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Editoriale

Veleni d’Italia. Ecco dove ha sbagliato Orsato… e Rizzoli! Milan, la lista del dopo Mirabelli la firma Fassone? Inter, un gigante ungherese nel mirino: il nome! Pecchia “The End” senza onore

30.04.2018 00:00 di Michele Criscitiello  Twitter:    articolo letto 53956 volte
© foto di Daniele Mascolo/PhotoViews

I sogni del Napoli, momentaneamente, distrutti dall’ex idolo di Napoli. Uno scrittore non poteva pensare ad un finale peggiore. La testata di Gonzalo fa male. Il film di Inter-Juventus racchiude tutta la stagione. Colpi di scena improvvisi, situazioni folli ma soprattutto imprevedibili. Come la sconfitta del Napoli a Firenze. W la serie A. Alla fine tornerà a vincere la Juventus ma, almeno, questa volta ci stiamo divertendo. Non è un monologo. La paura la conosce anche Allegri che, contro il Napoli, ha deciso di dare un senso a questo finale di stagione. Ci sarebbero almeno mille spunti su cui riflettere. Se Spalletti non batte mai la Juve un motivo ci sarà. Il tecnico toscano ha letto male la partita e ha sbagliato i cambi. Contro la Juventus non sono ammessi questi errori. Soprattutto uno con questa esperienza. Poi le conferme. Santon non può giocare nell’Inter. Sugli esterni andava fatto un mercato diverso e questa Inter si accende se ci sono i migliori Brozovic, Perisic e Icardi. In tre fanno il 90% della squadra nerazzurra. Complimenti all’Inter che, sotto di un gol e di un uomo, poteva sfilacciarsi molto prima del novantesimo. Ha giocato bene e con orgoglio. L’ha ribaltata in maniera clamorosa e in maniera clamorosa l’ha persa. Puoi pareggiarla, sì, ma non puoi perderla in due minuti. Il rischio di perdere la zona Champions, adesso, è più che concreto e sarebbe un clamoroso fallimento se le milanesi restassero entrambe fuori dalla Champions, nonostante i 4 posti regalati, ingiustamente, dall’Uefa. Due autogol, due gol su palla inattiva una sintesi nuda e cruda di una partita, certamente, non bella ma emozionante come guardare New York dal punto più alto dell’Empire. Non si parla di Inter-Juventus perché Orsato ha rubato tutte le prime pagine dei giornali. Il primo errore l’ha fatto Rizzoli. In una partita così mandare Orsato da Schio è sempre un rischio. Orsato è egocentrico, molto protagonista, e non passa mai inosservato. Un buon arbitro non si vede vedere e percepire. Orsato ha sempre avuto questa mania di grandezza ma forse ha sbagliato mestiere. Bergomi, in telecronaca, ha detto una cosa sacrosanta. Non è stata una partita complicata da gestire… se l’è complicata Orsato. Il gol della Juve era regolare, il primo, l’espulsione di Vecino è stata una genialata dell’arbitro che doveva risparmiarsela. Ma, sicuramente, se mandi fuori Vecino poi devi mandare fuori anche Piani. Qui Orsato ha sbagliato. Due pesi e due misure. In una partita che valeva lo scudetto e la Champions serviva un arbitro con buon senso. Orsato non ne ha avuto neanche un briciolo. Solitamente si fa forte del suo fischietto ma Inter-Juventus poteva e doveva finire in 11 contro 11. Ma ribadisco il concetto: se tiri fuori il rosso per l’uno devi farlo anche per l’altro. Per il resto non ha arbitrato male ma, sicuramente, i suoi errori hanno condizionato tutta la gara. Questi errori aprono poi alle polemiche ventennali dei tifosi che vedono fantasmi e spettri ovunque, anche dove non ci sono. La verità è una sola: Rizzoli non doveva mandare Orsato a Milano e Orsato dovrebbe fare l’arbitro e non il one man show. Incredibile poi che partite con in palio lo Scudetto non si giochino in contemporanea.
A tre giornate dalla fine del campionato, con tanti verdetti ancora da decidere, si inizia a parlare di calciomercato. Il Milan non ha brillato, ovvio, ma parlare di addio a fine stagione di Mirabelli è ingeneroso. Mirabelli un errore l’ha commesso: quando arrivi al Milan, così in alto, il problema è arrivarci ma soprattutto è un’impresa restarci. Quando sei a questi livelli devi farti tanti amici che, in futuro, potranno servirti nella vita. Un errore che commettono molti è non circondarsi di amici nel momento più alto della tua carriera e, peggio ancora, guardare tutti dall’alto verso il basso quando sei all’ultimo piano. Molti agenti e colleghi rimproverano soprattutto questo a Mirabelli ma ciò non giustifica che il Milan debba guardare ad un nuovo Direttore Sportivo. Alessio Secco fu Direttore della Juventus. E’ durato quanto un gatto in tangenziale, poi se ne sono perse le tracce. Di Secco, non di Albanese e della Cortellesi. Se volessimo giudicare solo il primo anno, come qualcuno fa con Mirabelli oggi, non sarebbe nata la Juve dei miracoli di Marotta e Paratici