VERSIONE MOBILE
  HOME  | EVENTI TMW  | REDAZIONE  | NETWORK  | RMC SPORT EVENTI LIVE  | CALENDARIO E CLASSIFICA  | CONTATTI
Da TUTTOmercatoWEB.com le ultime notizie di calcio mercato su Juve, Milan, Inter, Napoli, Roma
 
SONDAGGIO
Chi vincerà la Champions League 2017/18?
  Real Madrid
  Bayern Monaco
  Roma
  Liverpool

Editoriale

Travaglio e i travaglini, i 3 indizi. Milan, parliamoci chiaro Napoli, Higuain ci tiene a te. Curve di Roma, Taranto e Andria ringraziano

08.04.2017 00:00 di Mauro Suma   articolo letto 11360 volte

Marco Travaglio ha detto come noto che i soldi versati per l'acquisizione del Milan sono capitali di Silvio Berlusconi di rientro all'estero. E molti lo hanno seguito, condiviso, assecondato. Non siamo qui per fare piazzate o per lanciare anatemi. Per consentire a tutti di farsi un'idea, è sufficiente seguire semplicemente la traccia e l'inspirazione forniteci in settimana dal nostro buon amico Rossonerosemper su twitter. E' presto fatto: ricordate l' Operazione Fuorigioco del 26 Gennaio 2016, perquisizioni della Guardia di Finanza in tutte le sedi con quella del Milan sbattuta in primo piano? Sìquella! Le reazioni perfettamente in sintonia con una logica che definiremmo dei travaglini e del travaglismo sono perfino elementari da ricordare: “Hanno beccato Galliani“, “finalmente le mazzette allo scoperto” “cravattaro vattene” eccetera. Poi però si va a processo e al momento dei deferimenti il Milan non c'è. Galliani manco per idea. Gli unici risultati sono l’Inter (ma dai) che patteggia 29.000 euro, fino al Napoli che ne patteggia 10.000. Non è finita. Ricordate il Crac Parma? I titoli dei media italiani ed esteri misero in croce Adriano Galliani con un devastante danno d'immagine per lui e per la sua famiglia, ma alla fine sono stati deferiti la Lazio ed il Genoa. Non il Milan, non Galliani. Eppure anche qui nel frattempo la travaglite aveva già espresso le sue sentenze e le sue condanne. C'è ancora qualcosa di esemplare da ricordare: la presunta collaborazione di Galliani con Cosentino nell’ultimo mercato estivo, il celeberrimo lodo Mati Fernandez. “Guai” “Vergogna” “Scandalo!” “Il Milan tratta con un radiato“. L'unica prova era lo sfogo del Ds del Cagliari. Poi però, interrogato davanti alla Procura federale, lo stesso Capozucca è stato il primo a sminuire la vicenda. Nel frattempo in ogni caso la logica travaglina, la stessa dei soldi di ritorno dall'estero, aveva già radiato Galliani da ogni tipo di ordinamento sportivo. Si fa presto a parlare, molto meno a dimostrare. E ancor meno ad attendere la realtà dei fatti.

