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Editoriale

Pogba, me ne vado…Ecco il piano della Juve per riprenderlo. Piace anche Ceballos. E Martial a parametro zero. Milan, Rabiot convinto da Leonardo. La verita’ sul futuro di Chiesa

07.09.2018 07:12 di Enzo Bucchioni   articolo letto 45775 volte
© foto di Federico De Luca

Questa volta non è soltanto una voce di mercato o una notizia dei soliti tabloid inglesi, questa volta è Paul Pogba “in persona personalmente” per dirla alla Catarella, che apre scenari sul suo futuro.

“Oggi sono del Manchester, ma fra qualche mese…”, la frase detta appena ieri regala certezze sul suo addio e rafforza le ipotesi sul possibile ritorno alla Juventus.

Pogba non ha un buon rapporto con Mourinho e lo sappiamo, tutto il malumore deriva da questo. E allora? Dopo aver riportato a casa Bonucci, Marotta e Paratici stanno lavorando da diversi mesi con Raiola anche per riprendersi Pogba. I dirigenti bianconeri non pensano all’immediato, hanno dimostrato di avere sempre una visione sul futuro della società, e allora sanno benissimo che sul centrocampo bisogna intervenire. Due pilastri come Khedira e Matuidi nel 2019 avranno 32 anni è normale cautelarsi. L’operazione non è facile e neppure scontata, gli ostacoli sono diversi. Su Pogba ci sono tutte le più importanti società europee, soprattutto il Barcellona. L’ingaggio del francese, premi compresi, si aggira attorno ai 15 milioni di euro: un altro ostacolo non da poco. Ma dopo aver preso Ronaldo, aver fatto l’ultimo step, la Juventus è entrata in un circuito calcistico-economico che le impone e le propone allo stesso tempo, operazioni un tempo non immaginabili. Si lavora sottotraccia per trovare una soluzione anche per riprendere Pogba e il regista ancora una volta dovrà essere Raiola, un po’ come ha fatto Mendes con Ronaldo. Il giocatore ha già dato il suo ok per il ritorno alla Juventus, un’avventura ancora più stimolante proprio per la possibilità di giocare con Ronaldo. Esclusa tassativamente, però, la possibilità che un’operazione del genere possa essere fatta nel mese di gennaio. Si lavora per giugno.

La Juventus, però, si guarda anche attorno nel caso in cui fosse impossibile riportare a casa Pogba. Ecco allora aperta un’altra pista madridista che porta a Ceballos, 22 anni, che nel Real è chiuso da Casemiro. La prima richiesta (ottanta milioni) è sembrata quasi una provocazione da parte del club di Perez, ma anche qui la situazione è in continua evoluzione.

La Juventus sta monitorando anche affari a parametro zero, modello Emre Can, tanto per intenderci. E proprio al Manchester c’è un altro giocatore sul quale la Juve sta lavorando. Si tratta dell’esterno Martial, 23 anni, che ha il contratto in scadenza nel 2019 e non vuole rinnovare. Per ora Mourinho non l’ha convinto a firmare, anche una proposta da nove milioni pare sia stata rifiutata.

Le grandi società però, non si muovono soltanto in entrata, la Juventus per rifinanziarsi dovrà anche fare dei sacrifici e un uomo-mercato in uscita potrebbe essere Dybala. Non sono le due esclusioni in inizio stagione a far pensare, ma le difficoltà che ha questo ragazzo a inserirsi nella squadra e nei sistemi di gioco. E’ un solista di grande talento, ma con Higuain non ha legato. Cosa succederà con Ronaldo? A giudicare da queste prime partite, Allegri preferisce giocatori come Mandzukic, Bernardeschi e Douglas Costa che hanno i colpi in proprio, ma cercano di favorire anche il gioco di squadra e dei compagni. La tentazione di fare cassa con Dybala è forte e non è neppure nuova. Forse è ancora a Torino soltanto perché l’estate scorsa non è arrivata l’offerta-monstre che la Juventus aspettava. Per agevolare il gioco di Ronaldo, fateci caso, la Juve sta cercando degli esterni veloci e in grado di saltare l’uomo e non seconde punte o trequartisti (i ruoli di Dybala). Abbiamo detto di Martial, un altro nome sul taccuino di Marotta è Federico Chiesa. Il ragazzo piace e non da oggi. L’estate scorsa un’offerta diretta alla Fiorentina non è stata fatta, ma con il padre-agente Enrico i contatti sono stati diversi. La Fiorentina ha sempre dichiarato incedibile il ragazzo e l’ha bloccato aumentandogli l’ingaggio (è il viola che guadagna più di tutti) e prolungando fino al 2022. La stessa Fiorentina sa benissimo però che se la crescita di Chiesa continuerà e il pressing delle grandi società diventerà ancor più serrato, a fronte di ingaggi da 4-5 milioni di euro (già offerti) non potrà più competere. Che succederà? Naturalmente il discorso va proiettato alla prossima estate. La Juventus non ha accordi sottobanco o prelazioni di sorta con la Fiorentina, semplicemente c’è un gentleman agreement tra Marotta e il presidente viola Cognigni siglato nel corso della trattativa Pjaca. La Juve voleva dare Pjaca ad altre società con operazioni più convenienti, si è deciso di darlo alla Fiorentina in prestito con riscatto e controriscatto abbastanza oneroso per le insistenze del ragazzo, ma anche perché Cognigni- come già scritto su Firenzeviola- ha promesso che quando e se la dovesse decidere di vendere Chiesa, la prima società ad essere interpellata sarà la Juventus. Ma non soltanto Chiesa, alla Juventus piace anche il difensore serbo Milenkovic e anche qui il discorso è lo stesso. Se dovessimo decidere di vendere, vi interpelleremo. Punto. Quindi diffidate da chi vi racconta di accordi presi, di intese e roba del genere. Tutto sarà discusso a giugno nel quadro dell’affare Pjaca.

Alla finestra su Chiesa c’è anche l’Inter e non da oggi. Anzi, l’estate scorsa l’Inter era in pole-position, il pressing di Spalletti è stato forte e i contatti con il padre molto interessanti. Poi la Fiorentina ha deciso per l’incedibilità, Chiesa è rimasto soddisfatto di fare almeno un altro anno nella sua squadra del cuore e nella sua città, c’è stata la vicenda Pjaca e ora in pole c’è la Juventus. Ma la storia è tutta da scrivere.

Si sta scrivendo, invece, la storia fra Rabiot e il Milan. Il centrocampista del Psg, 23 anni, è in scadenza nel 2019 e non ha intenzione di rinnovare. Su di lui c’era anche la Juventus, ma da quando Leonardo è tornato a fare il dirigente, la bilancia s’è spostata dalla parte del Milan. Questione di feeling, di rapporti, di simpatie. Rabiot è stato lanciato nel calcio dei grandi proprio da Leonardo quando era dirigente del Psg, c’è sempre stata grande simpatia con i Rabiot e la madre-procuratore sta riflettendo seriamente sulla proposta dei rossoneri. Interessa però anche il progetto sportivo e il futuro del Milan è strettamente collegato anche alla decisione del centrocampista francese. La pista è comunque apertissima. Leonardo potrebbe anche fare un tentativo con il Psg a gennaio per battere la concorrenza.


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