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Editoriale

Thohir, il problema non è Mazzarri. I 100 giorni di Inzaghi e un mare di aspettative. Cosentino, a Miami c'è il sole. Un grande allenatore pronto per la serie A...

Nato ad Avellino il 30-09-1983, vive e lavora a Milano dal 2005. Direttore di Sportitalia e Tuttomercatoweb ha condotto ed organizzato i Gran Galà del Calcio AIC 2011 e 2012
13.10.2014 00:00 di Michele Criscitiello  Twitter:    articolo letto 34054 volte
© foto di Federico De Luca

La sosta ha ammazzato Walter Mazzarri, semplicemente perchè ha dato il tempo a Thohir di pensare. Un Presidente che vive dall'altra parte del Mondo non può prendere decisioni drastiche in una settimana o poco più. La squadra di calcio è come una pasticceria, una pizzeria o un ristorante. Il padrone deve vivere 24 ore su 24 nel locale. Se deleghi tutto, prima o poi, ti annientano. Il problema non sono i collaboratori, più o meno bravi, in questo caso bravi come Ausilio ma che alcune decisioni le può prendere solo chi investe i propri soldi. Adesso Thohir vorrebbe esonerare Mazzarri. Ma su quale basi? Per un'estate il tecnico toscano ha chiesto dei giocatori che non sono mai arrivati, neanche una facile preda come Behrami. Il Direttore ha fatto un gran lavoro, il Mister prova a friggere il pesce con l'acqua ma l'impressione è che nell''Inter sia finita anche l'acqua. Thohir esoneri pure Mazzarri che ha preso 7 schiaffi in 7 giorni, sembra la cura del medico, con Zeman e Montella ma si presenti a Milano con un allenatore vincente. Se l'alternativa si chiama Walter Zenga, allora, Thohir non ha capito neanche l'abc del calcio, football, soccer... Insomma questo sport a lui, finora, sconosciuto. Il colpo di scena è arrivato l'altro giorno, quando indiscrezioni mediatiche riportavano di un consulto con Moratti per decidere il futuro di Mazzarri. Ma puoi, se vero, chiedere un consulto al tuo predecessore che ufficialmente e giustamente è tifoso dell'Inter dalla nascita e lo sarà per sempre ma che umanamente spera in cuor suo che nessuno farà mai meglio di lui? Non si tratta di cattiva fede ma di semplice onore personale. Sono passati 100 giorni da quando Pippo Inzaghi allena il Milan. Il primo voto raggiunge la sufficienza. Con la squadra che si ritrova sta facendo il massimo ma Pippo deve stare attento perchè grazie al suo cognome si è risparmiato la gavetta ma per colpa del suo cognome tutti si aspettano che faccia i miracoli. La vicinanza con Galliani è già un punto di partenza e di arrivo, come accadde per Allegri, anche se l'allenatore della Juventus aveva molta più esperienza. Inzaghi sta guidando bene il gruppo, un pò carente sotto il punto di vista tattico si è rivolto alle persone giuste per crescere insieme. I rossoneri non possono avere grandi obiettivi. Squadra con poca qualità e personalità e soprattutto senza big in organico. Torres deve lavorare tanto per provare a tornare l'attaccante di peso di un tempo. Inzaghi punta all'Europa e alla Coppa Italia. Non sarebbe, assolutamente, un traguardo malvagio anche se poi gli chiederanno il ritorno in Champions al più presto.
E' stato il week end delle Nazionali, l'esultanza di Conte per una partitella di qualificazione ad Euro 2016 stride se consideriamo che Lippi mentre vinceva il Mondiale si puliva gli occhiali. Conte sembra avesse vinto la Champions con la Juventus. Quella Coppa che sogna tutte le sere prima di andare a dormire. Ci siamo divertiti con la serie B anche se a Catania si stanno divertendo poco. Propongo ai tifosi rossoazzurri di fare una colletta per acquistare un biglietto di solo andata Catania-Roma-Miami al buon Pablo Cosentino. Io metto 0,1 centesimo di euro per rispedirlo in Argentina o a Miami, località cara a Pablo. Ma dico, Cosentino eri un grande procuratore, facevi dei giri del Mondo straordinari, lavoravi bene e ti veniva riconosciuto da tutti, guadagnavi una barca di soldi e vivevi 6 mesi all'anno a Miami ma chi cavolo te l'ha fatto fare di entrare in società con Pulvirenti a Catania? Sei in un ruolo dove non capisci una mazza, odiato da mezza Sicilia amato dall'altra che odia Catania perchè stai affossando una città. Ma perchè non torni alle origini? Non abbiamo nulla contro Cosentino, anche perchè io non ho avuto mai mezza conversazione con lui ma dal primo giorno si capiva che questo mestiere non faceva per lui. Signori, Pablo ha preso il Catania in Europa e lo ha portato (ad oggi) in serie C. Ha distrutto un patrimonio tecnico e imprenditoriale. Qualcuno lo fermi. Se non può farlo Pulvirenti lo faccia il sindaco. Povero Sannino, sei scappato dall'Inghilterra per finire in questo manicomio. Come siamo messi con la squalifica di Leto? La nota positiva è il "mio" Avellino. Altra grande vittoria di cuore ma, soprattutto, altro grande merito di un allenatore pronto per la serie A. Lo scorso anno Sartori lo seguiva per il Chievo Verona, poi non avendo ricevuto offerte Massimo Rastelli è rimasto un altro anno in Irpinia. Buon per noi. Rastelli ha il profilo da allenatore di un club di serie A. In panchina si veste bene (conta anche questo nel 2014), quando la squadra perde li tortura, quando vince regala giorni liberi, 3-5-2 pulito e lineare non si inventa il gioco del calcio, grande aziendalista e guadagna poco per la serie A. I nostri Direttori, però, dormono e non si sono ancora accorti di lui. Una promozione, un play off sfiorato e l'ennesima partenza sprint. Il suo sogno è Napoli, il suo obiettivo la serie A. La merita. Anche perchè è il classico manager all'inglese. Fa da allenatore ma detta anche le linee guida del mercato. Averne allenatori così...


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