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Scommesse, attese, curiosità ed entusiasmo contagioso: il nuovo Milan deve versare sangue. Come Raiola

07.07.2017 07:19 di Ivan Cardia  Twitter:    articolo letto 30509 volte
Fonte: Editoriale a cura di Luca Serafini

Lacrime sudore e sangue sono gli ingredienti che Montella deve imporre al suo nuovissimo, giovanissimo gruppo per superare i problemi di adattamento, coesione che certamente troverà sul suo cammino. Sarà una stagione lunga, faticosa e complicata con una Europa League da onorare come fosse una Champions. Non c'è altro luogo che il campo di allenamento per plasmare una creatura partorita con tempismo dalla nuova dirigenza. La quale ha forse sbagliato qualche atteggiamento in questo fulmineo, oneroso mercato, ma certamente non ha mancato in chiarezza di intenti e determinazione. Quanto siano costati giocatori già affermati e altri attesi invece da una consacrazione definitiva, è una questione da bar. L'essenziale nel ricostruire una squadra da tempo sprofondata in un pantano di mediocrità, era individuare le caratteristiche dei giocatori necessari al progetto prima ancora dei loro nomi. In ogni casella ne sono stati scritti almeno 3 per non trovarsi spiazzati. Vista da fuori, la campagna acquisti non ha sbavature se non alla voce "cessioni" ancora tutte da decifrare. Mancano un leader e un centravanti. Poi l'opera di rifondazione sarà completa.

Il futuro dei molti nuovi volti rossoneri è nelle loro mani. Quando la Juventus ritornò in serie A, investì cifre altissime per gente destinata a scomparire rapidamente come Amauri, Almiron, Diego, Thiago, Krasic. Colpa della Juve? Forse. Di sicuro, colpa anche e soprattutto loro che furono incapaci di mantenere le grandi attese riposte in loro. E di allenatori rivelatisi non all'altezza. Scommettiamo su Kessie e sui terzini, attendiamo con curiosità e speranza la versione attuale di Musacchio e Borini in ribasso nelle ultime edizioni, confidiamo nell'esplosione di Calhanoglu (in attesa che i telecronisti si inventino la pronuncia) e Silva. Aspettiamo regista e centravanti. Con lo stesso entusiasmo dei 5000 di Milanello.

Il rinnovo di Donnarumma era scontato e logico. Non ve ne foste accorti, il primo a versare un po' di sangue è stato proprio il vostro detestato Mino Raiola: ha lasciato sul campo soldi e opportunità, com'era normale dopo essersi lasciato sopraffare dall'insofferenza. Non ve ne foste accorti, noi milanisti abbiamo un grande portiere di 18 anni. Quanto guadagna e dove andrà nel 2018 o 19 o 20, non ce ne frega niente. Ci godiamo lui e Conti, il miglior terzino destro europeo del futuro.

Adesso che qualcuno ironizza sull'esistenza reale dei cinesi, non possiamo non ricordare i mesi della farsa durante l'estenuante trattativa. Dove la grande protagonista fu una comunicazione mediatica lacunosa, rabberciata, grottesca al punto da suscitare perplessità enormi sulla fondatezza dell'operazione. Nessuno ne fu esente, né i cronisti sportivi né quelli esperti in politica, finanza, economia. Figurarsi poi gli opinionisti in grembiule e i tastieristi delle Baleari. Quindi nessun ripensamento, solo una piacevole, sorprendente conferma. Che attende quella del campo, l'unica che conti e ci interessi davvero.


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