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Editoriale

Prima le panchine, poi i colpi. Ecco i nodi da sciogliere. A cominciare da Napoli e Milan

29.03.2018 00:00 di Luca Marchetti   articolo letto 12352 volte
© foto di Federico De Luca

Prima di far partire il mercato dei giocatori, bisogna che parta quello degli allenatori. E prima che parta quello degli allenatori c'è bisogno di districare alcune matasse, fondamentalmente. Sia in Italia che in Europa. I nomi sul tavolo sono importanti, e non potrebbe essere altrimenti.
In Italia la questione giornalisticamente più interessante ruota intorno a Sarri. Come abbiamo avuto modo di dire è una questione relativa al tempo. De Laurentiis lancia messaggi perché non vorrebbe correre il rischio che la trattativa vada per le lunghe. I tempi dilatati infatti potrebbero consentire a qualcuno di inserirsi fra lui e Sarri. E un rischio che fa parte del gioco, anche perché l'impressione non è che Sarri ci stia giocando sopra. Lui pensa al campionato, al sogno lungo una stagione. E non ha la fretta di dover chiudere ora un rinnovo meritatissimo e che il presidente vorrebbe dargli. In realtà - come sempre - potrebbe essere una questione di prezzo. In questo momento c'è differenza fra la prima offerta che vorrebbe fare il presidente e quelle che sono le ambizioni dell'allenatore. E anche questo fa parte dle gioco delle parti. Ma il fatto che De Laurentiis richiami al sentimento di riconoscenza non è un passaggio banale. E la rivendicazione, moderata, dell'opportunità concessa (peraltro supportata anche dai fatti e dalla storia recente del Napoli che indipendentemente dall'allenatore è riuscito sempre a migliorarsi rispetto alle annate precedenti) ripercorre sempre la stessa strada.
Anche perché poi vanno fatte delle valutazioni anche su un possibile rinnovamento della rosa. E quindi la "fretta" di De Laurentiis immaginiamo sia dovuta anche alla necessità eventualmente di trovare un allenatore altrettanto preparato e che possa cominciare il prima possibile a dare indicazioni, concertate con i dirigenti, riguardo ai giocatori su cui fare affidamento. Indipendentemente dall'esito del campionato.
E' chiaro che se le strade di Sarri e Napoli dovessero separarsi (ipotesi in questo momento sinceramente molto poco probabile) potrebbe esserci quell'effetto domino che si trascinerebbe dietro diverse altre piazze.
Altra panchina calda in Italia, almeno mediaticamente, è quella del Milan. Come direte voi, Gattuso non è saldo? Più che saldo, saldissimo. Per Mirabelli non ci sono dubbi sul suo rinnovo. Lo stesso Fassone a Sky ne ha lodato pubblicamente i grandissimi pregi e le novità che ha portato in rossonero. Ma la data del rinnovo continua a slittare. E questo potrebbe essere collegato alle vicende societarie del Milan, anzi a quelle economiche. La pendenza con il fondo Elliot segnerà il futuro rossonero: se Li riuscirà a saldare il debito non ci saranno dubbi su chi sarà il l'allenatore del Milan la prossima stagione. Se invece questo non dovesse verificarsi non ci sono più certezze. A nessun livello. E questo può comportare anche delle variazioni rispetto ai piani di continuità rossonera. I dirigenti rossoneri, Fassone in testa, non sembrano preoccupati. Basterà soltanto aspettare, senza fare illazioni.
In Europa l'allenatore più vicino a cambiare, neanche a dirlo, è un italiano: Conte. Secondo la stampa internazionale sarebbe vicinissimo a un accordo con il PSG per la prossima stagione. Lui in questo momento non ama parlare del suo futuro. Ma neanche del suo rapporto con la società che obiettivamente quest'anno è stato tutt'altro che positivo. Che sia un allenatore da top club non ci sono dubbi: parlano i risultati per lui. La grande capacità di tirare fuori il massimo dai suoi giocatori, di farli andare oltre i propri limiti. Una dote che anche in FIGC apprezzano (e hanno apprezzato) e che quindi fanno di Conte uno dei papabili per la panchina azzurra. Anche se qui poi peseranno ambizioni e budget a disposizione. Di Biagio che si è ben comportato in queste due partite "tampone" non ha assolutamente perso le (poche) speranze di poter rimanere in sella. Ma ha fatto capire ampiamente che non avrebbe intenzione (eventualmente) di avere un ruolo secondario. Ad oggi il favorito è Mancini, altro big che in Russia non sta raccogliendo quanto avrebbe voluto.
Siamo solo agli inizi: ma aprile è il mese delle panchine. Comincerà a suonare il famoso valzer...


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