Quindi, alla luce di tutto questo, fino a prova contraria, la vicenda della cessione del Milan è una trattativa vera, seria. Certo anche controversa e contradditoria. Certo mediaticamente oscura e a tratti drammatica. Ma vera. E chi continua a provocare i tifosi del Milan con battute d'avanspettacolo sui social e con pretesti ridanciani che non mettono di buon umore proprio nessuno, ne tenga conto. Non ne prenda atto, perchè non siamo certo in uno studio legale, ma si faccia almeno un robusto nodo al fazzoletto. Il resto. Oggi non è il momento di tifare o di mettere le mani avanti. Non è il momento dei pasionari o dei democristiani (di liane negli ultimi tempi ce ne sono state fin troppe). E nemmeno della retorica, dal momento che è da Luglio dell'anno scorso che tutti hanno rievocato storicamente tutte le tappe, meravigliose e irripetibili, del Milan di Silvio Berlusconi. Ma siccome il Milan di Silvio Berlusconi viene ceduto perchè da cinque anni non è più sè stesso, questo è solo ed esclusivamente il momento del Milan. Del futuro del Milan. Del bene del Milan. I tifosi del Milan sognano un Club sempre più competitivo e coraggioso sul mercato, meno allusivo e più realista nelle dichiarazioni, una Società più serena nella tutela e nella valutazione del lavoro degli allenatori, ma naturalmente anche e soprattutto il ritorno delle ambizioni, della passione e della compattezza ad ogni livello societario. E pensano che il cambio di proprietà sia l'unica strada per arrivare a tutto questo. E' qui che nasce la posizione del tifo ed è qui che scatta il tifo. Sul quale, a favore del quale o contro il quale, è perfettamente inutile disquisire. Così è e ne prendiamo atto. Poi però ci sono le sensazioni più profonde di tutto un mondo che attiene al cuore del Milan, molto più vicino al Club e particolarmente addentro alle sfumature. Sappiamo bene che la stragrande maggioranza delle difficoltà incontrate da Yonghong Li è dovuta alla valutazione enorme che è stata data al pacchetto azionario del Milan. Non è una battuta e nessuno si offenda, se il Milan fosse stato messo in vendita alle condizioni e alle cifre di Roma e Inter, non solo ci sarebbe stato già il closing ma ci sarebbero stati molti più acquirenti. "Se" dopo il 13 e 14 Aprile non ci saranno più "se" e "se" il closing sarà davvero stato effettuato, i nuovi proprietari del Milan dovranno essere seri, pazienti e rassicuranti su un punto fondamentale, cruciale, decisivo per il già citato bene del futuro dell'AC Milan di Milano 7 volte Campione d'Europa. E cioè, tutti gli sforzi e le difficoltà affrontati da Yonghong Li per reperire le somme fondamentali per il closing hanno trasformato il closing stesso nell'ultima spiaggia per non perdere quanto investito in precedenza con le caparre e distolto numeri e disponibilità dalle somme necessarie per il funzionamento quotidiano della imponente macchina rossonera e per il grande mercato necessario al rilancio del Milan in Europa e nel Mondo, oppure no? Non è un dubbio gratuito o una tagliola disseminata sul campo. E' il pensiero fisso del Milan. Di tutto il Milan. E' questo il nodo psicologico da sciogliere, per trasformare la voglia di Milan vero che c'è oggi in tutti i Milanisti non in un atto di fede ma in un progetto praticabile.

L'Higuain del Napoli-Juve di Campionato non ci era piaciuto. Non solo per la prova sostanzialmente impalpabile fornita sul campo a livello di prestazione, ma soprattutto per la passività con cui aveva vissuto il suo ritorno al San Paolo. Una indifferenza poco argentina, un campione ridotto a subire cori, fischi e sfottò senza colpo ferire. Quasi che lo ritenesse giusto, al punto di far pensare anche alla coda di paglia da parte del bomber della Juventus e della Seleccion. Invece, evidentemente, e questo è un motivo di riflessione che poniamo all'attenzione di tutta Napoli, il Pipita ci ha sofferto per quell'uragano di dileggio e di insulti. Ci ha dormito male. Non si è fatto scivolare tutto addosso. Ecco perchè, tre giorni dopo, fin dal momento del riscaldamento, Higuain ha dimostrato di essere tornato al San Paolo non per fare la comparsa ma per mettere i puntini sulle "i". Quello che in sostanza il Pipita ha voluto fare prima delle partita di Coppa Italia e dopo il suo primo gol, non è stato solo aprire una sterile polemica con il suo ex presidente. In realtà, nell'indicare e segnare con il dito ADL, Higuain ha mandato un messaggio chiaro a tutti gli sportivi partenopei. E cioè: fosse per me, io sarei ancora qui a cantare Un giorno all'improvviso con voi. Invece in realtà non sono stato io a scappare per fare le visite mediche di nascosto, ma è stato il presidente del Napoli a cedermi. Vero o non vero che sia, solitamente in operazioni ingenti come questa la verità sta nel mezzo o quasi, Higuain ha voluto parlare alla gente. Non si è limitato a fare il professionista che va in campo per la sua nuova squadra, ha dimostrato di avere sangue che scorre nelle vene, di voler dire la sua e una città come Napoli un aspetto del genere anche se non è ancora pronta ad apprezzarlo, deve quantomeno coglierlo. Higuain ci ha messo il cuore, De Laurentiis non gli ha risposto facendo sostanzialmente spallucce.

