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VERGOGNATEVI BESTIE!

Nato ad Avellino il 30 Settembre 1983. Vive a Milano dal 2004, dove si è trasferito per lavorare prima a Eurosport e poi Sportitalia. Direttore di Tuttomercatoweb. Conduttore dei Gran Galà del Calcio Aic 2011 e 2012. Twitter: MCriscitiello
05.05.2014 00:00 di Michele Criscitiello  Twitter:    articolo letto 59932 volte
© foto di Federico De Luca

È appena finito il derby di Milano e qualcuno si aspetta di diritto che commenti la vittoria di Seedorf e la volontà della società comunque di sbatterlo fuori a calci nel sedere. È la domenica della Juventus Campione d'Italia e tutti si aspettano che celebri Antonio Conte, oppure gli antijuventini non vedevano l'ora che la Juve andasse a casa con il Benfica per uscirsene con la solita frase del cavolo "Vincete solo in Italia". Ma se è così facile vincere in Italia perchè non vincono Roma, Napoli, Milan o Inter? Mah. Avrei voglia di parlare di calcio; ad esempio vorrei fare i complimenti ai calciatori del Catania che se la giocheranno fino all'ultima giornata (Bologna e Atalanta, impresa possibile) ma vorrei anche dire a Garcia che prima di parlare di Conte dovrebbe guardarsi allo specchio. Ci ha fatto la predica che chi giocava contro la Juve doveva schierare la formazione migliore e adesso Livorno, Sassuolo, Bologna e Chievo che dovrebbero dire che lui è andato in Sicilia a farsi una bella gita? Garcia predica bene e razzola male. Non voglio neanche rispondere a chi, come i colleghi di TuttoB.com, sabato pomeriggio mi hanno chiamato affannati dicendo: "A Cittadella hanno fatto uno striscione contro di te, cosa vuoi rispondere?". Risposta: "Nulla", altrimenti avrei dovuto rispondere che solitamente sono abituato a confrontarmi con Pulvirenti, con gli ultras di Napoli, Avellino, Salernitana, Catania e con dirigenti di spessore mica posso rispondere ai colti tifosi (Quali? Quanti?) del Cittadella che sono talmente bravi che usano molto bene, sotto dettatura, anche il congiuntivo. Facciamo finire il campionato di serie B, poi a fine maggio ci divertiamo con chi ha fatto il dettato.
Dettato, talmente fine che sottolinea in rosso il congiuntivo con il nome di un arbitro, che guarda caso è lo stesso che rende la squadra in questione imbattibile. Ovviamente solo frutto della casualità. Il consiglio è un urgente viaggio alle Canarie, o se preferisce in Libano. In stile Dell'Utri. Movimenti di soldi, procure, conti all'Estero, scommesse e pagamenti in nero. E, questa volta, il Santo in Paradiso potrebbe non bastare più. Indagheremo, con prove alla mano, su tutto. Chi non ha nulla da nascondere può parlare. Chi deve nascondere la polvere sotto il tappeto dovrebbe preoccuparsi prima di sbilanciarsi. Non volevo parlare di calcio, eppure mi sono tradito con la mia stessa tastiera. Solitamente tra editorialisti facciamo la "guerra" a chi fa più lettori. Me la gioco con Biasin che ci racconta sempre tante belle storielle al martedì e mi fa morire dalle risate, però, oggi so bene che con questo titolo perdo in partenza ma voglio approfondire un tema che mi ha disgustato in questo week-end. Non sarò il primo e neanche l'ultimo a fare la morale. Giustamente non ve ne frega del mio pensiero ma voglio dire la mia a voce alta perchè bisogna trovare un rimedio a questa follia Ultras. Un ragazzo non può morire per una partita di calcio. Chi scrive ha vissuto dal vivo la tragedia di Sergio Ercolano, tifoso napoletano morto nel derby di Avellino. 11 anni dopo ancora un tifoso del Napoli vittima della follia di un delinquente. Non voglio usare luoghi comuni e fare prediche inutili. Vorrei sottolineare come Lega Calcio e Federazione dovrebbero smetterla di assegnare la Finale di Coppa Italia di diritto all'Olimpico di Roma solo perchè stiamo parlando della Capitale d'Italia. Roma è la città dove i derby bisogna giocarli di pomeriggio perchè altrimenti c'è il rischio incidenti. L'Olimpico è una trappola più che uno stadio. La città della finale si dovrebbe decidere ad hoc, di volta in volta, in base alle due finaliste, perchè prima del calcio c'è la sicurezza e se non siamo in grado di assicurarla dobbiamo prevenire e non curare e piangere dopo che i fatti sono già accaduti. Far disputare Napoli-Fiorentina a Roma è come dare appuntamento agli Ultras delinquenti ad una guerriglia a 4. Poi ci lamentiamo che gli Europei li assegnano all'Ucraina e a noi no. I Mondiali in Brasile e in Qatar e a noi no. Gli stadi sono vecchi e obsoleti ma quando abbiamo avuto i soldi nel 1990 chi ha costruito queste cattedrali nel deserto? Dato curioso che riguarda lo spreco di soldi. La copertura dello Stadio Olimpico di Roma è costata quanto l'intero nuovo Stadio Friuli di Udine, attualmente in costruzione: 28 milioni di euro. Sabato abbiamo scritto l'ennesima pagina nera del nostro calcio e della nostra società. Non impareremo mai perchè nessuno ci insegna qualcosa. Paparelli, Ercolano, Raciti e tanti altri. Alfano, come tutti i politici, parla ad orologeria: "Daspo per tutta la vita!". Eccoli i sapientoni che sbucano dopo le tragedie. Le bestie vanno fermate. Le bestie sono quelle che ammazzano e che camminano con una pistola in tasca. Le bestie sono quelle che gestiscono un sistema senza ragionare. Le bestie sono quelle che ascoltano gli ordini che piovono dall'alto. C'è solo una soluzione: lasciare l'Italia. Il calcio è lo specchio più vicino alla nostra società. Non abbiamo un soldo, se ce l'abbiamo lo sprechiamo, non sappiamo valorizzare i nostri prodotti e non siamo assolutamente capaci di rispettare le regole. Il risultato è eloquente sotto tutti i punti di vista: tecnico (in Europa ci hanno sbattuto fuori da tutte le parti), produttivo (gli stadi sono vuoti perchè non offrono nulla) ed economico (in Inghilterra vendono magliette originali agli store ufficiali mentre da noi esiste solo la bancarella e il paninaro; a San Siro, tra Milan e Inter, questi signori incassano 1.2 mln di euro all'anno senza battere mezzo scontrino. Per le due milanesi sarebbe stato un business da oltre un milione di euro, stessa cifra per lo Stato).In tutto ciò complimenti al Napoli per aver vinto la Coppa Italia.
Buona settimana a tutti.


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