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Editoriale

Quanti nomi attorno all'Inter, ma solo al prezzo giusto (con due parole su Robben). Juve, Ronaldo porta Ramsey. E Ramsey porta... W il mercato, anche se a gennaio vince sempre... il fairplay finanziario

08.01.2019 11:01 di Fabrizio Biasin  Twitter:    articolo letto 35869 volte
© foto di Alessio Alaimo

Buon Natale a te e famiglia.
Così, a sorpresa.
La depressione da rientro post-feste renderà questo editoriale più sconclusionato del solito. Io vi ho avvusato. Con la "u", avvusato.
Il rientro dalle feste natalizie è uno schifo perché ti senti grasso e quando torni a casa c'è ancora l'albero di Natale. Nessuno ha voglia di smontare l'albero di Natale, a volte resta lì anche fino a Pasqua e ti guarda come per dire "mi smonti?", ma tu non lo fai per questioni di sciocche ripicche nei confronti di Babbo Natale. Babbo Natale è uno stronzo, lavora molto durante le feste, per carità, ma poi va in ferie fino a inizio dicembre. Per forza ride sempre.
Il rientro dalle feste coincide con la pausa dal campionato e con il mercato di riparazione. Non so voi, ma io ho sentito più nomi di giocatori in questi 10 giorni che nell'ultimo lustro. Non ne conosco neanche uno, tra l'altro. A volte alcune persone mi scrivono "cosa pensi del giovane Lanzichenecchi? Può essere già pronto per una big?". Per non fare la figura di quello che non sa nulla gioco sempre la carta del rilancio: "Mah, io andrei su Carbudiăo, il talento brasiliano". Molti a quel punto non rispondono più, mi piace pensare che scrivano "Carbudiăo" su Google.
Più triste degli alberi di Natale che non si smontano (chi inventerà gli "alberi autosmontanti" diventerà ricco, segnatevelo) ci sono i panettoni mezzi mangiati. I panettoni mezzi mangiati restano lì anche dei mesi, a volte te li ritrovi travestiti da colombe a Pasqua. "Vuoi della colomba?". "Ma scusa, quello è un panettone, si vede benissimo". Ricordatevi di togliere l'uvetta.
Un fatto curioso del mercato di riparazione è che non ripara niente ma, anzi, il più delle volte svilisce le speranze delle masse. Fateci caso: da qualche anno tutto accade dopo le ore 23, quando iniziano le trasmissioni degli esperti. Cioé, tu per tutto il giorno sogni l'arrivo di 15 o 16 giocatori, ti gasi come una bestia, twitti, dici "c'è l'intesa!", ma poi alle 23 l'esperto ti tira la mazzata: "Possiamo dirvi con certezza che è saltato il tavolo! Ma forse domani ci riprovano". E allora inizi a sudare e dai un morso ad alcuni panettoni avanzati.
Anche voi avete in frigo gli avanzi dei cenoni? Anche io. Una volta ho custodito un paté di tonno fino ad aprile perché mia nonna mi aveva detto "la gelatina te lo conserva bene". Poi un giorno hanno citofonato i Nas: "Siamo qui per il suo paté, è inutile che si nasconda dietro l'albero di Natale".
Ve l'ho detto che oggi l'editoriale è sconclusionato? Forse sì.
La Juve prenderà Ramsey, qualcuno dice "Sì, però, boh" e invece è fortissimo. Questa storia di Ronaldo del resto aiuta molto ("vuoi venire a giocare con Ronaldo? Ti paghiamo pure". E quello ti dice di sì, perché non è mica scemo).
Tutti vogliono Barella, c'è scritto ovunque. Inter su Barella, Napoli su Barella, Chelsea su Barella, Barella su Barella. Sarebbe molto arrogante scrivere "io lo avevo scritto quando aveva 18 anni e giocava nel Como che andava preso" quindi non lo farò. Comunque secondo me alla fine andrà all'Inter. Come faccio a saperlo? Infatti non lo so, ma la butto là, poi vediamo, tanto ormai il mercato si fa così: dici una cosa, poi magari si avvera e sei molto bravo, altrimenti chi se la ricorda?
In queste ore ho visto gente mangiare solo brodini e insalate e crusche e miglio. Del resto tutti il 7 gennaio fanno la dieta e si iscrivono in palestra. La segretaria della palestra ieri aveva la coda di gente che voleva iscriversi allora le ho chiesto "Ma, scusa, dove la mettete tutta questa gente che questa palestra è un buco di merda?", mi ha risposto "tanto non vengono, si iscrivono solo per senso di colpa. Soldi facili, abbi fede". La gente è strana.
Ora parliamo di cose serie, ma solo per poco: il Milan prenderà un centrocampista e una punta, i nomi davvero non me la sento di farli. L'Inter punta forte su Herrera, ma per giugno. Ora la priorità sono i rinnovi di Skriniar e Icardi: non ci sono accordi di sorta, ma la volontà è quella di trovare "la quadra" per entrambi. Barella? Piace molto, ma il prezzo del cartellino spaventa. Robben? Chi lo gestisce lo ha proposto al club, ma da Milano al momento non sembrano molto interessati. E la Juve? Ha finalmente "liberato" Sturaro ma è talmente completa che se prende qualcuno a gennaio rischia solo di rompere equilibri oliatissimi; il Napoli non lo so, ma sono convinto che al limite lavori per giugno.
L'altra cosa che ho notato è che quando alle 23 quelli bravi del mercato danno le notizie "vere" c'è la gara di velocità a fare il tweet furbesco come a dire "non ho copiato, giuro, perché l'hanno detto pure in tv?". La guerra del mercato è fetentissima, c'è gente che è finita in analisi.
Ora vi lascio a una cosa quasi seria che ho scritto su Esquire e riguarda un po' l'Inter, un po' la Juve e un po' il fairplay finanziario. Secondo me ha senso, buon onomastico.
Ve l'ho detto che oggi l'editoriale sarebbe stato sconclusionato? Sì? Ecco. Ha senso fare gli auguri a compleanno terminato a una persona che non c'è più? No? Fa niente. Auguri Davide, tu e il tuo 13 ci mancate di brutto anche se non vi conoscevamo per davvero (Twitter: @FBiasin).

