HOME  | EVENTI TMW  | REDAZIONE  | NETWORK EVENTI LIVE  | CALENDARIO E CLASSIFICA  | CONTATTI
TUTTOmercatoWEB.com: notizie di calcio e calciomercato
 
SONDAGGIO
Il Milan punta su Pioli: la scelta vi convince?
  Si, è l'allenatore giusto
  No, era meglio confermare Giampaolo
  No, serviva un altro allenatore

La Giovane Italia
Editoriale

Spalletti il grande imputato: il limite di carattere dell’Inter dell’ultimo mese rispecchia il valore della squadra o i limiti del tecnico? Napoli a testa alta, pagato solo il rodaggio iniziale di Ancelotti.Europa League: perché fa per il Napoli

Inviato di beIN Sports, opinionista per la CNN, ogni settimana presenta la Serie A in 31 paesi stranieri
12.12.2018 08:18 di Tancredi Palmeri  Twitter:    articolo letto 34812 volte

Cos’è peggio nella vita: un due di picche, o rimanere con il dubbio che sarebbe potuta andare bene se ci avessi provato? L’Inter esce dalla Champions manco fosse un adolescente impacciato, che si intreccia le mani mentre cerca in tasca il coraggio per rivolgere la parola alla ragazzina con cui si scambia gli sguardi, e mentre perde tempo arriva lo studentello inglese in trasferta che dice due scemenze e la bella se la porta via.
Sarebbe anche quasi romantico se fosse così, e invece è francamente deprimente la maniera in cui l’Inter ha buttato giù per l’Europa League praticamente un anno e mezzo di lavoro.
Alla fine hanno pensato tutti al Camp Nou, pure i giocatori, ed è ovvio che sarebbe stato così, ma non è ovvio come Spalletti si sia fatto trascinare dagli eventi. Ancora una volta, come era successo a Londra - dove però la sconfitta ci poteva stare.
O come forse è stato quasi sempre nei momenti topici della carriera del vate di Certaldo, una carriera con uno standard minimo sempre di alto livello, ma inciampando praticamente sempre nel momento topico, facendolo prima nella testa che nel gioco.
Perché l’Inter era entrata anche bene in partita, sfiorando tre volte il gol, e l’inizio del disastro di Asamoah che aveva regalato il gol andavo registrato alla voce “episodi di gioco”, che sono poi il 50% nel calcio.
Però gli episodi capitano, quello che non può capitare è perdere la testa dopo 20 minuti. Un’Inter che si è buttata modello assalto all’arma bianca, sfilacciata, alla ricerca del pareggio, manco fosse l’80’ invece che il 25’, un atteggiamento senza logica che ha ricordato la clamorosa eliminazione con il Villarreal del 2006, quando l’Inter forse esteticamente più bella degli ultimi 30 anni passò gli ultimi 30 minuti di gioco a singhiozzare invece che a giocare, sapendo di perdere la possibilità di un’autostrada per la finale.
Quella però era un’altra Inter, questa è invece una a cui bisogna certo dare merito di aver lottato con squadre superiori fino all’ultimo minuto.
Ma il problema è che non è uscita per meriti degli altri come sarebbe stato naturale e giustificabile, ma per demeriti propri.
E non per demeriti tecnici, come sarebbe stato naturale e giustificabile, me per demeriti psicologici.
A Londra smise di giocare negli ultimi 10 minuti, sperando che bastasse. Contro il PSV, dopo il pareggio, ha aspettato che passassero i minuti, confidando nella vittoria del Barcellona. E quando è arrivato il pareggio, non ha avuto alcuna reazione, nemmeno uno sconclusionato assedio finale per cercare la fortuna.
Non si sa se l’Inter può crescere, ma ha avuto paura di farlo.
E’ questo il limite massimo dell’evoluzione possibile con Spalletti?