Non è facile parlare di Curve in questo Paese. Perchè in quei settori c'è sempre stato tanto amore per le rispettive squadre, dietro gli striscioni ci sono sempre stati tanti momenti anche di solidarietà e aiuto a qualunque genere di bisognosi. Oggi purtroppo però c'è anche dell'altro, che non appartiene al calcio e che non viene dal calcio. Qualcosa che non riguarda, sia ben chiaro, solo la Juventus. Il rischio di una contaminazione delle Curve e quindi di tutto il calcio, è presente e non può trovare i Club da soli ad affrontarlo. Non possono farcela. Ma senza ricorrere ai massimi sistemi, andiamo al punto. Siamo stati i primi ad apprezzare i colori e la passione delle Curve biancoceleste e giallorossa prima, durante e dopo il derby decisivo di Coppa Italia. Un Olimpico senza Curve è qualcosa di malinconico e il problema ha accompagnato e scandito tutta la stagione del calcio romano. Il senso del dibattito e il senso di responsabilità che ha accompagnato i giocatori di Lazio e Roma, prima della partita, sotto le rispettive Curve, per ringraziare i tifosi della loro presenza, l'abbiamo ben presente. Ma non possiamo dimenticare di omettere che questo è avvenuto a pochi giorni di distanza dalle aggressioni subite dai giocatori del Taranto e dal portiere dell'Andria. Tutto il mondo non è Paese, ma anche se sono lontani dalla luce dei riflettori, i giocatori delle città pugliesi sono uomini e sportivi come quelli della Roma e della Lazio. Giusto salutare il ritorno delle bandiere, dei tamburi e dei cori a piena voce, ma giusto anche ricordarsi delle botte e delle umiliazioni subite dai colleghi nelle serie inferiori.


TUTTOmercatoWEB.com - il sito di calciomercato aggiornato 24 ore su 24

Allegri non pervenuto. Sarri, colpo Gobbo a Torino. Milan, che dolore il colpo della strega. Crisi Udinese, Oddo non pronto per questi livelli. De Canio e la bacchetta magica... 23.04 - Se la Juventus prepara una finale scudetto in questo modo, molto colpe sono del suo allenatore. Squadra scarica, zero tiri in porta, gente che passeggia in campo e neanche il 10% della carica agonistica che ti aspetti per chiudere i conti e ammazzare il tuo rivale. Juventus ai minimi...

EditorialeDI: Andrea Losapio

Juventus-Napoli, solo un crollo verticale può salvare la A dalla monotonia. Roma può diventare come Londra, ma dipenderà dallo stadio. Che bella la lotta salvezza 22.04 - Questa sera andrà in scena la madre di tutte le partite. Almeno per una fetta, consistente anzichenò, del nostro calcio. Perché tutti coloro che non tifano Juventus proveranno a vedere, finalmente, la speranza di avere una nuova regina del calcio italiano. Il Napoli incarna Davide...

EditorialeDI: Niccolò Ceccarini

Morata-Juve per ora solo un’idea, ma il ritorno non è impossibile. Per Torreira il Napoli tenta l’affondo. Mancini CT, lo Zenit frena: i tempi potrebbero allungarsi 21.04 - La sfida scudetto di Torino è dietro l’angolo ma anche il mercato continua a regalare spunti interessanti e per certi versi clamorosi. Parto subito forte e vi dico che il ritorno di Morata alla Juventus non è impossibile. Al momento è solo un’idea, destinata a rimanere tale se la...