Tutti pensavamo alla cosa sbagliata. Tutti o quasi: "L'Inter non farà mercato", "L'Inter prenderà un giovane", "L'Inter di qua e di là". E intanto Ausilio Piero chiudeva per tal Godin, difensore di quelli con la garra incisa sulla doppia elica del dna, 33 anni a febbraio, già pupillo di Simeone all'Atletico Madrid (prossimo avversario della Juve in Champions).
Godin. Che poi è il tizio che eliminò l'Italia al mondiale brasilero nel 2014 con una capocciata al minuto 81. Che poi è uno dei difensori più forti al mondo. Che poi guadagnerà 4.5 milioni + bonus per arrivare a 6 milioni tondi, ma almeno non ti costa nulla di cartellino (vedremo le commissioni). E vestirà il nerazzurro per 2 anni più un terzo opzionale. Chiamiamola pure "sontuosa operazione".
Di questa "sontuosa operazione" avviata tempo fa, nessuno sapeva una ceppa fino al giorno 4 gennaio, quando gli ottimi segugi di Sky hanno lanciato la bomba: "Godin, proprio quel tale, andrà a giocare nell'Inter a partire da giugno". Il tipico annuncio che non ti aspetti, un colpo praticamente concluso, architettato tempo fa e gestito in gran segreto dal direttore sportivo nerazzurro con la benedizione del nuovo dg Marotta e - ovviamente - l'avallo dei proprietari cinesi.
In attesa dell'ufficialità (arriverà, salvo clamorosi ripensamenti, tra non molto) possiamo iniziare a dire delle cose circa le attuali "strategie nerazzurre".

L'Inter da qualche tempo si è stufata di fare la figura del club fesso e fregnone. Oddio, puo capitare che prenda ancora delle fregature, ma sul mercato segue una linea precisa: parametri zero di livello, giovani promettenti, "anziani" solo del genere "usato sicuro", nessuna minusvalenza, volontà di non invecchiare la rosa (Godin prenderà con buona probabilità il posto di Miranda).
Ecco, forzando il ragionamento e facendo doverose distinzioni, possiamo dire che l'Inter prova a imitare la Juve di qualche anno fa, quella che arrivava da anni difficili e uscì dalle secche molto più con le idee che con i quattrini. A Milano ci provano da almeno un paio di anni (De Vrij, Asamoah, Skriniar a 12 milioni + il cartellino di Caprari, adesso Godin) e lo faranno ancora di più ora che in nerazzurro è arrivato il promotore in bianconero di quel genere di mercato: Marotta. Si guarda ai grandi nomi, certo, ma soprattutto si ragiona su un mix di promesse (Barella, prossimo obiettivo) e vecchie ed espertissime volpi (Herrera, altro parametro zero che piace assai).
Trattasi del passaggio fondamentale che, complice il "tanti saluti" al settlement agreement, porterà con buona probabilità l'Inter ad avvicinare la "dimensione di mercato" dei rivali juventini.

Per intenderci: i bianconeri nel corso degli ultimi 10 anni sono ripartiti da una serie di azzeccatissimi parametri zero (Barzagli, Pirlo, Pogba...) e dai giovani promettenti (Vidal, Coman...), quindi hanno iniziato ad ottenere risultati e si sono spostati su acquisti via via più onerosi (Dybala, Bernardeschi, Higuain, Pjanic, Ronaldo...), ma sempre calcolati (si sopravvive solo ed esclusivamente grazie all'autosostentamento). Un vero modello di "gestione aziendale" che finalmente qualcuno prova a replicare, nella speranza di ottenere i risultati necessari per alimentarlo anno dopo anno (la qualificazione alla Champions League è condizione essenziale).
Fine. Siam partiti da Godin e abbiamo fatto il giro del mondo per arrivare a una rapida conclusone: ha ragione Boban, il fairplay finanziario va rivisto, ma è importante che il duro e certamente antidemocratico regolamento Uefa non diventi una scusante per dire "non vinciamo perché non ci fanno spendere centinaia di milioni". Si può entrare nel circolo virtuoso anche senza i miliardi: la Juve che oggi si può permettere il celebre fenomeno portoghese noto pure a mia nonna, ha iniziato a costruire la sua fortuna partendo nel gennaio del 2011 da un difensore campione del mondo, pagato la miseria di 400 mila euro. Non è facile, ma neppure impossibile.


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