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Editoriale

Sabatini non basta a Suning: c'è un altro super consulente. Spalletti, le avances all'Inter ti stanno screditando: perché non restare a Roma? Bravo Napoli, strappo alla regola necessario per il grande obiettivo

Nato a Napoli il 10/03/88, laureato in Filosofia e Comunicazione presso l'Università Orientale di Napoli. Lavora per Tuttomercatoweb.com dal 2008, è il vice direttore dal 2012
21.05.2017 10:16 di Raimondo De Magistris  Twitter:    articolo letto 71450 volte
© foto di TUTTOmercatoWEB.com

E' stata la settimana dei verdetti: Chelsea campione d'Inghilterra, Monaco campione di Francia, Feyenoord campione d'Olanda. E così via, col Real che può aggiungersi alla lista già questa sera: basterà un pareggio sul campo del Malaga. In Italia la Juventus ha alzato la Coppa Italia senza patire la Lazio. Tempo di metabolizzare un palo colpito da Keita in apertura e poi via, lontano, per alzare una Coppa che rappresenta solo l'antipasto di un finale di stagione tutto da scrivere.
E' stata anche la settimana del WyScout Forum. Allo Juventus Stadium, osservatori e dirigenti di tutto il mondo martedì e mercoledì hanno chiarito e svelato i propri obiettivi. Notizie curiose (La Fluminense ha acquistato un club in Slovacchia, ad esempio) e altre che ai tifosi italiani interessano più da vicino: la Juventus ha messo le mani su Patrik Schick, Mario Balotelli lascerà il Nizza e potrebbe rientrare in Italia. Il Milan ha chiuso per Ricardo Rodriguez, è a un passo da Kessié e punta Conti. Lavora a una doppia operazione con l'Atalanta da 45 milioni di euro.
Novità importanti anche sul fronte Inter. Se ci avete seguito su TMW, avete letto di una Inter seriamente interessata a sostituire Ivan Perisic (vuole andare via per giocare la Champions) con Angel Di Maria. L'argentino è il grande obiettivo del club nerazzurro, potrebbe arrivare in estate con un altro pezzo da novanta: Képler Laveran Lima Ferreira, meglio noto come Pepe. Trentaquattro anni, certo, ma ancora un top player, con quella personalità che quest'anno ai tesserati nerazzurri è mancata quando il treno ha cominciato a deragliare.
L'Inter va forte nonostante i disastri sul campo. Ma chi c'è dietro queste operazioni? Non solo Sabatini, appena arrivato. Né Ausilio, Kia Joorabchian o Giuliano Bertolucci (che restano comunque consulenti). C'è Jorge Mendes, il procuratore più importante al mondo. L'agente di Cristiano Ronaldo e Mourinho. E' lui che ha portato Pepe e lavora per Di Maria, è lui che ha proposto più volte alla proprietà il nome di Leonardo Jardim. Tecnico che piace, ma che resta nel limbo. Tra color che son sospesi.
Riuscirà Mendes a convincere Suning sulla bontà delle qualità del manager portoghese? Chissà. Sul tema, le parti si aggiorneranno eventualmente tra qualche giorno. Perché ad oggi, e ancora per qualche giorno, il mirino resterà solo su Antonio Conte. E indovinate chi ci sta lavorando con Sabatini? Sempre lui, Jorge Mendes. Anche per trattare con l'allenatore campione d'Inghilterra è stato mandato in avanscoperta il super-procuratore.
Non sarà semplice, anzi. Ad oggi la percentuale che Conte lasci Londra per sbarcare a Milano è molto bassa: non supera il 5%. L'Inter lo sa, ma non molla la presa e solo dalla fine della prossima settimana comincerà a sfogliare la margherita con le alternative. Ma quali nomi ci sono sui petali? Simeone è la prima scelta di Zanetti, ma è difficile da convincere quasi quanto Conte. Pochettino - tra i preferiti di Sabatini - ha dichiarato di voler restare al Tottenham. Poi, ad oggi, ci sono a pari merito Jardim e Spalletti.
Già, proprio l'allenatore della Roma. Il tecnico di Certaldo qualche settimana fa ha alzato la cornetta in prima persona per proporsi e spera, un giorno si e l'altro pure, in un'offerta di Suning. Anche se non è la prima scelta (ma nemmeno la seconda o la terza...), anche se sa che per tutti i dirigenti dell'Inter è un ripiego.
La domanda allora è lecita: perché? Perché continuare a svalutarsi in questo modo? Al netto di qualche chiaro errore di comunicazione, la stagione dello "Spalletti allenatore" è stata buona. La Roma è a un passo dal secondo posto finale e non ha vinto il tricolore solo perché davanti c'è una Juventus fortissima. La proprietà l'ha sempre sostenuto e anche nei momenti più difficili della querelle Totti s'è schierata dalla sua parte.
Nonostante le dichiarazioni al vetriolo, nonostante gli addii annunciati, nonostante questo e tanto alto la proprietà della Roma è dalla parte del suo mister. E la permanenza alla luce delle recenti parole del nuovo ds Monchi è possibile. concreta. Perché non restare nella Capitale? Tra l'altro il prossimo anno, per sua fortuna, non ci sarà più Francesco Totti da gestire.

