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La Giovane Italia
Editoriale

Tifiamo Italia ma cambiamola da subito: 4 proposte per riformare serie A, B, C e D. Marotta, il problema non è la chiusura tardiva del mercato...

Direttore di Sportitalia e Tuttomercatoweb
13.11.2017 00:00 di Michele Criscitiello  Twitter:    articolo letto 21443 volte
© foto di Daniele Mascolo/PhotoViews

Questa sera l'Italia del pallone, e non solo, si ferma. Come fosse una finale del Mondiale, il fiato sospeso per l'importanza della gara. Tutti su Rai 1 a tifare gli azzurri sbiaditi. Non è la finale di un Mondiale e neanche una semifinale. Un play off per farlo il Mondiale. Giochi contro una Svezia scarsa, una delle peggiori degli ultimi anni, e all'andata hai perso. Per la sfortuna e per l'arbitro. Musica e parole di Ventura. E' quasi imbarazzante pensare ad una sfida così importante che ti porta solo al Mondiale. E stasera se vinciamo facciamo una gran festa. Questa è la sconfitta più grande del sistema. Pregare in cinese per andare al freddo della Russia e non a Formentera. Se avete cinque minuti vi dico cosa penso. Se non ve ne frega nulla chiudete questa pagina e andate a quella successiva. Punto primo: Pochesci, allenatore della Ternana, dice delle verità ma le dice male e non le potrebbe dire perché è un allenatore di 56 anni che solo ora inizia a vedere la serie B. Per il ruolo che ricopre e per la classifica che occupa dovrebbe stare zitto ma dice alcune verità. Che abbiamo toccato il fondo si capisce anche da questi particolari: un allenatore che nessuno conosceva prima di sabato che fa la morale al ct dell'Italia. E' come se tra un paio di anni Gardano del Cuneo dicesse ad Ancelotti che non capisce nulla di calcio. Amen.
Volete sapere il mio mondo, calcistico, ideale stasera alle 23.00? L'Italia che vince 2-0 con la Svezia al 92' con gol in fuorigioco e Tavecchio che prende una decisione da Presidente Federale. Ventura a casa e Italia al Mondiale. Siamo il Paese che esonera più allenatori al mondo, l'unico da esonerare resiste in panchina. Perché? Ventura non ha la personalità e lo spessore per parlare a Buffon, Chiellini, Bonucci e De Rossi. Ventura era quello che ha fatto anticipare il campionato e spostare le date per arrivare al test con la Spagna del 2 settembre. Grandi risultati. E' anche vero che quando ti manca il blocco delle milanesi e gli attaccanti della Juventus fai più fatica. Prime delle quattro "proposte di legge", un appunto a Marotta. Come Dg della Juventus è perfetto ma come Ministro del calcio non è il top. Con tutti i problemi che abbiamo, proporre di accorciare il mercato come soluzione ad alcuni mali significa non aver capito che al malato non va curato il raffreddore ma la broncopolmonite. La Federazione pensa a far sviluppare il calcio femminile ma non si sta accorgendo che sta morendo quello maschile. Adesso va bene tutto e va bene anche voler dimostrare di essere per le pari opportunità ma, in Italia, il calcio femminile non ha una storia e una cultura. Va bene seminare per raccogliere, forse chissà, tra 15 anni ma concentriamoci sui veri problemi del nostro calcio. Dalla A alla D tutto quello che non funziona.

SERIE A
20 squadre sono troppe e, molte di esse, inutili. Fin qui ci siamo tutti ma nessuno capisce che bisogna prendere una decisione e renderla esecutiva. Passiamo a 18, non a 16 sarebbe una forzatura, e affidiamo la Presidenza della Lega Calcio a un manager del pallone, non ad un politico. La Lega va gestita da uno come Marco Bogarelli che, fin quando era al comando di Infront, portava soldi e dava valore al sistema. Pur senza un Presidente. Imponiamo l'utilizzo degli italiani. Almeno quattro in campo. In questo modo agevoliamo il mercato interno e non quello estero. Il vero problema del mercato italiano è che se compriamo in Italia dobbiamo coprire l'acquisto con una fidejussione, mentre se si compra in Sudamerica o altrove tutto ciò non serve. Ovvio che siamo indotti a fare acquisti all'estero, ma così perdiamo soldi e valore. Sostituiamo le garanzie bancarie con le penalizzazioni in classifica; vedrete che le società pagheranno comunque anche se non con un cappio al collo. Rendiamo da subito attive le squadre B e obblighiamo le società a far giocare i nostri giovani non sui campetti di oratorio spersi nel paesino ma in stadi semi-seri. I nostri ragazzi hanno bisogno di diventare da subito grandi.

