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Editoriale

Seedorf fa la mossa sbagliata, ma occhio al colpo di scena Milan. Un nome fa tremare Mazzarri (e Thohir taglia ancora). DeLa dà sollievo al Napoli: arriva un super top! E Pogba? Resta...

Nato a Milano il 3/7/1978, laureato in Scienze ambientali presso l'Università dell'Insubria di Como, da ottobre 2008 è Capo Servizio Sport presso il quotidiano "Libero". Opinionista Rai e Telelombardia
25.03.2014 00.00 di Fabrizio Biasin  Twitter:    articolo letto 48084 volte
© foto di Federico De Luca

Non giriamoci attorno, il caso della settimana riguarda C. S.

Avete tre secondi di tempo per indovinare di chi stiamo parlando. E' facile. Ci siete arrivati? Sì? Esatto! Il caso della settimana è esattamente, inesorabilmente, assolutamente legato a quella diavolaccia di Cristina Suor. Pensavate a Clarence Seedorf? No, vince la suora canterina di "de vois" che presto vedremo esibirsi sulle note di qualche canzone tratta da "Antichrist Superstar", celebrata opera di (o dei? Non l'ho mai capito) Marilyn Manson.

Capiamoci: al momento ha più chance lei di guidare il Milan la prossima stagione del suo amico olandese. La Sorella, per dire, tra Honda e Taarabt sceglierebbe sempre il marocchino. Per il tuilipanone nero, invece, facile pronosticare un futuro nella squadra della Carrà a cantare un nostalgico "Diavolo in me" di Zucchero.

Il fatto è che Clarence è caduto nel trappolone. Una settimana di incredibile pressing mediatico (giustificato fino a un certo punto...) avrebbe annientato anche un rinoceronte, figuriamoci un novello allenatore. E infatti dapprima Seedorf ha tenuto il punto, quindi è crollato come una pera cotta proponendo all'Olimpico un Milan versione "beviamoci un brodino". E' arrivato un discreto 1-1, ma l'immagine "allegriana" del Diavolo ha tolto al tecnico l'unica speranza che poteva tenerlo in vita: la convinzione di Berlusconi Silvio.

Cosa avrà pensato il Cavaliere vedendo la sua creatura giocare come una provinciale qualunque? Improvvisiamo: "Mi consenta, che strazio! Francesca (Pascale ndr) metti su il de vois che c'è la Suor Cristina va...". Non deve averla presa bene, insomma.
Tutta la faccenda certifica una volta di più che se c'è un dirigente capace di "fare" comunicazione in Italia, quello è certamente Adriano Galliani. In soli sette giorni è passato dalle pernacchie di San Siro alle riunioni con il mister, riuscendo a voltare la frittata come neanche Rachida quando vuole farsi due ovetti al tegamino. In un amen è tornato al suo posto, ha persino improvvisato una pace (armata) con Barbara Berlusconi, ha tolto le chiappe dalla piastra rovente e c'ha messo quelle del pupo Clarenzio, destinato a scendere dalla barca vestendo i panni del capro espiatorio, a meno che non accada uno dei due seguenti fatti.

1) Il Milan vince e convince a Firenze (ma nel caso la gogna è solo rinviata).

2) Il Cavaliere esce allo scoperto con un colpo di teatro e mette a cuccia tutti con una frase ad effetto: "Clarence l'ho scelto io e non si muove da qua".

In un caso o nell'altro il problema resta solo uno (e non si chiama Seedorf): al Milan è in corso un braccio di ferro intestino che si risolverà solo con la netta presa di posizione del presidente. Il Milan passa a Barbara, il Milan resta ad Adriano. Credere alla convivenza è come andare da Grom e sperare che il gentile commesso ti faccia un cono in meno di tre quarti d'ora.

Ultima considerazione: qualcuno di voi crede a patron Berlusconi che dice "Sì, Seedorf l'ho scelto io ma mi sono sbagliato. Molto meglio fare un passo indietro". Il sottoscritto no, non ci crede.
Nel caso le alternative sono note anche a mia nonna in carriola che conosce solo il calcio in quanto elemento della Tavola Periodica: si chiamano Super Pippo (ma il Cav ha ancora più di una remora) o Spalletti (ma costa assai ed è toscano. Dice: "Che c'entra?". Beh, dopo tre anni di Allegri, Berlusconi preferirebbe perfino un "No Tav").
Non sta meglio nell'altra metà di Milano quel satanasso di Mazzarri. La collezione primavera/estate di pali presa dai suoi ha rovinato la mini striscia che sembrava aver convinto Erick Thohir a confermare il tecnico. E invece la giornata di grazia del signor Bonaventura - talento vero, ma "dimenticato" da troppi tra gli addetti ai lavori - ha nuovamente scombinato le carte in tavola. La verità è che dopo aver preso giocatori dalla Premier League, Et sogna anche un allenatore all'inglese. Il "regalo" potrebbe averglielo fatto quel vecchio cuore nerazzurro di Josè Mourinho: il 6-0 subito dall'Arsenal ha bloccato la trattativa per il rinnovo, rigettando Arsene Wenger sul mercato. Contatti ce ne sono già stati, ora l'affare può decollare. A proposito delle voci dall'Inghilterra: Torres e Dzeko non arriveranno, costano troppo e non hanno il fascino internazionale che cerca Thohir (da oggi pronto ad altri sanguinosi tagli nel "mondo Inter", occhio alla penna...). Concreta, concretissima invece la pista che porta a Hernandez (già ultra-consigliato da Vidic) e Sagna.
Da escludere, invece, la firma tra Pogba e il Real Madrid. Il francesino fa le prove per diventare il nuovo Ibra secondo le lezioni del genio Mino Raiola ("futuro? A fine stagione"): in ogni caso - abbiate fede - non si muoverà da Torino a meno di offerte oltre la logica (100 milioncini).
La Juve dal canto suo deve incassare il sorpasso del Napoli per Mascherano: Benitez alla fine sembra essere riuscito a convincere il suo ex pupillo a raggiungerlo sul Golfo. In difesa o a centrocampo, sarà un innesto importantissimo per gli azzurri.

P.s. Si festeggia come matti la firma di Cesare Prandelli: rimarrà alla guida dell'Italia fino al 2016, qualunque cosa accada al Mondiale. Altri due anni in cattedra per provare a battere Balotelli a ping pong nel celebre "trofeo Coverciano". Al ct - che è uomo di fede - noialtri visionari iscritti alla setta "Quanto ci piace agggionathan" chiediamo un atto di fede: #portalo o il Divino fonderà i nuovi Jalisse in coppia con Cristina Suor. Che Dio ci scampi... (twitter: @FBiasin).


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