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La Giovane Italia
Editoriale

Tutto su De Ligt, Pogba, Benatia, Rabiot: Paratici e Juventus scatenati. L'Under 21 vittima dei suoi errori e la lezione di Di Biagio a Zaniolo e Kean

Nato a Firenze nel maggio del 1985, è caporedattore di Tuttomercatoweb.com. In passato firma per Il Messaggero, La Nazione e conduttore di Radio Sportiva
23.06.2019 10:35 di Marco Conterio  Twitter:    articolo letto 98339 volte

Se non puoi batterli, acquistali. O almeno se non ci sei riuscito una volta, due, nelle terribili notti d'Olanda. La Juventus vittima del gioco ammaliante e abbagliante di Erik ten Hag e del suo giovane, imberbe ma muscoloso e decisivo capitano Matthijs de Ligt. Forte, fortissimo. Uno da prendere, perché a vent'anni è già tra i migliori del Mondo e le prospettive sembrano infinite. Forza, fisico, carattere. Costa carissimo ma la Juventus ha deciso che può rappresentare la colonna e l'icona del nuovo ciclo in difesa. Disse Andrea Agnelli, tre anni or sono: a un grande club servono supereroi, ragazzi e giocatori coi quali i giovanissimi possano immedesimarsi. Campioni in potenza, capaci di attirare nuovi mercati, di diventare icone anche per il marketing. Viso pulito, sorriso ammaliante, De Ligt questo è: il prototipo del difensore moderno.

Le cifre del sogno De Ligt La cronaca dice che i contatti con Mino Raiola sono fitti, che per il giocatore sono pronti 12 milioni e 60 per l'Ajax. La Juventus ha puntato il mirino, ora che ha capito che i rapporti tra l'agente e il Barcellona non sono più quelli d'un tempo e che col Paris Saint-Germain ancora non è chiusa. E che, in caso contrario, la Juve avrebbe già fatto pervenire a Parigi un messaggio "prendete De Ligt, andiamo all'assalto di Marquinhos". Cifre e numeri che spiegano di un coraggio e di una filosofia diversa, in Olanda. All'età attuale di De Ligt, per fare qualche esempio, un predestinato che pure ha bruciato le tappe come Alessio Romagnoli scalpitava per trovare spazio alla Sampdoria. Della coppia centrale dell'Under di ieri sera, Alessandro Bastoni è reduce dalla stagione in prestito dall'Inter al Parma e Gianluca Mancini era al Perugia, ai vent'anni da compiere. E' per questa mancanza forse di campioni, di una generazione d'oro, ma pure del coraggio di saperlo sfruttare, che in Italia non ci sono più giocatori pagati a peso d'oro tra i più giovani. Federico Chiesa sarà un'eccezione, se Commisso non farà l'errore di trattenerlo una stagione col valore che certo non aumenterà a meno di folli miracoli stagionali dei giola.

De Ligt e Rabiot, Benatia o un giovane e Pogba Nicolò Barella, sì, ma quando parliamo di De Ligt siamo su altri livelli. E pure quando lo facciamo per l'altro possibile colpo per la mediana della Juventus: Paul Pogba, sempre nel filo diretto con Raiola, 150 milioni di euro chiesti dal Manchester United. Una cifra che la Juve vuole scontare con una contropartita, Alex Sandro su tutti, ma la sensazione è una: senza De Ligt, dietro potrebbero restare sia Cristian Romero che Merih Demiral oppure potrebbe tornare Mehdi Benatia per il quale i contatti sono veri e costanti e allora il cash sarebbe investito sul Polpo. In caso di arrivo dell'olandese, invece, possibile approdo in bianconero di Adrien Rabiot in regime di svincolo dal Paris Saint-Germain.

Il prezzo della lezione di Di Biagio Intanto l'Under 21 è in bilico, vittima dei suoi errori, adesso in ginocchio davanti a Francia e Romania perché non cadano nella tentazione del biscotto. Un'occhiata ai bookmakers: il pari è a 1,65. L'addio all'Europeo casalingo, fischi e fiaschi di Luigi Di Biagio annessi, è dietro l'angolo. Però il talento c'è, servirebbe semmai saperlo tenere a bada prima, in una gestione ad hoc, e non solo con punizioni esemplari come a Nicolò Zaniolo e Moise Kean. "Io alleno una squadra e in una squadra ci sono delle regole, se non vengono rispettare in più occasioni, un allenatore ha il dovere di intervenire. Vincere o non vincere una partita è irrilevante rispetto alla squadra che alleno”, ha detto il ct sul ritardo alla riunione tecnica dei due. Tutto vero, ma al cospetto del nobile intento, goccia nell'Oceano, l'Italia si gioca la kermesse e rischia pure le Olimpiadi. Il giallorosso era squalificato, non sarebbe stato della gara, ma il rispetto per un allenatore è necessario, per far carriera. Per diventare grandi, rispettando premesse e promesse. Zaniolo, dagli elogi e dai paragoni in poi, ha avuto una flessione "che può starci", come ha detto ieri alla Gazzetta il ct Mancini ma che ora ha bisogno di uno scossone. Kean ha un talento sopraffino, deve imparare però che per diventare grande deve evitare certi atteggiamenti. Sul campo è potenzialmente il trascinatore dell'Italia che verrà. Fuori non salga su carri sbagliati, non disperda tutti i colpi di cui è capace. Come ieri, quando ha portato l'Italia a una vigilia delicata, fortuna che poi è finita diversamente al 90'. Non abbastanza, però. Ora tocca sperare nella Francia, nella Romania. E può non bastare, con l'Italia che rischia di pagare una gestione sbagliata da parte di Di Biagio della gara con la Polonia.


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