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Editoriale

Tutti a casa! Ecco le mie proposte per il cambiamento

Nato ad Avellino il 30-09-1983 vive e lavora a Milano dal 2005. Direttore di Sportitalia. Direttore di Tuttomercatoweb. Organizzatore e conduttore del Gran Galà del Calcio Aic 2011 e 2012. Twitter: MCriscitiello
30.06.2014 00:00 di Michele Criscitiello  Twitter:    articolo letto 43180 volte
© foto di Daniele Mascolo/PhotoViews

Cosa hai fatto, tu lettore di Tuttomercatoweb, appena finita Italia-Uruguay? Bene, date una risposta virtuale e non materiale altrimenti mi intasate la mail, e ripensate a qualche giorno fa: uno ha spento la tv, l'altro malediceva Prandelli, il 2% di popolino che tifava contro perché nato represso tifa contro e altri ancora hanno pianto perché aspettano 4 anni per vivere le emozioni del Mondiale e in una settimana ci sbattono fuori a pesci in faccia. Io, negli studi di Sportitalia, ho prima inveito contro tutti e poi esultato perché ho pensato "forse è la volta buona che se ne vanno a casa tutti". TUTTI! Diciamoci chiaramente che della Nazionale, in Italia, non frega niente a nessuno. Ci ricordiamo degli azzurri ogni 2 anni con gli Europei e diventiamo tutti tifosi al Mondiale. Share al picco e il Paese che si ferma. Per il resto degli anni, amichevoli e qualificazioni, sono insignifcanti e prive di interesse. Quest'anno Prandelli, prima ancora di partire per le spiagge di Rio, ha spento i sogni degli italiani. Convocazioni insignificanti, gente che non rappresenta neanche mezzo italiano medio e scelte cervellotiche che solo uno come Prandelli poteva fare. Per essere Commissario Tecnico ci vogliono mille qualità; lui ne ha una sola: giocoliere che cambia cento facce. W l'Italia! Uno che rinnova per due anni il suo contratto, dopo aver pianto per 6 mesi, non è mica tanto normale. Poi torni dal Brasile con le ossa rotte e te ne vai con la coda tra le gambe. Onore ad Abete per aver rassegnato le dimissioni mezzo secondo dopo l'addio al Mondiale. Però avrebbe dovuto salutare e non dare più consigli sul futuro. "Mi auguro che Prandelli ci ripensi..." A) Speriamo che non cambi idea altrimenti gli mettiamo un pallino rosso sul naso B)Presidente, se Lei si è dimesso non deve influenzare il futuro Presidente o Commissario. Un favore, Presidente Malagò, visto che in questo mondo di persona seria è rimasto solo. Prenda in mano la situazione e non faccia cambiare solo la FIGC, perché il calcio lo comanda Milano e non Roma. Il sistema lo decide Via Rosellini e non Via Allegri. La Lega Calcio è composta da tanti Presidenti che devono essere governati da un Presidente. Maurizio Beretta, pur svolgendo un ottimo lavoro, ha sempre detto di essere un Presidente di transizione. Se lo dice lui non ci crediamo. Ma andiamo oltre. Se il sistema non funziona è perché dal basso le cose non vanno nel modo giusto. Scendiamo in serie B. Ho letto, addirittura, gente che proponeva Andrea Abodi Presidente della FIGC. Se vai al 42esimo piano dell'Empire State Building e ti butti giù ti faresti meno male. La federazione deve essere limpida e trasparente. Malagò deve governare su tutto e tutti ed è per questo che Malagò non vede di buon occhio Abodi. Grande oratore, perfetto nei comizi come quello di Palermo all'ultima giornata, bravissimo a parlare di Bfutura senza una Bpresente e ancora più bravo a chiamare la gente allo stadio "perché con un biglietto da stadio potrete vedere anche l'arte delle città". Via sms potremmo aggiungere un ahahaha. Andate in gita a Carpi e guardate i musei. Qualcuno spieghi ad Abodi che Carpi non è uguale a Capri. Oppure venite nella mia Avellino e vi mostro con piacere la vista dall'alto della Torre dell'Orologio. Tranquilli, adesso è stato promosso l'Entella. Il Presidente dell'aria fritta. Per poi non prendere decisioni su due società che non hanno i soldi per fare le trasferte ed arrivare a fine stagione, per poi consentire l'iscrizione a chi ha 30 milioni di debiti, per poi accettare senza intervenire pagamenti "irregolari" nel 70% dei casi della societa di B e per vedere un campionato, a fine stagione, completamente irregolare perché la metà delle partite di B sappiamo come si sono giocate. Tranquilli: abbiamo prove documentali da tirare fuori al primo comunicato ufficiale di bugie. Il sistema non funziona. Signori, se non fosse per Sky e Mediaset il calcio in Italia sarebbe morto. Se Infront non porta a casa, ogni anno, 960 milioni di euro non si mangia. Non abbiamo mezzo stadio, non abbiamo le squadre B, i settori giovanili vanno alla rovina, Abodi e i suoi amici danno gli incentivi a chi fa giocare i giovani (di qualsiasi specie) e ignora le infrastrutture. In poche parole, meglio avere l'inquilino che la casa ma l'inquilino senza casa cosa fa? Cambiamo il calcio. Presidente Malagò intervenga Lei! Ma subito. Non aspettiamo un altro Sud Africa o un altro Brasile.

Starete pensando, questo fa le poesie ma non spiega come e cosa cambierebbe. Non è il mio mestiere ma divertiamoci a cambiarlo per un attimo. Vi faccio dei nomi, preparate le pernacchie.

PRESIDENTE F.I.G.C. Gianni Infantino, segretario Generale della Uefa dall'Ottobre del 2009. Verrebbe? Boh!

Commissario Tecnico: Francesco Guidolin. Non ha mai allenato una grande per lo stress della domenica ma da C.T. sarebbe perfetto. Vede i giovani, lavora bene con i "vecchi" ed è un grandissimo selezionatore.

Presidente Lega Calcio serie A: Ernesto Paolillo. Ottimi rapporti con le banche italiane ed europee. Ottimi rapporti con Uefa e Fifa. Esperto di sport ed economia. Preparato su settore giovanile e diritti tv, conosce pregi e difetti della Lega Calcio, avendola vissuta per anni con l'Inter.

Presidente Lega Serie B: Demetrio Albertini. Giovane e ragiona da grande. Potrebbe puntare già alla poltrona di Presidente Federale ma, seppur erroneamente, sarebbe accostato ad Abete nonostante tra i due non ci fossero petali di rose e tappeti rossi. La Lega di B sarebbe un ottimo punto di partenza per innovare un mondo complesso che parte dal basso.


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