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Editoriale

Sicuri che non vi interessa il fatturato? Ed è vero che chi spende di più, vince di più?

22.02.2018 00:00 di Luca Marchetti   articolo letto 20640 volte
© foto di Federico De Luca

Ancora numeri, per cercare di analizzare quanto il mercato influisce, soprattutto quanto i soldi influiscono sulle prestazioni. Soldi uguale mercato. Ma è vero che chi meglio spende meglio spende? Ovvero il famoso concetto del fatturato? E' un argomento che ciclicamente torna di attualità. Caro soprattutto a Sarri, quando parla della Juventus, o delle avversarie più corazzate del Napoli.
Ne ha parlato pochi giorni fa anche Giampaolo paragonando la sua Sampdoria al Milan, appena incontrato in campionato. Allora abbiamo cercato di analizzare le spese fatte in questi anni dalle squadre di serie A per costruire la propria rosa (quindi la spesa fatta nell'acquisizione del cartellino dei giocatori che ora compongono la rosa della squadra) in relazione ai punti fatti in campionato. Con una discriminante non secondaria: queste spese sono state dilazionate negli anni. Anni in cui la Juventus è sempre riuscita a vincere lo scudetto. E la seconda considerazione è che prendiamo in esame solo le spese e non le entrate, ovvero le cessioni. Che evidentemente modificano (o potrebbero modificare il dato).
Naturalmente è la squadra bianconera ad aver speso più di tutti nella costruzione della squadra: 439 milioni (la fonte, per tutti i dati è transfermarkt.it). E probabilmente non a caso è stata la squadra che ha vinto in questi ultimi anni (e che è arrivata in fondo alla Champions due volte nelle ultime tre competizioni). La seconda, quasi a sorpresa, è il Milan. Oltre 248 milioni la maggior parte dei quali spesi in questa estate. Una stagione iniziata decisamente male e che ora sta prendendo una piega diversa. Spesso, in queste settimane, Mirabelli e Fassone hanno sottolineato come gli investimenti del Milan siano stati fatti con un'ottica a lungo termine, con la consapevolezza che prima o poi pagheranno, nonostante la falsa partenza. Poi in terza posizione il Napoli con 195 milioni spesi, quindi Roma con quasi 187 e Inter con 175. La quinta piazza è della Lazio con 120 milioni investiti.
Non è un caso forse che sono proprio queste le prime 6 del campionato. Quello che cambia, naturalmente, sono le posizioni. E qui il giochino diventa interessante. Perché abbiamo cercato di avere un parametro "comune". Ovvero: quanto è costato ogni punto di questa classifica, calcolando le spese per i cartellini dei giocatori. Chi sono dunque i più virtuosi?
La classifica cambia, eccome. Ma non nelle prime due posizioni. La Juve rimane la più ricca: ogni punto in classifica è "costato" 6,75 milioni di cartellino. Secondo il Milan: ogni punto sono circa 6 milioni di euro. Chi manca all'appello in questa classifica è il Napoli perché viene sorpassato in un solo colpo dalla Roma (3.75 mln/pt) e dall'Inter (3.65 mln/pt). La squadra di De Laurentiis scende sotto il muro dei tre milioni di euro (2.95). Addirittura la Lazio anche meglio di Sassuolo e Fiorentina (rispettivamente 2.77 e 2.48) con 2.45 mln/pt.
Lo schema si ripropone anche in coda, della serie A a dire il vero. Anche qui con qualche eccezione. Il Benvento che ha speso molto (anche a gennaio per cercare l'impresa) paga ogni punto circa 1.18 ed a centro classifica. Ma in fondo ci sono Verona (0.14) Crotone (0.15) e Spal (0.34). Appena salvo il Chievo con 0.4.
A queste considerazioni ne aggiungiamo altre due. Se si devono fare i complimenti al Napoli (evidentemente) per aver costruito una rosa nel corso degli anni riuscendo a spendere relativamente poco per i cartellini trovando allo stesso tempo dei giocatori molto forti (e anche bravo a Sarri per averli valorizzati al massimo) il vero indicatore è dato dal monte ingaggi. Qui però i dati non sono così precisi, nel senso che i bilanci più recenti sono della passata stagione, anche se va detto generalmente la quota lorda non varia molto da stagione a stagione (forse Milan a parte, quest'anno).
Vi diciamo indicativamente che allora le prime quattro della classifica rimangono sempre quelle lì: Juve, Milan, Roma e Inter, con il Napoli quinto (e la Lazio settima). Ma è in rapporto ai punti che si fa la differenza. Perché un punto del Napoli costa circa tre volte di meno di quello della Juventus. Quindi i complimenti a cui facevamo riferimento prima devono essere sicuramente ribaditi.
Va ricordato però quello con cui abbiamo aperto la nostra analisi: i soldi spesi dalla Juventus sono "serviti" ad essere in testa in tutti questi anni e a giocarsi il campionato anche in questa stagione in un appassionante testa a testa, incredibile che per il Napoli (almeno finora) ha rappresentato un'eccezione. E anche - probabilmente - una rosa più profonda a disposizione di Allegri piuttosto che quella che sta gestendo Sarri.
Ultima considerazione a livello europeo. Stesso ragionamento e stesso parametro: quanto hanno speso le società più ricche del mondo per costruire la propria rosa. Neanche a dirlo nelle prime 20 posizioni ci sono 9 inglesi e le prime due piazza sono di Manchester: City primo, United secondo. Peraltro con un primato per il City che fra le prime 20 è l'unica che ha pagato di più i suoi giocatori rispetto al valore attuale della rosa (almeno secondo transfermarkt). 813 milioni di spesa per i Citiziens, 689 per i Reds. Terza, guarda un po', il PSG con 584 milioni spesi per Neymar e soci. Le italiane? Settima la Juve (439 milioni spesi e un apprezzamento della rosa del 20% sempre secondo transfermarkt), quindicesimo il Milan, diciottesimo il Napoli, diciannovesima la Roma, ventunesima l'Inter.
Napoli, Atletico Madrid e Tottenham sono le squadre che hanno accresciuto di più il loro valore (58% gli spagnoli, 53% gli inglesi, 52% gli italiani) e anche questo è un bel primato. Ma probabilmente, anche qui, non è un caso che alla fine le più accreditate sono sempre le stesse, con l'eccezione del Bayern, decimo nella classifica della spesa, che è sempre una corazzata.
Ecco perché quando si parla di fatturato e di capacità di spesa bisogna sempre tenerne conto.
Perché alla fine incidono. Si può andare contro per un periodo, ma alla lunga, la capacità di spesa è inevitabile che faccia la differenza. Ma lavorare bene aiuta. Come un volano.


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