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Editoriale

Ronaldo a secco per un solo motivo. Milan, un paradosso che preoccupa. Campionati partiti a metà, calendari rinviati e prime giornate ancora da scrivere. Mai più un’estate così…

Direttore di Sportitalia e Tuttomercatoweb
27.08.2018 00:00 di Michele Criscitiello  Twitter:    articolo letto 43682 volte
© foto di Daniele Mascolo/PhotoViews

Allarme CR7. Nessun gol in 180 minuti. Avete visto che in Italia non avrebbe fatto quello che ha fatto in Spagna? E’ un flop? La verità è una sola: in Italia non abbiamo equilibrio. Né nei giudizi positivi né in quelli negativi. A giudicare siamo tutti bravi, perché siamo tutti giornalisti, allenatori e da qualche anno siamo tutti diventati Direttori Sportivi. Il vero problema è che il calcio è strano, imponderabile, e anche quando pensi di non aver trascurato nulla c’è sempre l’imprevisto dietro l’angolo. Torniamo a Cristiano Ronaldo. Se dobbiamo fare le prime pagine è un conto se, invece, vogliamo parlare di calcio è un altro. Ronaldo nelle prime due giornate ha fatto due ottime partite, nelle quali è mancato solo il gol. Un gol, però, l’ha fatto. Il problema è che non occupa le prime pagine dei giornali e non ha fatto gol in rovesciata. Quindi il tifoso non se ne accorge ma gli allenatori sì. Quando vedi che il più forte del Mondo, con una casa piena di palloni d’oro, di Champions e una vasca riempita con gli euro e non con l’acqua va a marcare il portatore di palla della Lazio nella propria metà campo significa che i tifosi juventini posso stare sereni: Ronaldo si è calato perfettamente nella parte. Quando Mourinho vinse la Champions con l’Inter chiese a Eto’o di fare il terzino. Quando una squadra raggiunge grandi traguardi è perché tutti si sacrificano. Anche se ti chiami Ronaldo. Il portoghese lo sta facendo e ha dimostrato, tra Chievo e Lazio, grande spirito di sacrificio. Questo è il gol più bello. Poi è naturale che tutti gli attaccanti, da Ronaldo a Carlos Franca, vivono per il gol e se non segni per 90 minuti impazzisci. CR7, però, non ha esultato solo per colpa dei due portieri avversari che hanno fatto due miracoli sui suoi tiri. Presto si sbloccherà e sicuramente punterà a fare tra i 20 e i 30 gol. Poi, se qualcuno si aspetta di vedere far fare a Ronaldo 40 gol in Italia, forse, non ha capito che il livello del nostro calcio seppur notevolmente ridotto rispetto ad anni fa è pur sempre tatticamente di elevata qualità. Una volta Allegri partiva male: Cagliari, Milan e Juventus. Adesso avrà cambiato la preparazione o si dimostra più cinico e non perde punti neanche più ad agosto. Segnale non positivo per il campionato.
Il Milan, invece, conferma quanto scritto sopra. Non c’è equilibrio e i professori del pallone giudicano solo il risultato e nessuno legge la prestazione. Gattuso era, per molti, il nuovo Ancelotti al 45’ mentre si è trasformato nell’ultimo Malesani al 90’. Punto primo: non aver giocato la prima giornata è penalizzante per ogni squadra. Un discorso è se salti una gara a novembre o dicembre o un altro discorso è se salti la prima di campionato. Affrontare il Napoli con 90 minuti di vero calcio nelle gambe ti cambia il mondo. Il Milan ha retto benissimo l’urto del San Paolo. Gattuso ha indovinato la formazione iniziale e per 55 minuti ha legittimato il colpaccio. Poi il vuoto. Cosa è successo? Semplice: più che un crollo fisico che, comunque, c’è stato a questa squadra paradossalmente è venuto il braccino del tennista. Il Milan difetta in personalità. Con ha veri leader e queste situazioni le paghi. Bonucci era uno dei pochi ed è andato via. Se il Milan non avesse subito l’1-2 subito avrebbe portato a casa la partita. Quel gol ha tagliato le gambe ai rossoneri che poi si sono fatti sommergere dall’onda azzurra. Non c’è un vero leader in questa squadra e il carattere dell’allenatore non basta. La squadra è forte, ben messa in campo ma difetta di personalità. L’offesa più grande per una squadra allenata da Gattuso. Il problema, però, è questo. Per il futuro occorre un Milan più cinico e concreto. Se stai vincendo 2-0 al San Paolo, ad inizio ripresa, non puoi perdere 3-2. Fai volare la palla in tribuna Posillipo o all’Edenlandia (parco giochi alle spalle del San Paolo per chi non è mai stato a Fuorigrotta), buttati per terra, perdi tempo o fai melina ma non puoi prendere mai 3 gol in 30 minuti. Il Milan deve crescere, soprattutto, sotto questi punti di vista.
Nel frattempo, per una serie A che è partita, c’è una B che è iniziata ma saprà solo il 7 settembre se va rifatto il calendario e il format, la serie C non conosce ancora gironi e calendario, idem la serie D e il campionato Primavera. E siamo al 27 agosto. Se raccontiamo, in Inghilterra, quello che stiamo vivendo questa estate non ci crederanno. Però abbiamo copiato la chiusura del mercato alla Premier. Un giorno prima dell’inizio del campionato perché fa figo. Poi, prendete il mercato di C. Fabbricini, a poche ore dalla chiusura, dice: abbiamo scherzato, chiuderà il 31. La Federazione è allo sbando. A gestire la FIGC occorre un uomo di calcio. Non si può improvvisare sempre. Gravina sarebbe la persona più adatta. Adesso c’è una sinergia in atto Gravina-Sibilia, in vista delle elezioni di ottobre. L’avessero fatta a marzo, quando lo dicevamo noi, oggi saremmo tutti felici e contenti. Il calcio così perde credibilità. Le società sono stufe di non conoscere presente e futuro immediato e non si possono cambiare le regole dopo aver pagato iscrizioni e fideiussioni. Va rivisto tutto. Il commissariamento della FIGC doveva portare un’aria nuova; così non è stato. I Presidenti di alcun club devono pensare alle loro società e non alla politica del pallone. Serve gente di calcio in via Allegri che possa prendere decisioni e non scrivere dettati di altri.


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