La questione Napoli è profondamente diversa. Ha perso solo 1-0, certo sul piano del gioco avrebbe meritato una sconfitta più larga, ma del resto ha anche sprecato due gol fatti. Era forse il massimo che si potesse fare nel gruppo, e il rimpianto rimane per i due punti persi a Belgrado, davvero l’unica cosa che si può appuntare ad Ancelotti.
Da quel punto di vista il Napoli non ha imparato la lezione: tanto l’anno scorso quanto quest’anno, il calendario gli aveva proposto immediatamente una partita dove perdere punti avrebbe potuto già ammazzare le opzioni. E conta relativamente che il Napoli poi si fosse portato avanti in classifica, perché la trasferta a Liverpool era una sentenza solo rinviata.
A giustificazione di Ancelotti c’è che quello era ancora il periodo di rodaggio e di adattamento, e insomma forse doveva semplicemente andare così.

Adesso in Europa League abbiamo sicuramente Napoli, Inter e Lazio, e il Milan avrebbe molte opzioni di aggiungersi. Se ovviamente il Napoli ha più forza delle altre per puntare al successo, ma chi davvero deve pensarci di più?
Di nuovo, proprio il Napoli: perché le altre sono coinvolte in una lotta per la Champions che le terrà impegnate fino alla fine, e l’Europa League può essere una perdita di tempo letale, quando ovviamente per la sopravvivenza economica la qualificazione al bersaglio grosso è quella che conta molto di più.
Il Napoli invece, se la Juve non commetterà un suicidio improbabile anzi impossibile, allora dovrebbe veleggiare pacificamente a distanza di sicurezza tanto dal primo quanto dal terzo posto.
E un successo europeo - o un successo di qualsiasi tipo, a dire il vero - manca davvero a una squadra giunta a piena maturazione.
E se c’è un allenatore capace di darti consapevolezza in Europa, quello è Ancelotti (a cui manca solo quella coppa tra quelle ancora esistenti).
E allora forza. Visto che il Napoli è stato eliminato in Inghilterra, chissà che la partita di Liverpool non possa tra qualche mese essere ricordata con l’espressione inglese “a blessing in disguise”, una benedizione nascosta.


TUTTOmercatoWEB.com - il sito di calciomercato aggiornato 24 ore su 24

Bentornata Italia. Inter, perché Lazaro? Milan e Sampdoria, scelte diverse ma uguali: uno paga 150 milioni di euro, altri sbandierano trattative per la cessione, autodestabilizzandosi. De Laurentis e Icardi, l'ammissione di non voler spendere 13.10 - La settima vittoria consecutiva manda Roberto Mancini e la sua Italia agli Europei. Ora c'è il Liechtenstein e il record di Vittorio Pozzo a una sola lunghezza, probabilmente verrà pareggiata proprio nella prossima. Facendo l'avvocato del Diavolo, però, c'è da sottolineare come -...

Editoriale DI: Niccolò Ceccarini

Milan, Pioli merita fiducia. Primo passo: recuperare Piatek e lanciare Rebic. Inter per giugno obiettivi Tonali e Van de Beek. Napoli, Hysaj verso la Roma. Genoa, tieniti stretto Andreazzoli. Samp, Ranieri non basta 12.10 - Pioli merita fiducia. Non credo sia giusto giudicare a priori chi ancora non ha cominciato a lavorare. Il Milan ha una storia gloriosa e un passato fantastico ma se da 7 anni non riesce ad alzare la testa a certi livelli ci sarà pure un perché. La ripartenza è sempre stata difficile...

Editoriale DI: Enzo Bucchioni

Milan, tutta colpa di Elliott. Il fondo deve vendere subito se vuole il bene del Club e non solo dei suoi conti. Boban e Maldini, che delusione. Inter tra Rakitic e Matic per gennaio. La Juve vuole Emerson Palmieri. Ranieri-Samp, ci siamo 11.10 - Con il Milan in pieno caos, dalla Cina arriva la notizia di un’inchiesta su mister Yonghong Li. I cinesi, a quanto pare, vogliono sapere come e dove il presunto magnate con gli occhi a mandorla, abbia fatto i soldi per comprare il Milan. Di riffe e di raffa circa un miliardo di euro....

