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SONDAGGIO
Mercato di gennaio: da quale big i colpi più importanti?
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Editoriale

Tanti acquisti, tanti scambi, tanti milioni: ma chi s'è rinforzato davvero? Sorride Milano, meno la Capitale. La Juve ha smentito Agnelli: premiata la quantità

Nato a Napoli il 10/03/88, laureato in Filosofia e Comunicazione presso l'Università Orientale di Napoli. Lavora per Tuttomercatoweb.com dal 2008, è il vice direttore dal 2012
27.08.2017 09:02 di Raimondo De Magistris  Twitter:    articolo letto 82474 volte
Tanti acquisti, tanti scambi, tanti milioni: ma chi s'è rinforzato davvero? Sorride Milano, meno la Capitale. La Juve ha smentito Agnelli: premiata la quantità

Ancora cinque giorni alla chiusura del calciomercato. In Serie A, tante questioni e diversi trasferimenti ancora da definire, ma per le big nemmeno troppi. C'è la bagarre Schick in via di risoluzione (andrà alla Roma), il nodo Keita ancora da sciogliere ma il grosso è fatto. Tanto da poter già dare un giudizio semi-definitivo sul mercato delle big. Di chi punta allo Scudetto o almeno sogna il podio.
L'impressione è che in mezzo a tanto fumo qualcuno abbia perso il bandolo della matassa. Non tutti sono riusciti a portare a casa gli obiettivi di giugno, spesso ammaliati da sirene non sempre utili al rafforzamento della rosa. E qui arriva il punto cruciale, vero: chi s'è davvero rinforzato rispetto alla passata stagione?

JUVENTUS
Il 6 luglio, nel corso di una intervista rilasciata a Tuttosport, il presidente Andrea Agnelli annunciò l'acquisto di altri 'Higuain'. Nuovi colpi come il Pipita, però, non sono arrivati. Marotta ha allargato il numero dei titolari, ha consegnato nelle mani di Allegri alternative all'altezza dei titolari come Douglas Costa, Bernardeschi e Matuidi. E presto anche Benedikt Höwedes per la difesa.
Ma chi di questi giocatori permetterà alla Juve di fare un immediato salto di qualtà come fece l'argentino ex Napoli un anno fa?
Probabilmente nessuno. E nel frattempo, oltre a Dani Alves, è andato via anche Leonardo Bonucci, leader indiscusso di una difesa che senza il suo regista deve inevitabilmente cambiare registro.
Cosa resta? Una rosa più ampia, che alla lunga può portare risultati ed evitare i problemi di panchina costa. Ma anche una squadra che nell'undici titolare non è più forte di un anno fa.

ROMA
Quante certezze c'erano nella Roma di Spalletti e quante ce ne sono in quella attuale di Di Francesco?
Doveroso partire da questa domanda per giudicare una squadra che mostra diversi punti interrogativi. Mohamed Salah è stato sostituito da giovani promesse Cengiz Ünder e Patrik Schick, che però l'esterno destro in un tridente non l'ha mai fatto. In difesa il posto di Antonio Rüdiger è stato preso Hector Moreno, alla sua prima esperienza in un grande campionato. E' stata rinforzata la batteria di terzini, certo, e a centrocampo con Pellegrini e Gonalons al posto di Paredes c'è un alternativa in più. Defrel è stato chiamato per ricoprire alla lunga il ruolo di vice Dzeko in una squadra tutta da scoprire, che non ha perso solo Totti come punto di riferimento.

NAPOLI
Un portiere e uno o forse due terzini. Lo scorso maggio, ripercorrendo la stagione del Napoli, sembravano queste le priorità di una squadra che mentre esprimeva un gioco affascinante, bello come pochi in Europa, palesava qualche crepa difensiva. La risposta a queste perplessità è stato Mario Rui, ad oggi riserva di Ghoulam sulla corsia sinistra.