EditorialeDI: Enzo Bucchioni

Juve-Napoli, ecco come giocheranno. Sui bianconeri le maggiori pressioni. Dybala è il dubbio. Pjanic recupera. Milik in vantaggio su Mertens. Restare o andar via? Il futuro di Allegri e Sarri passa da questo scudetto. Italia, Mancini CT 20.04 - Hai nove punti di vantaggio, praticamente già vinto lo scudetto e pochi minuti dopo scopri che quei punti si riducono a quattro e ritorna tutto in discussione. Non deve essere simpatico. Non è un momento semplice per la Juve alla vigilia dello scontro diretto col Napoli, pochi giorni...

EditorialeDI: Luca Marchetti

Juventus-Napoli, sfida totale. Un finale di campionato elettrizzante… 19.04 - Un finale di campionato così è letteralmente da sogno. Per tutti i tifosi, di tutti i colori. Perché vivere un duello così bello, così intenso, con così tanti colpi di scena concentrati in pochi minuti o in poche giornate. Lo scontro diretto è ormai alle porte e viverlo con queste...

EditorialeDI: Tancredi Palmeri

I dolori del giovane Andrea Agnelli: se gli obiettivi futuri della Juventus valgono davvero questo danno d'immagine, per il club stesso, e per Gigi Buffon. Gravissima l'accusa di malafede a Collina 18.04 - È passato tutto in cavalleria. No, non di certo le parole di Buffon o di qualcun altro. Le uscite dei giocatori hanno fatto molto clamore, anche se qua in Italia si è trattato solo di rumore, mentre all'estero è stato disgusto e condanna, in un tragico giro del mondo che ha fatto...

EditorialeDI: Fabrizio Biasin

Juve: la corte a Marotta e il futuro di Allegri. Milan: il piano di Gattuso per la prossima stagione (e Donnarumma?). Inter: quanti processi senza senso. E a Buffon il 432esimo consiglio non richiesto 17.04 - A Milano è iniziata la Settimana del Mobile. Alla Settimana del Mobile è difficilissimo trovare dei mobili e la cosa, converrete, è molto curiosa. Molto più facile trovare gente di merda. Di quella sono piene le vie. Sembra che tutti vadano nelle feste esclusive, fanno a gara a dirtelo,...

EditorialeDI: Michele Criscitiello

Ecco perché Buffon va assolto. Il suicidio della Lazio senza un perché. L'Inter senza Icardi ha un problema. Empoli verso la A: bastava esonerare Vivarini 16.04 - Ci siamo lasciati alle spalle la settimana europea più folle di sempre per il calcio italiano. Istanbul a parte, una roba del genere non l'avevamo mai vista. Nel bene (la Roma) e nel male (la Lazio). E la Juve è bene o male? Vi starete chiedendo. Assolutamente nel bene. La Juventus...

EditorialeDI: Raimondo De Magistris

Il problema non è il contatto Benatia-Vazquez, il problema è tutto il resto: Ceferin faccia subito un passo indietro. La UEFA ha due scuse, ma non bastano per giustificare questo atteggiamento: ha ragione Gattuso 15.04 - Andò peggio, molto peggio, un anno fa. Erano sempre i quarti di finale di Champions League, c'era sempre il Real Madrid, ma i blancos al Bernabeu non avevano di fronte la Juventus, bensì il Bayern Monaco, sconfitto 2-1 all'andata. I bavaresi, allora guidati da Carlo Ancelotti, nei...

EditorialeDI: Niccolò Ceccarini

Juve, il sogno è sempre Isco, c’è anche Bernat per la fascia sinistra. Sarri pensa solo al campionato, il futuro a fine aprile. Chelsea e Monaco alla finestra. L’Inter torna forte su Verdi 14.04 - L’eliminazione in Champions League non cambia i piani. Marotta è stato chiaro. La Juventus aumenterà la sua qualità con un mix tra giovani e giocatori più esperti. E anche qualche sogno. Uno di questi è Isco. Il corteggiamento parte da lontano. Sono due anni, che i bianconeri sondano...
   Editore: TC&C srl web content publisher since 1994 Partita IVA 01488100510   
Utilizzo dei Cookie
CHIUDI
Questo sito utilizza i cookie. Accedendo a questo sito, accetti il fatto che potremmo
memorizzare e accedere ai cookie sul tuo dispositivo.
Clicca qui per maggiori informazioni.