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Rino, in caso di Champions conferma scritta. Juve, ogni anno ti perdi sul più bello. Ma c'è ancora tempo... Stirpe, la serie A ti ha bocciato. Balata, la strada è quella giusta

Direttore di Sportitalia e Tuttomercatoweb
25.02.2019 00:00 di Michele Criscitiello  Twitter:    articolo letto 25100 volte

Con il senno del poi siamo tutti bravi, come siamo bravi a giudicare da un divano e da una tastiera, poi però sul campo ci dobbiamo misurare e l'esito non è sempre quello sperato. Se... questo maledetto se che nel calcio va tanto di moda; così come nella vita. Se... il Milan, un anno fa, avesse iniziato con Gattuso probabilmente sarebbe già ora in Champions League. Montella è stato bocciato dal campo, sia quello italiano che spagnolo, e la dimostrazione è che chi è sponsorizzato dalla stampa specializzata non vale sempre più di chi viene etichettato "male" da critici e giornalisti. Gattuso ha dimostrato umiltà, nella sua vita, più volte di mille altri suoi colleghi. Si chiamava Gattuso, avrebbe potuto fare un percorso diverso da allenatore invece ha iniziato nella Svizzera dimenticata di Sion. Poi ha accettato le follie di Zamparini ed è finito a Creta, non in vacanza ma ad allenare. Ma chi, Gattuso? Sì. Per allenare in Italia era disposto a tutto. Nessuno gli ha dato una chance, neanche se avesse guadagnato 30.000 euro all'anno. Sono Gattuso, riparto con umiltà dalla B e non vi chiedo neanche soldi. Non l'ha voluto nessuno. Con l'umiltà di sempre accettò Pisa in una situazione catastrofica. Vinse il campionato, contro De Zerbi e contro ogni pronostico iniziale. Il Milan era il suo sogno e pur di concretizzarlo accettò la guida della Primavera da Mirabelli. Ma come, sei Gattuso e torni a Milanello a fare la Primavera? Nessuno gli ha regalato nulla ed è per questo che è arrivato in prima squadra con le spalle larghe, talmente grandi che quando i risultati non arrivavano lui faceva parlare gli allenamenti, non le chiacchiere. Rino è così. Chi non lo conosce crede all'uomo tutto muscoli e grinta. Invece è l'opposto di quello che appare. Si circonda di uomini giusti, basta vedere il suo staff, da imprenditore i soldi li investe e li fa mentre altri suoi colleghi hanno perso milioni e milioni di investimenti. Si fa amare dai ragazzi e, per strada, non rifiuta mai una foto che gli viene chiesta dai suoi milioni di tifosi. Perché anche se è tatuato diavolo, Gattuso piace anche a interisti e juventini. Non è stato un calciatore, non è un allenatore ma uno stile di vita. Se dovesse fare il miracolo del quarto posto, perché di miracolo si tratta, non veniteci a rompere le scatole tutta l'estate con Conte e Wenger perché sul campo, eventualmente, la Champions ve la riporta Gattuso. Il calabrese trapiantato nella splendida e ridente Gallarate.
La Juventus rischia di buttare all'aria investimenti e ambizioni di questa ennesima stagione dove il vero obiettivo stagionale rischia di andare in frantumi già a marzo. L'aggravante sarebbe uscire agli ottavi, dopo essere stata eliminata a Bergamo in Coppa Italia e nell'anno dell'acquisto di Cristiano Ronaldo, ai tifosi, lo scudettino tricolore non basta più. Quando dicevamo che la Juventus ammazzava il sistema c'era una spiegazione e non volevamo andare contro i bianconeri. Essere super competitivi, in serie A, dove tutte le altre sono indietro anni luce (parlo di Milan e Inter storicamente le uniche che possono competere in Italia per il tricolore) non serve a molto se poi hai un campionato che stravinci ma appena alzi l'asticella in Europa fai fatica. E' come se giocassi ogni giorno a biliardino con mio figlio e mio nipote. Vinco. Bello. Poi, però, appena escono di casa figlio e nipote e arrivano gli amici prendi gli schiaffi perché quelle vittorie erano anche frutto della mediocrità dell'avversario. Cosa vogliamo dire: punto primo, la Juventus può ancora ribaltare il risultato di Madrid. Difficile, complicato ma non impossibile. Punto secondo, i bianconeri non hanno la Champions nel proprio DNA e nella partita singola rischiano sempre. Troppo. L'Atletico era la squadra più rognosa per la Juventus ma non si può uscire agli ottavi di finale, dopo il mercato stellare fatto in estate. Pensiamo al domani: la Juventus non raggiunge i quarti, in estate cosa dovrebbe fare sul mercato per inseguire il maledetto obiettivo? Prendere Salah, cambiare allenatore, prendere altri 3 calciatori, ringiovanire la difesa? Oggi non sarebbe opportuno fare calcoli e dare giudizi. Bisogna aspettare il ritorno, dove Allegri può ancora farcela ma sicuramente dovremo vedere una Juventus diversa da quella di Madrid.