Editoriale DI: Luca Marchetti

Il Milan e i cambiamenti: un’altra ripartenza. La Samp e una scelta complicata 10.10 - Si è presentato Pioli, ma soprattutto hanno parlato nuovamente Gazidis, Maldini e Boban, nella conferenza stampa del loro nuovo allenatore. Le speranze di Pioli, i suoi buoni propositi, il suo modo di porsi e le idee che intende portare fanno sicuramente parte del suo mondo, del...

Editoriale DI: Tancredi Palmeri

La colpa del Milan è dei milanisti: è una squadra da sesto posto, accettatelo! Lasciare a Pioli il tempo non dato a Giampaolo. L’Inter non fa sconti: giusto non pagare 4.5 milioni per favorire Spalletti (e il Milan)? 09.10 - L’unica cosa positiva di tutta questa storia a tinte rossonere è che un galantuomo come Stefano Pioli avrà la possibilità di rifarsi. Dopo aver dato alla città di Firenze quello che nessun contratto avrebbe potuto prevedere - uno straordinario slancio umano per tenere la testa alta...

Editoriale DI: Fabrizio Biasin

Juve: 90 minuti semi-perfetti e un dato di fatto “pericoloso”. Inter: il mercato estivo, le prime critiche e la richiesta di Conte. Milan: Spalletti è il prescelto, Pioli l’alternativa (in grande ascesa), Giampaolo è già il passato 08.10 - Ciao. C’è la sosta: un grande classico ottombrino. Due belle settimane di rotture di balle e questa volta con una maglia verde in più, quella della Nazionale. Sapete cosa cambia la presenza della maglia verde rispetto alla noia mortale del “pausone”? Niente. Ma per annoiarci c’è gran...

Editoriale DI: Michele Criscitiello

Maldini, in cerca di esperienza e alla ricerca della classe (persa a Genova): ecco cosa è successo. A Firenze ho visto la luce... classe 1997 e non è Chiesa 07.10 - Siete pronti a leggere una bestemmia pubblica? Eccola: in tutto questo strazio, al Milan, il meno colpevole è Marco Giampaolo. Un allenatore bravo, un grande teorico, non sempre un eccellente pratico a tal punto che pochi anni fa per far ripartire la sua carriera è dovuto scendere...

Editoriale DI: Marco Conterio

Conte e la lezione dell'Inter alla Serie A. Sarri resta ancora una splendida scommessa. Che succede ad Ancelotti e al Napoli? 06.10 - Quanto conta un allenatore, nel rendimento di una squadra? Nelle partite e nei campionati? Domande, non risposte. Trovarle è sempre stata un arcano, quando sembrava d'avere il Graal è arrivato il santone a sovvertire le gerarchie. Un'annata a raccontare un altro percorso, un'altra...

Editoriale DI: Niccolò Ceccarini

Genoa-Milan, un sabato di passione. Ultima chiamata per Giampaolo ma l’eventuale sostituto resta un rebus. Ai rossoneri serve un leader alla Ribery. Inter, contro la Juventus  ancora fiducia a Lautaro, Ramsey la chiave tattica di Sarri 05.10 - C’è una partita che vale una stagione o quasi. Dopo 6 giornate di campionato Genoa-Milan è uno spartiacque per Andreazzoli e Giampaolo. Ed è incredibile soprattutto la situazione del Milan Il rendimento dei rossoneri è inspiegabile, 2 vittorie e 4 sconfitte, le ultime 3 consecutive,...

Editoriale DI: Enzo Bucchioni

Inter, sfida totale alla Juve. Torna Lukaku con Politano, Ronaldo con Higuain e Ramsey. Sarri-Conte dall’Arezzo allo scudetto. Milan, confusione totale: Elliott deve vendere nonostante le smentite. Insigne, ecco cosa è successo con Ancelotti 04.10 - Sarri e Conte, due allenatori che dodici anni fa non riuscirono a salvare l’Arezzo dalla retrocessione in serie C, domenica si ritrovano a ragionare di scudetto. E’ un’altra bella storia o favola, fate voi, confezionata dal Dio del Pallone. Quell’anno si divisero il lavoro su una...
   Editore: TC&C srl web content publisher since 1994 Partita IVA 01488100510