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Shevchenko ha detto sì al Milan! Ma non adesso… C’è anche Garcia, ma il Milan non è convinto. L’Inter a Barcellona pensa alla Juventus, che vince alla Lippi. L’Atalanta di Gasperini ha cuore ma non ha testa

Shevchenko ha detto sì al Milan! Ma non adesso… C’è anche Garcia, ma il Milan non è convinto. L’Inter a Barcellona pensa alla Juventus, che vince alla Lippi. L’Atalanta di Gasperini ha cuore ma non ha testaTUTTOmercatoWEB.com
mercoledì 02 ottobre 2019 10:43Editoriale
di Tancredi Palmeri

C’era solo una maniera per Giampaolo per andare a testa in giù con il suo destino, nonostante il Milan non si potesse permettere la sua sostituzione, e nonostante il duo Maldini-Boban nemmeno avesse le prerogative di ordinarne la destituzione: perdere e farlo malissimo con la Fiorentina, nella settimana in cui la proprietà è presente al massimo in loco, tra Singer jr. In città per essere ragguagliato sugli aggiornamenti per lo sviluppo stadio e soprattutto edilizia collegata; e Gazidis sempre più a contatto con il ‘territorio’ seppur senza dedicarsi a questioni di micro management.
Maldini non è andato a fare il pupazzo davanti alle telecamere, la volontà di tenere Giampaolo c’è veramente, ma c’è anche l’ineluttabilità di riconoscere gli eventi. Che non sono ancora definitivi ma su quella strada si incamminano dopo la debacle. Si pensava e si sperava di spostare il momento del check più in là, e invece Marassi con il Genoa diventa già definitivo: di colpo forse anche un pareggio potrebbe non salvare Giampaolo, qualora dovesse venire in coda a un’altra prestazione bislacca, complice il baratro della pausa di ottobre che risucchierà almeno il destino di uno tra Andreazzoli (sostituito da Gattuso) e Giampaolo, o addirittura entrambi in caso di pareggio.
E chi metterci a quel punto? Tuttomercatoweb ha dato in esclusiva pochi minuti dopo il fischio finale di Milan-Fiorentina la notizia che Shevchenko fosse stato contattato da Maldini e Boban, e Sheva già prima di arrivare a Milano martedì sera per Atalanta-Shakhtar e per la cena proprio con il suo ex capitano, ha comunicato che sì, accetta il Milan! Ma, a un paio di condizioni: non prima di novembre, perché prima vuole qualificare l’Ucraina agli Europei; e soltanto potendo mantenere anche l’incarico di selezionatore ucraino. Una controproposta che il Milan non ha ancora accettato, essendo titubante a dire il vero soprattutto sulla tempistica novembrina. Nel frattempo però l’opzione Garcia non è soltanto un’alternativa: Massara si è mosso con Rudi Garcia, con cui per interposta persona attraverso Sabatini aveva già un rapporto dai tempi di Roma, e ha ottenuto un assenso di massima dall’allenatore francese. L’opzione però ancora non convince Maldini-Boban, che aspettano prima domenica, e poi notizie dall’Ucraina.

Chi aspetta domenica è anche Antonio Conte. A Barcellona la partita non sarà vissuta come una scocciatura, questo no, ma è stata fatta una scelta precisa: conta più il derby d’Italia. Per questo Lukaku è rimasto a Milano per precauzione, altrimenti con un altro calendario sarebbe sceso in campo al Camp Nou. E per questo potrebbe esserci un turnover per i titolari più avanti in età. La partita si farà a Barcellona, ma tenendo a mente anche domenica.

La Juventus invece si è potuta concedere il lusso di pensare con la mente fresca solo alla giornata. Contro il Leverkusen in verità Sarri ha risparmiato a Ramsey l’impegno per lo stesso motivo usato da Conte per Lukaku: precauzione, soprattutto considerando i muscoli Swarovski del gallese. Ma per il resto c’era la formazione titolare probabile per San Siro, incluso soprattutto Higuain, migliore in campo, e dunque senza scrupolo del pensare a una soluzione al risparmio magari facendo partire Dybala, che contro i cristoni della difesa nerazzurra se lo scorda di vedere il prato dall’inizio.
La Juve è sembrata quella di Lippi: per intenderci, quella espertissima che nelle fase a gruppi asfaltava gli avversari, e non perdeva tempo e punti, trovando subito la chiave dell’incontro. E considerando che per i bianconeri quest’anno conta solo la Champions, complimento migliore non potrebbe esserci.

L’Atalanta invece non è sembrata sé stessa. Ok il cuore, l’entusiasmo, ma tanto disordine: mai viste così tante palle lunghe e alte dalla difesa, rinvii a casaccio e a campanile, nervosismo e imprecisione nel fraseggio. La paura ha attanagliato la testa, mai lucida, e il patatrac finale certo è sfortunato ma sarebbe incorretto definirlo solo casuale. Gasperini in conferenza ci ha detto che non è stata una questione di esperienza: sarà, ma l’allenatore dello Shakhtar invece ha ribadito di essere convinto proprio del contrario. E come minimo ingenua l’Atalanta lo è stato sicuramente.

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