Una riflessione sulla bassa classifica: il Frosinone ha perso una grande occasione, con la Roma, dove avrebbe meritato qualcosa in più. La squadra è lanciata verso il ritorno in serie B e, in questi anni, abbiamo capito una cosa. Il problema del Frosinone non erano gli allenatori. Quest'anno il problema non era Moreno Longo e non è Marco Baroni. Anzi, entrambi erano valori aggiunti. Il problema, piuttosto, andrebbe trovato nella gestione societaria del Presidente Stirpe che appena arriva in serie A sembra non essere all'altezza del grande salto. Confermando che la dimensione del Presidente è la serie B. La piazza ci starebbe alla grande in serie A. Stadio bello (complimenti in questo caso al Presidente), tifosi presenti e calorosi ma le squadre sono sempre sbagliate. Stirpe costruisce organici di serie B per campionati di serie A. Le categorie ci sono e non è un caso se esistono calciatori di serie A, di serie B e di serie C. Stesso discorso vale per i Presidenti. Ci sono Presidenti di serie A e Presidenti di serie B. Il Frosinone avrebbe dovuto fare come la Spal. Invece, tra le grandi, proprio non ci riesce a stare. Stirpe si dovrebbe fare qualche domanda e trovare anche qualche risposta da Gigi Marzullo. L'assurda convivenza tra Giannitti e Capozucca è l'emblema del fallimento di Stirpe. Voglio far fuori il DS ma siccome non ci riesco e sono riconoscente lo tengo, però, gli prendo (a sua idea) uno più bravo. Morale, sul mercato uno andava ad Est e l'altro ad Ovest. Per lo stesso Capozucca, Frosinone rischia di diventare una brutta macchia sulla sua carriera. Per come era finita a Cagliari, Capozucca avrebbe dovuto dimostrare qualcosa di diverso, invece, con questi risultati sta avvalendo la tesi di Giulini. Troppe idee e confuse: sia sul mercato estivo che su quello invernale.
In chiusura torniamo ad occuparci di politica del calcio. Per un lunedì evitiamo di parlare dei disastri della serie C, tanto sono talmente evidenti che sarebbe superfluo parlare di cose che vedono tutti. Chi sta facendo, negli ultimi mesi, passi in avanti molto importanti è la Lega di serie B. Dopo il trambusto estivo, il Presidente della Lega Mauro Balata, ha messo tutti al proprio posto e ha il grande merito di aver fatto ritrovare una unità di intenti nell'Assemblea, tra le varie società, che mancava da anni. I club sono tutti sulla stessa barca e vanno in una unica direzione: grazie a questa unità, in estate, sono riusciti ad essere compatti e ad aver portato la B a 19 squadre. Il prossimo obiettivo di Balata è l'utilizzo della Var anche in serie B. Sarebbe un risultato importante e storico per una Lega di seconda divisione ma in Via Rosellini ci stanno provando con tutte le forze. Per la serie B è l'anno zero. Balata si è caricato un elefante sulle spalle e lo sta riportando al centro del circo. Indipendenza e piena autonomia sono le due armi che, finora, risultano vincenti per ribaltare tutto il sistema. Sicuramente la costante presenza, fisica e non, aiuta molto nel raggiungimento degli obiettivi che si è prefissato il numero 1 della Lega di B. La prossima trappola è Palermo. La situazione dei rosanero crea imbarazzo anche al Presidente Balata e staremo a vedere come finirà la pessima gestione Zamparini, in un teatrino senza fine. Certamente Balata ha dimostrato in questa settimana di non guardare in faccia a nessuno e se continuerà con questa trasparenza avrà il nostro appoggio, sostegno ma anche la fiducia e la stima di tutti i club che rappresenta.


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