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La Giovane Italia
Editoriale

Un mercato ancora senza rinforzi. Solo la Juve è migliorata, Inter a metà tra acquisti e mancati riscatti. Roma: i giovani basteranno per sostituire i grandi in uscita? Napoli, effetto Ancelotti ma ora i colpi

Nato a Firenze nel 1985, è caporedattore di Tuttomercatoweb.com e speaker di RMC SPORT. Già firma de Il Messaggero e de La Nazione, è stato voce e conduttore per Radio Sportiva.
17.06.2018 08:16 di Marco Conterio  Twitter:    articolo letto 68192 volte

Scrivere di calciomercato col Mondiale che scorre in sottofondo. Con la Francia che sfida l'Australia, con Marocco e Iran che corrono, sudano. Con l'Arabia Saudita che crolla, con le giocate di spagnoli, portoghesi, argentini. Mette una nostalgia dannata dei ricordi più belli perché ognuno di noi ha in mente il posto, il luogo e le persone con cui era nei momenti più dolci. Con cui eravate durante la finale del 2006, con chi avete pianto quando Baggio ha sparato il rigore alle stelle o quando Byron Moreno ha fischiato quel che non doveva ed evitato di farlo quando avrebbe dovuto. Giampiero Ventura e Carlo Tavecchio, con la complicità dei giocatori azzurri, ci hanno tolto i ricordi che verranno ed è triste, per le generazioni che sono e che saranno. Il 1982 è il grido di Tardelli, le braccia al cielo di Pertini. Il 1990 le Notti Magiche, il 1994 quella dannata notte di Pasadena. Il 2006 Grosso, Cannavaro, Materazzi, la testata di Zidane. Il 2018 è l'oblio, un anno che non esiste nel calendario calcistico nostrano.

Per questo discorrere di calciomercato è amaro ma è l'unico appiglio ai sogni che resta. Perché in fondo nei trasferimenti che saranno, potenziali e futuribili, è disciplina in cui nessuno esce (ancora) sconfitto. Però fotografiamo la situazione odierna, al 17 giugno. Con l'Italia che non è al Mondiale e con tanti giocatori dunque acquistabili senza grande sforzo e attesa per la kermesse russa. Chi si è rinforzato, realmente? Su tutte, la Juventus. Che ha sì perso un senatore come Gianluigi Buffon ma si è garantita presente e futuro con una delle coppie più solide del mondo con Szczesny e Perin. Che a centrocampo sta ufficializzando Emre Can, che dietro ha dato un'iniezione di futuro con Mattia Caldara e che per adesso ha resistito alle prime sirene per Paulo Dybala e per Miralem Pjanic, che potrebbe pure rinnovare. Di certo, c'è che dal termine del campionato a oggi, la Juventus è quella che ha fatto il passo più in avanti a colpi fatti.

L'Inter è a metà del guado. Stefan de Vrij è un grande salto in avanti per la difesa. Lautaro Martinez lo è per l'attacco, perché un'alternativa così non c'era nella rosa di Luciano Spalletti. Kwadwo Asamoah sarà ufficializzato a breve ed è titolare importante per l'esterno mancino ma il guado è a metà perché Rafinha e Joao Cancelo, acquisti intelligenti della dirigenza nerazzurra, non sono stati riscattati. E poi il cappio del Fair Play Finanziario, con la strategia che non ha permesso di superare il settlement, non è certamente punto a favore dell'Inter nel giudizio complessivo del mercato a oggi.

La Roma si è rinforzata. Sicuri? Andiamo con ordine. Monchi è tra gli strateghi di mercato più abili sul panorama internazionale. Ma Bryan Cristante vale il possibile partente, Radja Nainggolan? Robin Olsen o chi altri prenderà il posto di Alisson, per il quale il Real Madrid e non solo restano in pressing, equivalgono il valore del brasiliano sulla bilancia del mercato? Ante Coric è un bel progetto di giocatore, Justin Kluivert è potenzialmente tra i migliori esterni d'Europa ma tra premesse e realtà ce ne corre. E' giovane, talentuoso, ma se dovesse prendere il posto di Stephan El Shaarawy, per il presente, sarebbe complicato pensare che possa non intaccare il valore della Roma. Poi, magari, in futuro sarà più forte, perché quello di Pallotta e Monchi sta diventando un progetto con grandi prospettive, ma per l'immediato i dubbi restano. Almeno ad oggi.

Oggi che il Napoli, peraltro, è stato travolto dall'entusiasmo per l'arrivo di Carlo Ancelotti ma che, da allora, ha ufficializzato Simone Verdi. Che già a gennaio doveva rinforzare la rosa, allora di Maurizio Sarri, ma che a conti fatti non si preannuncia essere potenziale titolare della formazione azzurra. In uscita c'è Jorginho: Fabian Ruiz lo equivale, è un salto avanti o indietro? Poi Marek Hamsik. Stanislav Lobotka, ora nome più caldo, è un rinforzo inteso come giocatore che va a migliorare qualità e quantità della rosa rispetto al capitano azzurro, in caso di addio?

E' un'analisi del mercato italiano ad oggi. Dove, nei fatti, praticamente nessuno si è ancora mosso concretamente. Pure a metà classifica, per adesso, la Sampdoria ha spostato tanti giocatori, prendendo prospetti interessanti ma sta per cedere i senatori e i giocatori con gli ingaggi più importanti (Viviano, Quagliarella, Silvestre, Torreira). Dall'altra parte della Lanterna, il Genoa si è mosso per ora molto bene (Criscito, il riscatto prossimo di Bertolacci) ma non bisogna scordare che ha ceduto Perin e che può cedere Laxalt. Che la Fiorentina è appesa al futuro di Chiesa, che il Torino è fermo, che per adesso i rumors si rincorrono ma che di ufficialità non ce ne sono state. Almeno importanti. E in un'estate triste come questa Mondiale, c'è da attendersi ben altro. Da inizio luglio, magari. Quando l'Inter potrà avere dodici mesi per ripartire e per pianificare la strategia per il settlement. Quando sapremo di più su quel che sarà del Milan. Quando la Roma avrà magari i soldi della cessione di un senatore e potrà piazzare colpi anche per il presente. Quando il Napoli regalerà colpi importanti voluti da Ancelotti. Quando la Juventus deciderà il futuro di Higuain e cercherà il rinforzo da novanta tra mediana e attacco. Quando inizierà il mercato, ufficialmente. Perché per adesso sono solo piccoli sussulti. Con poca emozione.


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