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Editoriale

"SuperPippa Inzaghi", il Milan nel delirio. Juve, non rovinare tutto. Se rinasco, voglio chiamarmi Gino Pozzo. Bentornata Salernitana, Lotito vince e fa paura

Direttore di Tuttomercatoweb e Sportitalia
27.04.2015 00:00 di Michele Criscitiello  Twitter:    articolo letto 63244 volte
© foto di Balti Touati/PhotoViews

SuperPippooooooooooo. Abbiamo goduto dei suoi gol e gioito con i suoi trionfi. Per noi resterà, sempre, SuperPippo Inzaghi. Spiegatelo a quei quattro calciatori che la storia non si dimentica e che, per vestire la maglia del Milan, bisogna nascere con un DNA da vincenti. In questa squadra non c'è mezzo calciatore che potrebbe vestire la maglia del vero Milan. Andiamo per gradi e proviamo a fare un'analisi lucida. Non conosco i nomi dei calciatori che, sul pullman di ritorno da Udine, si sono rivolti in maniera poco elegante nei confronti di Inzaghi. Per parlare a Pippo, SuperPippo, bisogna prima lavarsi la bocca e poi rivolgergli la parola. Soprattutto se chi si permette di fare il gradasso deve baciare per terra a Milanello ogni volta che supera il cancello. Chi sta affossando il Milan sono loro. Fatta questa premessa passiamo da SuperPippo a SuperPippa. Chi ha messo Inzaghi in questa situazione, di sicuro, non gli vuole bene, anzi, gli vuole davvero male. Bruciarsi è un attimo, le carriere si costruiscono con la polvere della Lega Pro, con le delusioni e con l'esperienza. Nessun mestiere si inventa, figuriamoci quello di allenatore. Un anno di allievi e uno di Primavera non bastano per poter allenare il Milan, così come non bastano per allenare in B o in A. Inzaghi, oggi, per noi è una SuperPippa perchè ha sbagliato ad accettare consigli e suggerimenti di Adriano Galliani. E' stato completamente errato il profilo dell'allenatore scelto. L'allenatore può sbagliare, certo, ma nessun calciatore si può permettere di rivolgersi così nei confronti di un tecnico. Questa licenza poetica alcuni giocatori se la prendono perchè Inzaghi non è mai stato, in passato, un leader del gruppo ma ha sempre ragionato per conto suo. Il Mister sbaglia ma i ruoli non si devono mai confondere. Quello che è successo di ritorno da Udine non sarebbe stato tollerabile neanche se su quel pullman ci fossero stati dei campioni, figuriamoci se a parlare sono coloro che non si rendono conto di essere dei miracolati dalla crisi del Milan. Berlusconi voleva cacciare Inzaghi in un attimo, Galliani ha fatto ancora da paciere ma non basta. Silvio deve capire che qui manca la materia prima e più passa il tempo e più il Milan perde di valore. Così anche i cinesi abbassano l'offerta. Ne va dell'immagine del club. Sono tre anni che si prova a ricostruire, ogni volta un esperimento diverso ma andare alla cieca non serve a nessuno. Meglio perdere 3 anni progettando qualcosa che andare avanti senza una bozza di progetto. Ripetiamo: la differenza tra Milan e Inter è proprio questa. Oggi sono entrambe alla canna del gas ma i nerazzurri hanno una base decente per migliorare (allenatore e almeno 6/7 calciatori) mentre il Milan naviga nel buio.
Non mi sta piacendo il comportamento della Juventus. Sacrosanto pensare alla Champions League a campionato già conquistato ma abbassare così tanto l'attenzione e la tensione non è producente. Perdere a Parma e perdere il derby sono due belle macchie sull'attuale stagione trionfale. Ovviamente nessuno si ricorderà di nulla se le cose dovessero andare come tutti ci auguriamo ma, tu Signora, non puoi perdere con una squadra fallita e non ti puoi permettere il lusso che domani mattina l'amico granata, in centro a Torino, ti sfotte come se fossi l'ultima della strada. Hai dominato la serie A ma perdere la concentrazione giusta potrebbe essere letale anche per la Champions. L'asticella deve restare altissima poi è vero, e tutti sappiamo, che per la Juventus queste sono semplici amichevoli ma per i tifosi la gara con il Torino contava molto. Inoltre, da qui alla fine, la Regina del campionato deve onorare le altre squadre che sono in corsa per la salvezza e un posto in Europa, quindi devono affrontare sempre una squadra carica.
Vi volevo fare una confidenza: se dovessi rinascere vorrei chiamarmi Gino Pozzo. Un Pozzo di idee, bravura e soldi. Questo ragazzo-signore è nato in una famiglia in cui la madre Giuliana e il padre Gianpaolo gli hanno insegnato solo la parola "Vincere". Poteva essere il classico figlio di papà con il soldo in tasca, poteva buttare nel water i soldi della Freud e dalla Casals e poteva fare il fighetto giocando con il giocattolino di papà: l'Udinese. Non ci siamo inventati nulla, lo fanno tutti i figli incapaci dei Presidenti, che gettano via il lavoro e i sacrifici dei padri. No! Gino Pozzo ha superato sua Maestà Gianpaolo (con la N e non con la M mi raccomando) perchè Mamma Giuliana gli ha dato un'educazione e una mentalità da enfant prodige. La sorella Magda è una Regina nel marketing e nella comunicazione, lui ha un occhio per i calciatori e la gestione societaria che oggi fa invidia a Barcellona e Bayern Monaco. Un Proprietario capace di fare da solo il Direttore Sportivo e l'Allenatore. Lo so che nella testa di alcuni starà passando il concetto "Questo parla bene solo dei suoi amici" ma con Gino Pozzo ho parlato 3 volte perchè lui è uno che non parla. Tace e lavora. Viveva a Barcellona, si è trasferito a Londra per vincere con il Watford. Timido, di poche parole e senza presunzione. Sabato scorso il Watford è stato promosso, da primo in classifica, in Premier. In Inghilterra è un altro mondo; mica noi poveri sfigati italiani. La promozione vale 100 milioni di sterline, tra diritti tv, incassi e sponsorizzazioni. Nel 2013 aveva pagato la società 18 milioni e già al primo anno ha sfiorato la promozione, persa solo in finale all'ultimo minuto del secondo supplementare per un rigore regalato da Cassetti. Per la famiglia Pozzo è l'anno della svolta. Il Watford in Premier e l'Udinese che inaugurerà il nuovo Friuli. Cin cin.
Un brindisi anche alla Salernitana che cancella il fallimento di Lombardi con la serie B di Lotito. Chi vince ha sempre ragione e l'Imperatore Claudio sta facendo sfracelli. A Salerno ha indovinato il Direttore Sportivo, il buon Fabiani che si è ripreso tutto con gli interessi, e ha costruito una grande squadra in una città che risponde. Salerno in B è un lusso, con il suo entusiasmo e il suo pubblico. Ci sono squadre in A e B che ti fanno venir da piangere, i granata ti riempiono lo stadio in un amen. Lotito è antipatico e spavaldo ma vince e comanda tutti, come lo zio di Caligola. Se non si sbrodolerà troppo potrà costruire un Impero, anche perchè l'Imperatore ha sempre bisogno dei pretoriani.


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