. Inter con i soldi, Milan con le idee dei dirigenti. S.P.A.L.: Serietà, Professionalità, Azzardo, Lealtà. Il patrimonio di De Laurentiis non va sprecato

Direttore di Sportitalia e Tuttomercatoweb
15.05.2017 10:42 di Michele Criscitiello  Twitter:    articolo letto 66328 volte
© foto di Daniele Mascolo/PhotoViews

Lo abbiamo osannato quando c'era da osannarlo, lo abbiamo criticato quando c'era da criticarlo ma oggi vogliamo parlare a cuore aperto. Piero Ausilio, Direttore Sportivo dell'Inter non sappiamo ancora per quanto tempo, è un bravo ragazzo; uno che si è fatto da solo che dalla Pro Sesto ha scoperto il fantastico mondo della pinetina. Un sogno che si realizza, un ragazzo perbene che ha visto l'Inter come un traguardo, come un punto di arrivo (giustamente) e non di partenza. Piero, però, ha visto l'Inter talmente come un punto di arrivo che si sente arrivato e pur di non cambiare il suo mondo ha deciso di accettare tutto. Sapete quando quel marito è talmente innamorato di sua moglie che le perdona tutto? Si, anche sui tradimenti presunti lui pensa che non sia nulla vero. Le becca messaggi e foto sul cellulare ma lui starà pensando che forse si tratta di un fraintendimento oppure crede ad una crisi passeggera ma l'importante è che lei resterà a casa. E amen se la becca nel letto di casa sua con un altro. Ma sai, forse è colpa mia che le avrò fatto mancare qualcosa. Rapportato nel calcio è un pò quello che Ausilio sta vivendo con l'Inter. La proprietà cinese gliene sta combinando di tutti i colori ma lui si fa scivolare addosso tutto perché a quella poltrona tiene più di ogni altra cosa al mondo. Se Ausilio prima doveva prendere un calciatore doveva aspettare che ci fosse l'ok di Kia. Se Ausilio vuole rinnovare il contratto di Perisic e Handanovic, prima deve capire l'orientamento di Kia (ai limiti della legge, qualche anno fa questa storia fece morti e feriti). Ausilio deve subire anche la scelta dell'allenatore: De Boer che a lui non piaceva ma se l'è fatto piacere. Ha dovuto subire l'esonero di Pioli contro la sua volontà e adesso anche un dirigente più esperto come capo: Walter il magnifico. Mercoledì scorso è stato nostro ospite a Sportitalia, Gianluca Petrachi DS del Torino. Gli abbiamo chiesto se Cairo gli avesse affiancato Sabatini cosa avrebbe fatto. Sapete la risposta? Me ne sarei andato... ieri! Bravo Petrachi: un calciatore si può sbagliare ma la dignità viene prima di tutto. Ausilio sbaglia ad incollarsi a quella poltrona perché rischia di perdere credibilità ma forse l'ha già persa da un pezzo. Capiamo bene che lavorare all'Inter significa potere, capiamo bene che il contratto appena rinnovato gli consente di fare una vita stupenda ma qualcuno lontano da Milano penserebbe a lui nel ruolo che più gli si addice. Perché è vero che Piero ha sbagliato tanto ma molti errori sono stati commessi con la testa di altri. All'Inter arriva Sabatini e tutti inneggiano al grande Direttore italiano, a tal punto da affidargli anche la squadra cinese; immaginate Sabatini cosa capisca di calcio cinese... Di calcio italiano, invece, se ne intende. Nessuno dice il contrario ma la società che prende Sabatini è per creare plusvalenze non per vincere. Lo dice la sua storia. Sabatini prende i calciatori a 10 e li rivende, quando gli vanno bene le cose, a 50. Sabatini non ti fa vincere i campionati e le coppe. Ti crea valore, a volte. Sabatini, nella sua carriera, ha bruciato più calciatori che sigarette. Disse che giovani italiani non esistevano mentre lavorava alla Roma e quella Roma vinceva gli scudetti Primavera e valorizzava tanti baby finiti poi a Milan, Sassuolo e altri club. Sabatini non sa gestire un gruppo e non è leader neanche nella gestione dell'allenatore se questo ha un 20% di personalità. E' un ottimo talent scout ma un pessimo Direttore Sportivo. Ha creato valore in molte società ma non basta per essere preso da un club ricco come l'Inter con un valore immenso. Ha un giro di procuratori tutto suo e già questa estate si andrà a scontrare con il giro di affari di Kia. Insomma questi cinesi non hanno capito ancora le regole del gioco. Dimostrazione che i soldi non contano. Basta chiedere a Moratti che rapporto spesa-trofei non ha mai navigato nell'oro. Il figlio di Mr Zhang e troppo solo e giovane per comandare una società così complicata.
