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La Giovane Italia
Editoriale

Serie A senza emozioni. La Juve cala subito il sipario. Ventura-Chievo? La sua giusta dimensione. Gattuso, numeri da... Conte! E Ancelotti si sta prendendo il Vesuvio

Direttore di Sportitalia e Tuttomercatoweb
08.10.2018 06:52 di Michele Criscitiello  Twitter:    articolo letto 46438 volte
© foto di Daniele Mascolo/PhotoViews

Il problema della serie A non sono gli stadi, i diritti tv, il mercato o il marketing. Il vero problema sta diventando la Juventus. E non è una battuta. Vuole essere un'analisi semiseria. La, quasi, ossessione dei bianconeri di vincere questa maledetta Champions sta aumentando il divario con le altre che hanno il torto di andare forte ma di non essere imbattibili. La Juventus, invece, rischia davvero di diventare imbattibile e te ne accorgi quando guardi una partita della squadra di Allegri e sai bene che tanto, prima o poi, la sblocca e la vince. Tutti a casa. Bene così. E' successo con il Chievo all'esordio e a Frosinone, dove con le piccole ha sofferto paradossalmente di più. Non possiamo farne una colpa alla Juve. Ci mancherebbe. E' stata distrutta da calciopoli, è ripartita dalla serie B e ha saputo ricostruire dalle macerie. Tanto di cappello ad Andrea Agnelli e ai suoi uomini. Sta di fatto che la serie A diventa noiosa se a settembre sai già chi ha vinto e ad ottobre hai la certezza che non cambia nulla neanche quest'anno. La cosa più triste che non te la puoi prendere con la Juventus ma neanche puoi rimproverare qualcosa a Inter, Napoli o Milan. Loro fanno un campionato a parte, con sconfitte e pareggi da essere umani, ma tanto già tutti sanno che il grande obiettivo è sfumato prima di averlo sognato. A Torino sono stati bravi a gestire l'impero. Dallo stadio al mercato, dal fatturato alle due finali di Champions. Sta di fatto che giocare contro di loro, gli alieni, è diventata una passerella e anche se perdi, vedi Udine, gli avversari comunque fanno festa perché quella partita l'hai messa in conto che è finita prima del fischio iniziale. Peccato perché il calcio deve sempre riservare sorprese. A proposito di Udine: ci fanno sempre un pippotto gigantesco con le divise ufficiali, la seconda, la terza e la quarta maglia. Se giochiamo sotto casa mettiamo le pettorine per riconoscerci, poi ad Udine consentono di far giocare Udinese e Juventus in bianconero e grigio. A casa non si capiva nulla e dal vivo dovevi impegnarti per capire se Cristiano Ronaldo fosse un colpo dei Pozzo che sotto il diluvio di Udine si è mischiato tra le 20 maglie uguali in campo. Basta Juve, tanto non c'è nulla da raccontare. E neanche leggerete una riga sulle accuse a Cristiano Ronaldo. Purtroppo fama, popolarità e ricchezza fanno uscire troppe volte galli e galline fuori dal pollaio.
Signori, sta tornando in pista Giampiero Ventura. Si balla. Dal Torino alla Nazionale Italia, dall'Italia al Chievo Verona ultimo in serie A. Carriera un pò strana e particolare quella di Ventura. Con l'azzurro ha toccato il punto più basso della sua storia, sulla pelle degli italiani, ma c'è da chiedersi se la vera dimensione di Ventura fosse l'Italia o appunto è il Chievo Verona ultimo in classifica? Ovviamente aspettiamo le notizie fresche di giornata, però, se dovesse concretizzarsi questo interesse molti dovrebbero porsi delle domande. Ventura, pur di ricominciare, allenerebbe anche i pulcini del Giulianova ma dopo la Svezia non sarà mai più come prima. La sua carriera è segnata e, al massimo, potrà vivacchiare in serie A cercando una salvezza. Ventura ha una buona preparazione ma non è un allenatore da top club come non lo è da Nazionale. Andava bene a Pisa, Bari e Torino era, per lui, già un lusso dove comunque ha fatto bene. Nessuno vuole parlare del Ventura allenatore, piaccia o no, può comunque circolare per i vicoli di Coverciano ma se tutti i calciatori che lo hanno avuto si lamentano dei suoi comportamenti, forse, è giusto che anche lui si faccia qualche domanda.
Il Milan spinge forte. Gli amici di Conte sono in crisi perché, da qualche settimana, non possono titolare che Gennaro Gattuso è un deficiente e Conte è pronto a firmare un contratto di 56 anni in rossonero. Gattuso li sta spiazzando. Questa è l'unica verità. Da quando è arrivato sta facendo registrare numeri pazzeschi ed è l'aritmetica che parla. Vince in Italia e vince in Europa. E' vero ha buttato 2 punti con l'Atalanta, 1/3 a Napoli, 2 a Cagliari ma è una squadra giovane che si accende e si spegne con troppa facilità. Ha un signor bomber, quello che mancava, ma i bomber segnano se messi in condizione. Gattuso sta facendo un lavoro che nessuno gratifica perché ci sono troppi preconcetti e bisogna spingere gli allenatori che vanno di moda: Conte su tutti. Nessuno ricorda che questa estate il Milan ha vissuto un terremoto; Gattuso era sotto le macerie più che sotto l'ombrellone e mentre faceva la squadra con Mirabelli gli comunicavano che si sarebbe dovuto interfacciare con Leonardo che non era proprio il suo compagno di merende. Il più intelligente in questa storia? Il tifoso rossonero che ha sempre riconosciuto a Rino il lavoro svolto con il cuore ma anche con grandissima preparazione perché, altra cosa che nessuno dice, lo staff di Gattuso ce l'hanno in pochi in serie A.
Siamo contenti anche per il Maestro di Gattuso, Carlo Ancelotti, che si sta prendendo settimana dopo settimana il Napoli. Il calcio è un gioco infame. Puoi costruire, programmare, pianificare ma devi avere sempre pazienza ed equilibrio. Dopo che hai contato fino a 3, poi, è giusto prendere la decisione migliore. Ancelotti stava per passare come un brocco, nelle prime settimane di Napoli. Signori, parliamo di Ancelotti. Ora, invece, con il lavoro quotidiano sta raccogliendo i primi frutti; consapevole che probabilmente si gioca solo per due obiettivi: restare in Champions e andare avanti più possibile in Europa. Poco per i sogni dei napoletani che, un anno fa, hanno quasi toccato il cielo con un dito e avevano rispolverato gli striscioni da mettere sui balconi. Ancelotti sta lavorando bene e i paragoni con Sarri non reggono. Né a favore di uno, né a favore dell'altro. Sono due allenatori completamente diversi con gestione del gruppo agli antipodi.


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