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Van Dijk? Lo ha preso il Milan! Mercato, il problema non è Spalletti... Allegri: ma è ancora colpa di Messi?

30.12.2017 08:40 di Mauro Suma   articolo letto 40898 volte

La notizia dell'acquisto del 26enne nemmeno di belle speranze Virgil Van Dijk, professione difensore centrale, alla modica cifra di 84 milioni di euro da parte del Liverpool, ci aveva fatto sperare. Vuoi vedere che qualcuno in Italia capisce che sono i prezzi del calciomercato di oggi ad essere impazziti e non i numeri del mercato estivo del Milan? Ma nemmeno per idea, la litania è ripartita. Il gol di coppa Italia ha ridato la stura alla solita solfa del mercato secondo alcuni di 230, secondo altri di 240 milioni da parte del Milan, quando poi i gol li fa Cutrone. Come se i 70 milioni di cessioni non fossero mai esistiti, come se il Milan avesse solo comprato e non ceduto, come se fossero rimasti tutti i giocatori dell'anno scorso e ne fossero arrivati una carrettata di nuovi. E' il calcio mediatico un tanto al tocco che viene ripetuto all'ossessione, senza approdare a nulla di ben preciso, repliche di concetti su repliche di concetti. E il problema è che la questione non si limita al mercato, ma anche alle partite. Subito dopo il derby dell'asteroide vinto clamorosamente rispetto alle previsioni quanto meritatamente rispetto al campo, è partito un nuovo refrain che ha coinvolto tutti: vediamo a Firenze, se sarà vera svolta. Solo Firenze può essere la controprova. Ma come è possibile che solo 60 ore dopo il fischio finale di una gara combattuta fino ai tempi supplementari in una serata anche meteorologicamente da lupi, possa esserci un riscontro attendibile? A Firenze il Milan deve gestire la stanchezza e vedere cosa riesce a tirar fuori da se stesso. Non è Firenze la dimostrazione dell'esistenza del Milan. Ripetiamo: 23.30 fischio finale di Milan-Inter mercoledì 27 dicembre, ore 12.30 fischio d'inizio di Fiorentina-Milan sabato 30 dicembre. Di cosa stiamo parlando? A meno che titoloni e titolisti non facciano sul serio...ma come addì 24 dicembre 2017 c'era chi ipotizzava il ritorno di Montella (il Milan il suo contributo lo ha dato perchè l'operazione Siviglia andasse a buon fine, per cui nessuno ci ha rimesso praticamente nulla...) al posto di Gattuso e addì 29 dicembre 2017 gli stessi chiedono a Firenze o mai più l'esame decisivo per la svolta allo stesso Gattuso...Non vogliamo e non possiamo insegnare niente a nessuno, ma se almeno ogni tanto la giostra un tantino schizofrenica che muove i fili mediatici del calcio si accorgesse di se stessa, non sarebbe male. La stessa vicenda di Yonghong Li non è male. Tutti convinti che non si sarebbe più rivisto, tutti convinti che l'unica proprietà cinese vera, dura e pura a Milano fosse quella nerazzurra, e poi al derby fino ad oggi più decisivo della stagione il presidente cinese rossonero è allo stadio e vince, mentre dei dirigenti nerazzurri cinesi neanche l'ombra e la loro squadra pure perde. Ma non è certo uno sfottò all'Inter, bensì un segnale alla giostrina. Sempre con rispetto, naturalmente.

A proposito dell'Inter. Il derby di coppa Italia ha confermato che Mauro Icardi è un giocatore pazzesco. Se oggi fosse al posto di Higuain nella Juventus e fosse al centro del meccanismo di gioco bianconero, potrebbe fare tre gol netti a partita. Nel  derby non gli sono arrivati rifornimenti apprezzabili, ma: a momenti si inventa un gol da solo, di testa, con deviazione all'indietro; manda in gol Joao Mario (45 milioni di euro spesi, quasi quanto Calhanoglu e Andrè Silva messi insieme,così, en passant) ma il portoghese si dimentica di fare gol; ha ritardato un solo controllo di palla al limite dell'area altrimenti è solo davanti al portiere nel secondo tempo regolamentare. Tutto questo, sostanzialmente da solo. Come solo suo è l'unico gol segnato dall'Inter nelle ultime cinque gare ufficiali fra Juventus, Pordenone, Udinese, Sassuolo e Milan. Ecco perchè quando si parla del mercato difensivo e autofinanziato dell'Inter nelle prossime sessioni di compravendita, non bisogna pensare solo alle reazioni di Spalletti. Che certamente preme e che spera di essere accontentato. Ma la vera preoccupazione della proprietà cinese dell'Inter deve essere, oltre a quella di auscultare i continui sussurri di Pechino, soprattutto quella di non dare mai la sensazione a Icardi che il progetto si stia ridimensionando. Perchè lui, e a questo punto ne avrebbe ben donde, ci mette un attimo. 

Il disco del tecnico bianconero si sta rompendo. Ad ogni conferenza stampa, il tema irrisolto di Dybala gli rimbalza sul tavolo. E alla vigilia di Verona-Juventus lui è andato giù un po' piatto: "Questi ragazzi qui, con loro bisogna stare attenti, certi paragoni li danneggiano", con riferimento alle prime pagine du Dybala come Messi di inizio stagione. Attenzione quando Allegri li chiama "ragazzi" o "ragazzotti" i giocatori: aveva usato gli stessi termini per El Shaarawy, per Balotelli, per Niang. Tutti attaccanti che hanno proseguito per carità la loro carriera, ma senza esplodere, senza il grande crescendo che tutti pronosticano per Dybala. L'argentino ha un talento sconfinato, ma più tarda ad uscire dall'involuzione di questi ultimi mesi e più il problema rischia di avvitarsi sul serio. L'importante è che Dybala non crei a se stesso l'alibi dell'allenatore: è con lui che è difficile, è con lui che non mi prendo eccetera. Erano gli stessi pensieri di Pato, poi campo e storia successiva hanno dimostrato che Allegri non era certo dalla parte del torto. Dybala deve prendere la parte buona dei discorsi che è costretto a ripetere il suo allenatore: sta provando a raffreddare le attenzioni e le attese che ci sono su di lui. E' una buona scialuppa, sulla quale il 24enne nazionale albiceleste deve affrettarsi a salire. 


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