Paradossalmente i cinesi del Milan sono più poveri e indebitati ma più furbi. Hanno fatto le mosse giuste e si sono affidati agli uomini giusti nei ruoli chiave. Legali top, Fassone come DG e Mirabelli come DS. Da quando sono arrivati non hanno ancora vinto una partita, certo, ma questa stagione è opera di Berlusconi e Galliani. Un omaggio lasciato per l'arrivo della nuova proprietà. Il tempo è galantuomo e questi acquisti non potevano che rivelarsi fallimentari. Il mercato di Galliani ha lasciato il segno e Mirabelli è consapevole che, per fare qualcosa di buono, è tutto da rifondare. Mirabelli sta portando trasparenza ad una società che negli ultimi anni vive con i fantasmi nell'armadio. Soliti agenti e soliti giri. Mirabelli non va in giro per hotel e fa poche chiacchiere. Quelle poche che fa è quando lo obbligano per contratto. La scelta di incontrare Direttori e Agenti a Casa Milan, ad esempio, è una scelta di classe. Ci sono i giornalisti? Pace, fanno il loro lavoro ma gli incontri non si fanno in una camera di hotel ma alla luce del sole come succede in tutte le aziende e multinazionali. Kessie e Musacchio arriveranno alla luce del sole e per Keita, Mirabelli si è mosso quando Galliani sperava ancora che saltasse Fassone e tutti i filistei. Questo Milan è osceno e va rifondato. I Cinesi hanno acquistato un club senza patrimonio tecnico, fatta eccezione di 5-6 elementi. Va rifondata anche la Primavera, rimasta fuori dalle final 8 ma addirittura è fuori anche dai play off. Nava ha dimostrato di non essere all'altezza ed è giusto prendere un allenatore che sappia lavorare con i giovani come se fossero grandi. Cosa c'è da mantenere di questo Milan? Donnarumma, Romagnoli, Locatelli, Pasalic, Bonaventura, Suso, Cutrone e qualche giovane. Poi tutti via. C'è da mantenere Casa Milan, c'è da mantenere l'ufficio stampa e poi va raso tutto al suolo. Fassone non ha bisogno dei miei consigli ma stia attento a tenere in sede gente che anche quando va in bagno lo riporta ad Arcore.
Complimenti alla Spal che torna, dopo 49 anni, in serie A. SPAL sta per SERIETA' (società seria nei progetti e nei pagamenti) PROFESSIONALE (il calciatore a Ferrara vive da professionista e l'organizzazione non è mai mancata a questo club) AZZARDO (perché è vero che molti giovani non sono costati molto ma alcuni big, al primo anno di B, sono stati un azzardo. Da Antenucci a Floccari a gennaio. Se non fosse arrivata la serie A, il prossimo anno sarebbero stati guai seri con quegli ingaggi). LEALTA' (quella del suo allenatore che ha trascinato la squadra dalla C alla A, un Mister che dalle giovanili all'Eccellenza ha vinto tutti i campionati e merita questa vetrina grazie alla sua preparazione ed umiltà. Un nuovo Sarri, toscano, sta per arrivare in serie A. E non è un caso che Coverciano sia in Toscana. Altrimenti Allegri, Sarri e Spalletti, i primi tre della serie A, li avremmo fatti nascere a Courma.
In chiusura la pagina dedicata al Napoli. Una macchina perfetta anche senza spese folli. Una macchina perfetta dove si vede la mano di Mister e Direttore. Sarri e Giuntoli, belli come Albano e Romina. Insieme per sempre. De Laurentiis è stato il vero autore di questo miracolo perché un Presidente deve saper scegliere i suoi uomini e andarne fiero. Non si possono attaccare pubblicamente, al massimo i problemi vanno risolti privatamente. De Laurentiis si goda questo giocattolino che ha creato. E' stato l'unico in Italia a dare il Napoli in mano ad un Direttore che arrivava da Carpi e un allenatore che arrivava da Empoli. Il Napoli in mano a due "provinciali". Non è una offesa bensì un complimento. Ora non rovini tutto con alcune frasi fuori luogo. Sarri e Giuntoli sono i perfetti esecutori di un Presidente pazzo e geniale. Un mix perfetto per tenere il Napoli a questi livelli anche se un giorno dovessero tornare le milanesi dalla lunga vacanza.


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