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Editoriale

Trionfo in Europa? C'è poco da esultare. Parma è solo il primo caso. Milan, i flop sul mercato diventano troppi. Da Modena a Catania, il fallimento dei procuratori-Presidenti

Nato ad Avellino il 30-09-1983, si è trasferito a Milano per lavorare ad Eurosport e Sportitalia. Direttore di Tuttomercatoweb dal 2007 e di Sportitalia. Conduttore del Gran Galà del Calcio AIC 2011 e 2012, fondatore della società Micri Communicat
02.03.2015 00:00 di Michele Criscitiello  Twitter:    articolo letto 44721 volte
© foto di Balti Touati/PhotoViews

Fino a due settimane fa consideravamo l'Europa League il sottotetto dello chalet di Courmayer. Adesso la Bic si è trasformata in Montblanc. I paradossi, infiniti, del nostro calcio. Onore e merito al Torino che ha compiuto una vera impresa. Il Napoli ha fatto il suo dovere, la Fiorentina è stata brava ma non ha mandato a casa i campioni d'Inghilterra e Roma e Inter hanno fatto solo il proprio dovere. Siamo italiani e tali ci confermiamo. Abbiamo solo la Juve in Champions ma ci galvanizziamo per cinque squadre agli ottavi di Europa League; competizione ammazzata da Platini che di interessante ha solo il trofeo che ricorda la beneamata Coppa Uefa. C'è poco da esultare perché il nostro sistema sta morendo. Lotito non si esprime bene, tra un latino arrancato e un italiano arrogante, ma è l'unico manager del calcio italiano ad aver capito come funziona il gioco. Proprio perché l'ha capito, ha intuito anche che questo sistema ha ancora poca vita. La serie A è falsata, perché sono partiti in 20 e arrivano in 19. Rinviate le partite con Udinese e Genoa c'è poco da aggiungere a questa stagione disastrosa. Il Parma è saltato prima del previsto, perché ogni anno non è possibile sempre fare i miracoli (lo scorso anno riuscì con il Bari in serie B). Dov'era la Covisoc quando il Parma si iscriveva al campionato? Perché Pietro Leonardi, oggi, non spiega come ha compiuto questo disastro economico? Ghirardi adesso rischia la bancarotta fraudolenta. Il giochino Parma era troppo più grande di lui; non aveva e non ha l'esperienza per gestire un club di serie A. I veri manager sono quelli che si creano da soli, non quelli che trovano la tavola apparecchiata dalla propria famiglia. Ghirardi aveva un obbligo morale nei confronti della città di Parma, Taci no. Manenti è andato al massacro e non si capisce perché o per chi lo abbia fatto. Oggi parliamo del Parma, e domani? Sbaglia chi si illude che il problema sia solo dei ducali. Mezza serie A è morta. Bilanci saltati, zero stadi di proprietà, valori sballati e troppi procuratori a libro paga dei Presidenti-imprenditori. Soldi che finiscono all'estero e genitori che pagano pur di far firmare un contratto ai propri figli. Tutti sanno, nessuno parla. Ghirardi non è IL mostro, è UNO dei mostri. Senza un intervento drastico, presto avremo altri casi Parma. Su cinque campionati professionistici almeno tre sono da considerare NON validi. In A, il Parma non ha giocato per due partite consecutive e molto probabilmente finisce qui l'avventura degli emiliani. In B, una delle squadre rivelazioni del campionato, il Vicenza non è in regola: complimenti a Marino per il gran lavoro svolto ma, in questo caso, il campo non è in discussione. Parliamo di regole e bilanci. I veneti si sono iscritti al campionato di B presentando assegni circolari. La fideiussione regolare è stata presentata solo a metà ottobre, a campionato iniziato. Nel girone A di Lega Pro, il campionato non può essere considerato regolare per colpa del Monza. La squadra di Pea ha disputato il girone di andata con Vita, Zigoni, Anastasi, Foglio e tanti altri per poi disputare diverse partite con ragazzini del '99 e 2000, fino a giocare adesso con calciatori che negli ultimi sei mesi non hanno mai disputato una gara. E nessuno parla, tutti in silenzio. L'Italia va a rotoli ma Federazione, Leghe e Coni non si pongono mezza domanda. Va tutto bene, abbiamo fatto la manita all'Europa. Evviva! Si parla sempre più di guai giudiziari e poco di calcio. Il Milan continua a steccare tutte le sessioni di calciomercato. Da Torres a Cerci. Sono finiti i bei tempi del Milan. Il problema economico è solo uno dei tanti. A Casa Milan mancano gli operatori di mercato. Non c'è controllo su Europa e Sudamerica e non si può lavorare sempre con i soliti amici procuratori che con il tempo hanno anche perso assistiti e appeal. Segnali di ripresa confortanti arrivano dall'Inter. Mancini aveva bisogno di tempo. Adesso sta raccogliendo. Mancini è un allenatore vero, con la giusta mentalità e personalità. Certo ha bisogno dei calciatori, ma con il tempo può far tornare l'Inter a grandi livelli. Ausllio, il direttore ideale per costruire un nuovo ciclo. Ci vorrà tempo ma questo lo sappiamo tutti. La sconfitta con la Fiorentina inaspettata ma la viola sta bene e corre.
Chiusura dedicata alla serie B: la crisi di Modena e Catania è la fotografia che ognuno deve fare il proprio mestiere. Se nasci procuratore non puoi morire Presidente di una società di calcio solo perchè da agente sei diventato ricco. Montecarlo e Miami sono lontane anni luce da Modena e Catania. Caliendo sognava la serie A per far quadrare i conti, adesso rischia la serie C, giusta punizione per un malato del proprio ego e dirigente inesperto. Ha pagato Novellino, dovrebbe pagare solo il Presidente che sta mandando al macello Modena. Qualcuno lo fermi, anche se in passato hanno provato a farlo salire in cielo grazie ai Santi in Paradiso di via Rosellini. Catania è uno scempio. Calciatori, allenatori e preparatori atletici. Pagano tutti ma non il vero e unico responsabile di questo disastro. Pablo Cosentino è ancora in tempo per tornare a fare il suo lavoro. Catania ultimo in classifica con quel costo del lavoro è uno schiaffo alla miseria. Non c'è gioco, non c'è progetto e non c'è identità. Ma cosa bisogna aspettare ancora per fare chiarezza? Liotru ha chiesto lo sfratto: vuole andare a Miami, se Cosentino resta ancora a Catania.


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