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La Giovane Italia
Editoriale

Roma, All-in su Schick… Kepa porta Donnarumma al Real! Inter, nessuno vuole andarsene. Gattuso ha un problema…

24.01.2018 07:52 di Fabrizio Ponciroli  Twitter:    articolo letto 48489 volte

Tra Dzeko e Schick ballano 10 anni e oltre 225 gol… Il bosniaco ha segnato, ad oggi, 247 reti da professionista, di cui 61 con la casacca giallorossa (39 la scorsa stagione, con Salah a supportarlo). Il giovane ceco è a quota 22. Il popolo giallorosso è diviso. La maggior parte dei tifosi fatica a comprendere la logica di Monchi. Perché vendere a gennaio un big, quando si è ancora in piena corsa per obiettivi importanti? Perché la Roma, a differenza degli altri top club italiani, ha sempre bisogno di cedere qualche pezzo pregiato? Dall’altra parte, c’è chi, invece, “giustifica” l’operazione. Economicamente i vantaggi sono evidenti o c’è qualche dubbio in proposito? In realtà qualche perplessità ci sarebbe… In estate, Salah è stato ceduto al Liverpool per 42 milioni + bonus. Una plusvalenza pari a circa 29 milioni di euro. Beh, guardando al rendimento che l’egiziano sta avendo in maglia Reds, forse l’affare l’ha fatto il Liverpool. Anche perché, dati alla mano, la Roma non ha ancora trovato un vero sostituto di Salah… E Pjanic? Cessione da 32 milioni di euro (vero, c’era l’inghippo clausola), circa 28 di plusvalenza. Pare che il bosniaco, alla Juventus, non stia andando male, no? Insomma, andiamoci piano a bollare l’operazione Dzeko come “giustificata da età e denaro”. Tolto Nainggolan, Dzeko è il giocatore più importante della squadra. Ora la responsabilità dell’attacco sarà consegnata al 22enne (auguri, compie gli anni oggi) Schick. E’ come se la dirigenza della Roma abbia deciso un All-in al buio (o quasi). Tutto nelle mani, o meglio, nei piedi di Schick e speriamo che il ceco non faccia rimpiangere Dzeko (ricordiamoci che Defrel doveva sostituire Salah)…
Un bel rischio, come quello che correrà il Milan al termine della stagione in corso. Kepa Arrizabalaga Revuelta, giovane portiere spagnolo, non andrà al Real Madrid come tutti credevano. Kepa ha rinnovato con l’Athletic Bilbao. Quindi? Due opzioni. Opzione A: il suo passaggio ai blancos è stato posticipato di qualche mese. Opzione B: a Madrid stanno pensando a Donnarumma come futuro portiere titolare del club (e Raiola si frega le mani).
Gigio è legatissimo al Milan, così come Joao Mario, Brozovic ed Eder sono pazzi dell’Inter. Storicamente, i giocatori nerazzurri fanno fatica a lasciare la Pinetina. Anche chi non gioca mai, sperimenta delle criticità importanti quando viene invitato a fare le valigie e abbandonare la Beneamata. Il buon Ausilio si sta dannando l’anima per trovare una nuova casa, sportivamente parlando, ai tre (o almeno a due di loro) ma, ad oggi, tutte le proposte sono state rispedite al mittente. E dire che, tutti e tre, hanno un appeal interessante. Lo dico da mesi: Joao Mario non può essere così scarso, probabilmente non è nell’ambiente ideale dove spiccare il volo. Eppure anche il portoghese fa muro… E’ proprio vero: all’Inter si sta bene, lo si narra dai tempi in cui gli assegni li firmava Moratti…
E Gattuso? Doveroso parlare di Ringhio… Il buon Giordano, leggendaria punta del Napoli di Maradona, in una recente chiacchierata, mi ha convinto: “Ora il Milan ha grinta, i giocatori hanno iniziato a capire che, con Gattuso, devi lottare su ogni pallone, sempre e comunque”. Vero, qualcosa è cambiato… Ritengo, ancora oggi, che Montella aveva i requisiti per “tenere” il Diavolo ma ora mi chiedo: che faranno a fine stagione i sommi dirigenti rossoneri? Se Conte, come sembra, sarà libero e voglioso di tornare in Italia, il Milan non si farà avanti per proseguire il suo cammino con Gattuso in panchina? Anche questo profuma tanto di All-in…
Chiudo con un consiglio: appena visto il docu-film “Ibrahimovic – Diventare leggenda”. Già sono un fan di Re Zlatan, dopo quello che ho scoperto attraverso questo documentario, sono diventato un suo ancor più devoto servitore. Uno così nasce una volta ogni 30 anni e, come dice sempre il grande Flavio Tranquillo, soprattutto quando parla di un altro Re (LeBron James): “Siamo fortunati ad essere suoi contemporanei”…


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