SERIE B
Anche qui manca un Presidente e quello che c'era ha solo affossato la categoria. Servono idee e servono soldi. Tutte le società di B sono indebitate. E' un caso? Negli ultimi anni gli ingaggi si sono abbassati del 20% e la qualità del prodotto è scesa notevolmente. Parliamo tanto di equilibrio nel campionato di B, certo, ma è un equilibrio verso il basso. Basta vedere Palermo, Empoli e Frosinone che sono le big della categoria che fatica fanno. A fine anno scade il contratto con Sky che ritrova la Champions e potrebbe mollare la B, ovvero 25 milioni di euro all'anno. Che facciamo prossimo anno? Giochiamo a scala 40. Anche in B 22 squadre sono troppe. Urge passare a 18, come la serie A. Abolite le liste e il salary cup, fesserie di un sistema che non sta più in piedi. Più contributi alle società che fanno giocare i giovani (italiani), con percentuale se poi fanno esordio in A. In sintesi: le società fanno giocare giovani bravi e non solo per la carta di identità.

SERIE C
La serie C di quest'anno è più bella della serie B. Partite più combattute e piazze da urlo. Livorno, Catania, Lecce, Alessandria, Cosenza, Pisa, Padova, Triestina... e tante altre. Mettete insieme queste piazze e capite che c'è più interesse rispetto ai cugini del piano di sopra. Tre gironi, anche qui, sono troppi. Senza senso. Due gironi da 20 e basta. 40 società di C sono fin troppe ma vanno bene e, soprattutto, parametri più restrittivi per far partecipare le squadre ai campionati. Basta X, basta casi come Modena, basta situazioni come la Vibonese e basta squadre che riposano una volta a settimana. Gravina ha fatto tanto ma deve fare ancora tantissimo. Almeno qui un Presidente c'è. Prende decisioni e ovviamente non tutte possono essere giuste, ma almeno le prende. Proposta: in C far giocare i giovani non serve a nulla, serve solo per i contributi ma chi va avanti grazie ai contributi non può stare in C perché vivacchia invece deve tornare la C di una volta dove nella reppresentativa c'erano giocatori top. In C deve giocare chi merita e non obbligatoriamente giovani che, comunque, non faranno carriera perché sono le terze scelte delle grandi squadre e tolgono posto a calciatori che invece possono allungare la loro carriera che spesso finisce a 22-23 anni. Assurdo. L'AIC non tutela gli interessi dei calciatori ma pensa troppo a fare politica, anche senza esito perché ha già perso due elezioni federali su due. Una decisione di Gravina che non appoggio, ad esempio, è il play off allargato. Troppe squadre per un solo posto in B. Sembra un'insalata mista dove mancano aceto e olio.

SERIE D
Qui finiamo proprio nell'oltretomba dove il nuovo Presidente, Cosimo Sibilia, è anche vice-Presidente federale e Senatore della Repubblica. Quindi se volesse, potrebbe. Finora ha fatto poco o nulla per la Lega Nazionale Dilettanti, se non campagna elettorale per un post Tavecchio. Questa sera sapremo quanto immediato o quanto lontano. La D è messa malissimo e senza un cambio di rotta potrà solo peggiorare. Morta la C2, la serie D è di fatto un campionato professionistico dove i calciatori preferiscono giocare in quarta serie e non in C per prendere qualche soldo in più, visto che le società dilettantistiche hanno una tassazione migliore rispetto alle società professionistiche. Ma cosa servirebbe per cambiare la serie D? Innanzitutto abolire subito la regola, o meglio imposizione, dell'utilizzo degli under. Quattro titolari significa averne dieci in rosa. Metà della squadra. Le rose così sono falsate e far giocare i giovani in D non serve a nulla, essendo la D l'unico campionato senza visibilità televisiva. Insomma, il giovane gioca perché è under, lo stesso giovane che fa 30 partite l'anno dopo va a casa o in Eccellenza perché per un anno non rientra più nella regola degli Under. Nove gironi sono troppi e le spese sono tante. Una società di serie D paga l'iscrizione al campionato 18.000 euro. Sono 9 gironi, 7 da 18, 2 da 20 e 1 da 19. Solo di iscrizione entrano 3.000.000 di euro netti all'anno che non sono distribuiti a nessun club che non riceve alcun tipo di servizio, se non un piccolo premio a fine anno per chi ha fatto giocare più giovani di quelli obbligatori. Insomma 4 titolari non bastano. In D si paga ma non si vede un euro, in C va solo la prima di ogni girone e le altre 18-19 giocano da dicembre a burraco, chi vince la Coppa Italia non ha diritto a nulla, neanche a 5.000 euro per il disturbo e i play off sono la chicca del campionato. Anche se li vinci non sali, perché non c'è neanche un posto a disposizione. Ti metti in coda, se tutto va bene, per il ripescaggio, dove però solo per accedervi devi pagare 350.000 euro a fondo perduto, per questo la scorsa estate l'unica ad essere ripescata fu la Triestina.
Adesso avete capito perché l'Italia di Ventura è solo l'ultimo anello di una catena arrugginita e da buttare?
Forza Italia, Vota Giampiero alle prossime elezioni Mondiali. I seggi di San Siro (pensaci tu, anche se non so neanche quando si festeggia) si apriranno dal pomeriggio alle 18.00.


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