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Editoriale

Ventura come Luke Skywalker: è l’ultimo Jedi! Verratti, bel problema… Gabigol, facci sognare!

06.09.2017 00:00 di Fabrizio Ponciroli  Twitter:    articolo letto 23386 volte

Sono preoccupato, molto preoccupato. L’Italia non decolla. La gara con Israele mi ha annoiato. Per fortuna i tre punti sono arrivati ma, onestamente, mi sarei aspettato di più dopo la scoppola di Madrid. Certo, il secondo posto nel girone, salvo cataclismi, è blindato. Tutti felici? Ma perché? In fin dei conti, abbiamo battuto Israele, non proprio una delle nazionali più forti che il globo terrestre abbia mai avuto e, soprattutto, abbiamo vinto di misura. Eppure, a fine partita, convinte strette di mano e vigorose pacche sulle spalle. L’importante era vincere, portare a casa i tre punti. Ecco, questo è il punto. Storicamente, l’Italia è nota per saper soffrire e vincere. Il “bel gioco”, dobbiamo ammetterlo, non lo abbiamo mai considerato prioritario. Puntando su carattere e sacrificio, abbiamo vinto e anche tanto, quasi più di tutti. Ora, però, abbiamo scelto un allenatore, il buon Ventura, che ama far giocare bene le proprie squadre. Il 4-2-4 è il suo credo, la sua fede calcistica. Mai avuto un problema con il Signor Ventura ma, onestamente, credo che abbia imboccato un sentiero pericoloso. Davvero vogliamo presentarci ai play-off con il 4-2-4? Noi, tradizionalmente abili a difenderci e ripartire, giocheremo all’arma bianca, a prescindere dall’avversario? Ventura mi ricorda molto Luke Skywalker. Nell’ultimo episodio della saga stellare, lo vediamo, ne finale del film, solo, arroccato su una sperduta isola di un lontanissimo pianeta. Ecco, il nostro CT sembra proprio Luke. Il rischio di dover “sparire” dalla faccia della Terra è forte, soprattutto se il nostro “amato” CT continuerà ad insistere su un modulo che, ne sono certo, non ci è congeniale. Saltare il Mondiale sarebbe un’apocalisse? No, peggio, sarebbe la conferma che, senza pensare alle conseguenze, si è cercato di snaturare il nostro DNA. Ci hanno sempre tacciato di essere i maestri del catenaccio. Perché ora vogliamo essere degli indomabili surfisti che vanno sempre incontro alle onde? Ventura, la prego, pensi bene a quello che sta facendo… La Forza non scorre forte in lei…
Passiamo a Verratti. Il prossimo 5 novembre compirà 25 anni. Siamo vicini all’età della maturazione calcistica. Tuttavia, in poche settimane, il suo status di Top Payer è stato messo in discussione. Se il Barcellona lo voleva a tutti i costi, un motivo ci sarà, oppure no? Verratti è un Top Player? Da tempo lo osanniamo, lo stimiamo, lo coccoliamo. Poi, lo vedi contro Spagna e Israele e ti metti le mani nei capelli… Ma qual è il problema? Semplice, gioca in un campionato di poco valore. Verratti gioca in Ligue 1, un torneo dove anche Balotelli fa la differenza (non me ne voglia Raiola, non considero più SuperMario un grande attaccante). Verratti gioca partite importanti e di grande livello tecnico solo quando sente la musichetta della Champions. Per il resto della stagione, non è “sollecitato” abbastanza. Un problema enorme per la sua crescita e per quella della Nazionale… Se non giochi in campionati top, rischi l’involuzione tecnica…
Chiudo con il mio assoluto mito: Gabriel Barbosa Almeida, in arte Gabigol. Tra qualche giorno sarò a Lisbona. Bene farò di tutto per capire cosa pensa realmente la gente del misterioso brasiliano. Al Benfica l’hanno accolto come una superstar, sicuri che, nella Liga Nos, farà faville. Tutti i media sono impazziti per lui. Parlano di crack… Lui vuole far bene per tornare, più forte, all’Inter. Io ho deciso di stare dalla sua parte, a prescindere da tutto e tutti. Gabigol, fammi sognare. Dimostra, a tutti, che non sei un bidone ma avevi solo bisogno di giocare, di avere il pallone tra i piedi. Il Da Luz è uno stadio prestigioso. Conquistarlo sarebbe il primo passo per riavvicinarsi a quella maglia nerazzurra indossata poche, pochissime volte. W Gabigol!!!


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