Si tratta di una precisa scelta societaria: confermare tutti, andare avanti con chi nell'ultimo girone di ritorno ha fatto meglio di tutti gli altri. La dirigenza ha deciso di rinnovare il contratto dei suoi big e confermare anche chi è un pilastro per il presente ma non per il futuro, come Pepe Reina. Anche a costo di trascinarsi questo caso fino a fine agosto.
Scelta che pagherà? Difficile dirlo adesso, la partenza è stata incoraggiante. Né più forte, né più debole: è lo stesso Napoli di un anno fa.

MILAN
Undici acquisti e un undici titolare nuovo di zecca.
La conferma di mister Montella e il rinnovo di contratto di Donnarumma. E' senza sé e senza ma la squadra italiana che s'è rinforzata di più. Era chiamata a farlo e l'ha fatto, magari non riuscendo a chiudere col colpo da 90 in attacco, ma inserendo in squadra con largo anticipo campioni del calibro di Bonucci e Biglia.
I rossoneri hanno chiuso l'ultimo campionato a 28 punti dalla capolista ed è difficile dire adesso se sono già pronti per lottare per il titolo. Ma da questa estate Fassone e Mirabelli ne escono promossi a pieni voti.

LAZIO
Aveva iniziato questa estate con la missione di risolvere tre casi spinosi: Biglia, Keita e De Vrij. E in nessun caso la questione è stata risolta positivamente:
il primo è andato via, il secondo è fuori rosa e aspetta solo il via libera, mentre l'olandese resta ma vuole arrivare a scadenza. Male, la Lazio è la peggiore tra le squadre che vogliono lottare per le posizioni che contano. Nell'estate in cui è andato via anche Hoedt e l'unico acquisto di spessore è Lucas Leiva, i biancocelesti sono chiamati a definire in cinque giorni quello che non hanno concluso in tre mesi. Servono almeno un esterno d'attacco forte come Keita e un centrale di difesa.

INTER
A Riscone di Brunico, Walter Sabatini aveva annunciato un mercato di qualità. "Noi non seguiamo il Milan, abbiamo bisogno solo di 2-3 rinforzi di qualità. Giocatori del calibro di Nainggolan e Vidal". Sono arrivati Skriniar, Borja Valero, Vecino, Dalbert e João Cancelo. Arriverà almeno un altro difensore centrale, poi potrebbe esserci la chicca Keita (non è semplice). Tanti buoni acquisti, ma dei top-player fatti trapelare un paio di mesi fa non c'e traccia.
Per questioni di appeal, ma anche per un cambio di strategia che ha visto l'Inter ripiegare sulla quantità. Quattro-cinque volti nuovi nell'undici titolare, un miglioramento complessivo ma nessuno che ha cambiato drasticamente il volto di questa squadra. A quello dovrà pensarci Luciano Spalletti, il miglior acquisto estivo. Basterà per lottare per il titolo?

LE ALTRE
Prima di dare un giudizio definitivo è in questo caso davvero necessario aspettare il 1° settembre perché le squadre che non lottano per il podio, come tradizione nostrana impone, devono ancora fare tanto. Se il Torino riuscirà fino alla fine a resistere agli assalti per Belotti sarà la squadra che ne uscirà meglio. E' in questo momento più forte e collaudato anche di una Fiorentina che ha venduto gran parte dei suoi giocatori simbolo e riparte praticamente da zero. La Sampdoria in cinque giorni avrà il compito di sostituire Schick, il Genoa cerca un centrocampista di spessore, mentre il Cagliari - che ha subito l'addio di Marco Borriello - non dovrà in alcun modo lasciarsi scappare Leonardo Pavoletti.
Tutto già apparecchiato per Atalanta, Chievo e Udinese. Il Sassuolo punterà un attaccante solo se Matri andrà realmente via. Un centravanti lo deve inserire a tutti i costi in rosa il Crotone. Bene, molto meglio di un anno fa, le tre neopromosse, anche se in tutti e tre i casi non è ancora il momento del punto finale. E TMW, come da tradizione, seguirà tutti gli aggiornamenti fino alla fine di un calciomercato vivace e appassionante. Come non lo si vedeva da un po'.


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