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Editoriale

Vendere Pogba, torna il dilemma dopo i 120 milioni offerti alla Juve. Morata in ballo. Pjanic un colpo Champions, ma la Roma ci fa? Milan, slitta la cessione. Ventura, scelta al ribasso

Giornalista professionista e scrittore, editorialista del Quotidiano Sportivo che ha rifondato e diretto per cinque anni. Opinionista radio e tv. Twitter @EnzoBucchioni
10.06.2016 08.29 di Enzo Bucchioni   articolo letto 66829 volte
© foto di Federico De Luca

Un interrogativo che sembrava morto e sepolto, torna d'improvviso d'attualità in casa Juve e nel mercato: vendere o non vendere Pogba?
A scuotere i piani bianconeri (avevano deciso: lo teniamo almeno ancora un anno per provare a vincere la Champions) ci s'è messo il Real Madrid con una offerta di quelle giudicate irrinunciabili. Centoventi milioni sono centoventi milioni e oltre a rappresentare il record di sempre (Bale cento), possono cambiare il futuro di qualsiasi squadra e risolvere molti problemi economici alle società. Non è questo il caso della Juventus, ma di fronte a certe cifre è giusto e logico che Marotta vada a Madrid per capire e che la Juve rifletta.
Il viaggio ci sarà la prossima settimana, ufficialmente per risolvere la vicenda Morata. Ma non solo. E se il Real dovesse proporre alla Juventus Morata, Kovacic e qualche altro giocatore tipo Varane in cambio di Pogba? O davvero 120 milioni senza contropartite tecniche?
L'idea della Juve è quella di resistere, tenere duro. Tanto, eventualmente, vista la giovane età del giocatore un colpo del genere si potrà sempre fare in futuro.
Cosa può far cambiare le cose e le idee?
I bianconeri dicono soltanto la volontà del giocatore. La Juventus sa benissimo che se il Real dovesse proporre un ingaggio attorno o addirittura superiore ai dieci milioni, non sarebbe in grado di controbattere e dovrebbe arrendersi. Il procuratore Raiola è silenzioso da troppo tempo, il giocatore ha sempre detto di star bene alla Juve, però il mercato è lungo e per lavorarsi e far cambiare idea a Pogba il tempo non manca.
Sembrava un tormentone in soffitta, invece del Francesone se ne parlerà ancora, soprattutto se farà un grande Europeo.
Si parla molto (e giustamente) anche di Pjanic. La Juve ha deciso di pagare alla Roma una cifra vicina alla clausola rescissoria (38 milioni), i giallorossi hanno detto ok e l'affare è praticamente chiuso.
Grosso colpo dei bianconeri. Prendono un giocatore nel pieno del rendimento (26 anni), che conosce bene il campionato italiano e in una squadra come la Juve, sotto un allenatore come Allegri, può migliorare ancora sia sotto l'aspetto tattico che della costanza di rendimento. Abbiamo la sensazione che la crescita di Pjanic si sia fermata, nella Juve potrebbe esplodere. Fra l'altro può giocare in tutti i ruoli del centrocampo, insegnandoli i tempi anche davanti alla difesa. Interno è devastante quando attacca senza palla, su punizione può diventare utile come Pirlo. Volendo può anche giocare dietro le punte.

Capisco il malumore dei tifosi della Roma. E' vero che la società giallorossa è in autofinanziamento, ogni anno dei big partono e ora rischia pure Nainggolan, ma davvero si doveva spingere Pjanic verso la Juve rivale diretta per lo scudetto?
Una roba del genere non merita commenti. C'erano tante squadre disponibili a pagare quella cifra, nessuno ha pensato di indirizzare Pjanic da un'altra parte?
Pallotta ha rifiutato di dare spiegazioni, ma calcisticamente la vicenda ha dell'incredibile.
Tornando alla Juve, con Dani Alves e Pjanic in tasca, la più forte di tutte si è rafforzata come nessuna. Mascherano sembra più difficile (ma non è detto) e Benatia più vicino, quasi come Berardi. La missione di Marotta a Madrid della prossima settimana farà capire molte altre cose su una Juve insaziabile.

Molte cose da capire anche attorno al Milan. L'improvviso allarme per le condizioni di Berlusconi e l'intervento al cuore hanno giustamente concentrato l'attenzione della famiglia su problemi extracalcistici. La sensazione è che la vendita fosse quasi cosa fatta, inevitabilmente ora i tempi fissati per il 15-20 giugno sono destinati a slittare. Non crediamo che salti, negli ultimi giorni prima del ricovero le resistenze di Berlusconi era quasi tutte cadute e i cinesi hanno voglia di chiudere. Ora si dovrà aspettare il ritorno a una condizione di forma normale di Berlusconi, anche se non si fanno previsioni. Certamente subiranno un contraccolpo tutti i progetti tecnici e sul mercato. Un brutto colpo per il Cavaliere non c'è dubbio, ma di riflesso anche per il Milan del futuro.

Per la Nazionale invece, in attesa degli Europei, il dopodomani sarà sicuramente difficile. Niente da dire su Ventura, anzi complimenti e auguri, è un buon allenatore scelto per un posto prestigioso. Caso mai ce l'ho con chi l'ha messo a guidare l'Italia. Una volta il Ct doveva essere l'allenatore più bravo e vincente (Sacchi, Trap, Zoff, Lippi fino a Conte) o come nel caso di Donadoni un ex grande giocatore. Ventura, oltre a non essere giovanissimo, non ha mai giocato né allenato ad alto livello. Tifando Italia spero di sbagliare, ma questa scelta è dettata da rifiuti eccellenti di grandi allenatori e dalla pochezza della nostra federazione e della nostra nazionale. Fare il Ct oggi è rischioso per gli allenatori affermati, per Ventura un punto d'arrivo. Auguri, ma nessuno si meravigli se all'estero qualcuno domanderà: "Ventura chi?" . Non rispondete Simona, troppo scontato e banalissimo. Almeno questa risparmiatevela. O caso mai fatela dire da Tavecchio.

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