Lo scorso agosto il Napoli ufficializzò il rinnovo del contratto di Marek Hamsik fino al 2020. Un accordo che avrebbe dovuto rappresentare uno spartiacque nella politica del club: quattro milioni di euro netti a stagione più bonus al capitano azzurro. Solo al capitano azzurro. Lui il più pagato dopo l'addio di Higuain, soprattutto dopo dieci anni di permanenza e dichiarazioni d'amore dell'ex Brescia. Poi tutti gli altri, a scalare dai più importanti a quelli meno decisivi.
Conti fatti senza l'oste, senza tenere conto di una stagione positiva oltre le più rosee aspettative che ha fatto anche emergere qualche rimpianto. E ha fatto cambiare idea e obiettivi anche a un presidente che da questo punto di vista sembrava non volerci sentire.
Partiamo dalle indicazioni arrivate dal rettangolo verde: cosa hanno detto 37 giornate di Serie A? Hanno spiegato che questo Napoli, metabolizzato l'addio di Higuain e capito come sostituire l'infortunato Milik, ha iniziato a viaggiare a un ritmo non inferiore a quello della Juventus. Anzi. Il gap tra le due squadre s'è creato tutto nelle prime 10-12 giornate, poi Napoli e Juventus hanno conquistato gli stessi punti.
Un vero peccato per i partenopei, un errore da non commettere nuovamente la prossima estate. Adesso a Napoli c'è entusiasmo, il giusto felling con l'allenatore, con la piazza e un gioco ben definito. C'è la possibilità di partire tra un anno con possibilità concrete come non mai nell'era De Laurentiis di lottare per il titolo.
Serve allora continuità su tutta la linea, c'è un errore da non commettere: smantellare il giocattolo. Anche a costo di mandare in archivio la rigida politica ingaggi e concedere a Insigne e Mertens, come accaduto nelle ultime settimane, stipendi pari a quelli del capitano.
Se il Napoli vorrà seriamente lottare per il titolo dovrà accontentare i suoi pilastri e respingere le offerte degli altri club. Anche se il Chelsea tornerà a bussare a Castel Volturno con una valigetta da 55 milioni di euro per Koulibaly bisognerà dire di no: perché ripartire con Maksimovic o Tonelli e senza il senegalese non è la stessa cosa. Confermare i titolari di questa stagione è la condizione essenziale per credere realmente nella conquista dello Scudetto. Poi, solo dopo aver chiarito questo concetto, bisognerà aggiungere uno-due tasselli, non di più: un terzino sinistro e un'alternativa credibile (e più giovane) a Reina.


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