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Editoriale

Un premio per questa Inter: il rinnovo di Ausilio. Cagliari, adesso ricrediti su Rastelli. Napoli, emergenza Milik. Perugia e Bari, le due facce della B

Direttore di Sportitalia e Tuttomercatoweb
17.10.2016 11.50 di Michele Criscitiello  Twitter:    articolo letto 49850 volte
© foto di Federico De Luca

Uno scempio a San Siro, davanti agli occhi dell'ex Presidente storico e senza attuali proprietari al seguito. Un'Inter abbandonata al suo destino, con De Boer che non sa più che pesci prendere e il bonus ottenuto contro la Juventus ampiamente esaurito. Icardi sbaglia il rigore e San Siro applaude, Icardi che lancia frecciate come fosse Cupido ma di amore non c'è niente nelle sue frasi, Zanetti che minaccia conseguenze e il Cagliari che gioca a fare l'Inter. Aspetta, va sotto, recupera e piazza la zampata. La fotografia di Milano è chiara. Un allenatore italiano che ha fatto la gavetta vale più di uno straniero che ha predicato nel deserto olandese. Massimo Rastelli, tatticamente, l'ha incartata come voleva al Sig. De Boer. I soldi spesi per Joao Mario hanno arricchito Kia ma non l'Inter, quelli di Gabigol aspettiamo di vederli in campo danzare. Un premio a chi ha costruito anni di insuccessi è arrivato alla vigilia di Inter-Cagliari: rinnovo per Piero Ausilio che ha il merito di aver perso la bussola troppo presto. Era il Direttore giovane del nuovo che avanza, alla fine cambiano gli allenatori (tre) ma non il risultato. La domanda da fare, a questo punto, è se realmente Ausilio sta dimostrando di valere l'Inter e se è giusto questo rinnovo di contratto. Siamo stati i primi tifosi di Piero, lo stimiamo perché lavora giorno e notte, ma a questo punto dobbiamo essere concreti, perché la legge è uguale per tutti e vale da Galliani a Sabatini e vale anche per Piero Ausilio. Con Mazzarri è stata una disfatta, Mancini è tornato per prendere solo schiaffi e anche la mossa De Boer si sta rivelando ampiamente fallimentare. Giocatori non idonei al percorso di crescita dell'Inter e altri strapagati sul mercato. L'ombra di Kia non serve a far chiarezza e non aiuta la posizione di Ausilio che, anche se non lo dice, con l'uscita di Mirabelli ha perso l'unico che realmente capisse di calcio e gli facesse recapitare relazioni oggettive dall'Italia e dall'estero. Questo giustifica la reazione di Ausilio che non avrebbe gradito il passaggio di Mirabelli al Milan come Direttore Sportivo a tal punto da togliergli il saluto e fargli una guerra sotterranea con gli amici giornalisti che non avrebbe avuto alcun senso. Avrebbe fatto meglio a vantarsi del fatto che un suo collaboratore è stato scelto come Direttore del Milan. Ausilio va aiutato e certamente non abbandonato, ma il dopo Branca doveva portare risultati tecnici e finanziari ben diversi. Siamo al quarto anno che rischiamo di veder gettato al vento e non c'è l'ombra di una crescita, che stenta ad arrivare.
In compenso abbiamo visto un Cagliari da urlo. Un Presidente presente in tribuna insieme al suo Direttore Sportivo, società al completo e un grande allenatore che ai tempi di Brindisi e Castellammare sperava di arrivare in B; invece è arrivato dove nessuno osava immaginare e la sua scala non è ancora finita. Massimo Rastelli è un grande allenatore e studioso di calcio, persona educata e umile ed è il vero segreto di un Cagliari che sorprende sempre di più. A San Siro poteva sembrare tutto figlio del caso, invece, di partite così in trasferta Rastelli ne ha vinte tante a Portogruaro, Castellammare ed Avellino. Sulla vittoria di Milano c'è il suo timbro. Una delle sue famosi frasi, per chi lo conosce è: "quando non puoi vincere non devi perdere". Massimo è un fan del pareggio quando le cose si mettono male e ieri ha ottenuto due punti in più rispetto alla sua solita filosofia. Rastelli allunga la carriera ai calciatori ultratrentenni e dà ai giovani un'idea chiara di gioco. I gironi di andata vola sempre, al ritorno perde molti punti. Siamo curiosi di capire, quest'anno in A, come andrà. Se si fermerà anche a questo giro allora è giusto che riveda qualcosa nella preparazione atletica. Una nota su Melchiorri, uomo di grandi valori. Nella sua vita è caduto tante volte ma si è sempre alzato a testa alta. Merito anche di chi ha da sempre creduto in lui, Marco Valentini, che lo ha portato dalla D a grandi livelli. Una intuizione che in pochi avrebbero avuto.
Una parentesi sul Napoli. Non giudichiamo la sconfitta con la Roma ma l'analisi è più profonda. Non facciamo passare per naturale l'assenza di Milik e non crediamo che realmente possa tornare in 100 giorni. Da quel tipo di infortunio i tempi di ripresa sono lunghi e va bene se lo rivedremo in campo tra i 130 e i 150 giorni. Non puoi pensare di essere competitivo, in campionato e Champions, senza il reale sostituto di Higuain. Gabbiani è forte ma secondo noi è forte soprattutto da esterno d'attacco. Questo Sarri non lo vuole capire. Non possiamo pensare che Gabbiadini in un colpo solo faccia a Napoli i gol di Higuain e Milik. Con chi vogliamo prendercela? Con nessuno, se non con il fato. E' andata così ma i napoletani sappiano che è stata una mazzata senza precedenti perdere a metà ottobre il bomber di riferimento. Possiamo inventarci Gabbiadini, il falso 9 o prendere uno svincolato ma non sarà mai la stessa cosa. Il ko di Milik obbligatoriamente ridimensiona i progetti ambiziosi di Sarri e Giuntoli.
In chiusura, spazio alla serie B. Ci sono le favole che durano il tempo di una lettura (Cittadella), ci sono i progetti che per alimentarsi hanno bisogno di tempo (Perugia) e le costruzioni dei progetti che hanno bisogno di tempo e materia prima (Bari). Il più intelligente di tutti è stato Santopadre, Presidente del Perugia, che ha costruito una squadra giovane con qualche esperto in mezzo al campo e l'ha affidata al miglior allenatore emergente. Bucchi è il Rastelli che vi raccontavamo 3-4 anni fa. Il Perugia può arrivare fino in fondo e si può rovinare esclusivamente da sé. Se nessuno porterà pressione su questa squadra, il Grifone potrà vedere il traguardo. Santopadre ha costruito tutto bene e l'architetto in panchina è di quelli giusti. A Bari, invece, Stellone ha perso o meglio non ha trovato ancora le giuste misure ad una squadra molto nuova ma che ha conquistato troppi pochi punti e in difesa è messa molto male. E' giusto dare a Stellone ancora un po' di tempo a patto che anche quando non si gioca bene qualche punto inizi ad arrivare.


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