che al primo anno tapparono clamorosamente. Così il Napoli di De Laurentiis e Marino… E ci sarebbero altri mille esempi da fare per i primi anni bucati nel calcio. Mirabelli merita fiducia e conferma. Ha cambiato molto e ha sbagliato nella conferma di Montella. Forse ha sbagliato anche a promuovere Gattuso ma vi spiego perché: spostare Gattuso dalla primavera alla prima squadra comportava un rischio. Annullare l’ottimo lavoro fatto da Rino in Primavera e comunque non cambiare le sorti della prima squadra. Lo scrivemmo subito. Rino ha cambiato mentalità ma il risultato del campo era quasi impossibile da cambiare. Adesso c’è da conquistare un posto in Europa League e la Coppa Italia. In caso di successi, allora, avrà avuto ragione Mirabelli. Ma la Primavera si è sgonfiata e, forse, resterà fuori anche dai play off scudetto dopo la sconfitta di Torino per 3-2. Da quando è circolata la voce di un addio di Mirabelli, si sono scatenati giornali e Direttori Sportivi. Un mesetto fa vi rivelammo, a sorpresa, un possibile e clamoroso ritorno di Galliani. Con Elliott ci sarebbe un piano finanziario e sportivo. Galliani si sta muovendo e il nome di Braida, come l’ultima uscita di Berlusconi ad Udine, non sono segnali casuali. L’ipotesi che il figlio del signor Eliott voglia scendere in campo in prima persona è sempre più una ipotesi concreta. Da Pradè a Monchi, da Giuntoli a Sabatini. Ditemi chi non vorrebbe essere al posto di Mirabelli a giugno. Tutti. Ora bisognerà capire se sarà un gioco politico o calcistico. Fassone scelse Mirabelli per le competenze non per gli sponsor che non aveva e che non ha. Oggi, per spegnere queste voci, servirebbe un intervento netto e drastico di Fassone: “Mirabelli? Non si tocca. E’ e sarà il DS del Milan. Non scherziamo”. Ci immaginiamo una frase di questo tipo. Invece no. Fassone non prende posizione e, forse, neanche potrebbe prenderla così drastica. Anche lui deve cavalcare un’onda diversa ogni settimana. Certamente un Direttore alle condizioni economiche di Mirabelli non si trova da nessuna parte. Fassone, finora, è la vera delusione del nuovo Milan. Molto di più di qualche calciatore che avrà potuto sbagliare Mirabelli. Dalla parte economica a quella organizzativa tutti ci saremmo aspettati qualcosa di diverso da Fassone. Qualcuno è pronto a giurare che ha anche i mesi contati. Staremo a vedere.
Dicevamo del mercato alle porte. L’Inter si sta muovendo bene. Senza soldi ma bene. Tra parametri zero e giovani da visionare. L’ultima tentazione di Ausilio è un gigante ungherese del Salisburgo. Centrocampista, sul metro e novanta. Una bestia classe 2000. Il nome sembra il codice fiscale del mio vicino di casa: Szoboslai. Sui social mi chiederete se è buono oppure no. Non lo so perché non l’ho mai visto giocare. Qualche immagine su wyscout ma sono sempre del partito che i calciatori si giudicano quando li vedi dal vivo e non al computer.
In chiusura spazio alla lotta salvezza, in serie A. Troppo bella. W Crotone e Spal. Società e piazze che stanno lottando con onore e i denti. Peccato per il Benevento. Si è svegliato tardi e ha vanificato il miracolo dello scorso anno. Vigorito ha speso tanto e la regola della società piccolina non vale. Perché Benevento ha speso soldi importanti ed è una forza economica del nostro calcio. Sono stati commessi errori fatali in estate, per questo la squadra è andata giù. Male Chievo, Udinese, Cagliari e Sassuolo. Un disastro il Verona che si appresta al ritorno in serie B. Fusco e Pecchia hanno sbagliato mercato, approccio e gestione. Fusco ha un’attenuante: le dimissioni. Così ha almeno salvato la faccia. Pecchia neanche quello. Allenatore mediocre, per non dire scarso, e anche tecnicamente presuntuoso. Ha voluto fare l’eroe sulla pelle del Verona. Il risultato è servito. Qui serviva il Presidente. Setti avrebbe dovuto prendere in mano la situazione a dicembre. Siamo a maggio e può solo guardare classifica e calendario con le mani in testa. Fusco all’Hellas, come Romairone al Chievo. Romeo e Giulietta rischiano di ammazzare il calcio scaligero in un colpo solo. Peccato per i loro Presidenti che avrebbero meritato Direttori differenti. Al Chievo ha pagato Maran. Il meno colpevole di tutti che, in estate, avrà un gran mercato per il professionista che ha dimostrato di essere. Romairone, invece, potrà restare sulla giostra. C’è chi mette i gettoni per farla funzionare. Casomai ditegli di accontentarsi di una modesta serie B, perché la serie A con il Chievo è un pò troppo per il suo curriculum. Va bene tutto ma è come se Checco Zalone pretendesse di sposarsi con Angelina Jolie. W gli sposi…


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