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Calciomercato di Serie A in chiusura: qual è il vostro flop tra le big?
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La Giovane Italia
Editoriale

Wanda, il mercato è una cosa seria. Basta faccine e arcobaleni. Milan, da Donnarumma parte dei soldi del mercato. Bari, senza società la A resterà un miraggio. Il nuovo mercato, le date e il classico autogol...

Direttore di Sportitalia e Tuttomercatoweb
04.06.2018 00:00 di Michele Criscitiello  Twitter:    articolo letto 29039 volte
© foto di Daniele Mascolo/PhotoViews

Inizia il mercato, di fatto è già iniziato, ed è come aprire un circo dove si esibiscono giocolieri, animali e comici. I giocolieri sono quei procuratori che vivono per la classica 500 euro di commissione. Fanno il male dei propri assistiti perché devono campare e nella loro vita non posso fare nulla se non racimolare, appunto, la 500 euro. C'è la categoria degli animali, sezione protetta, composta da Presidenti truffatori che fanno scomparire le carte e quando ricompaiono si ritrovano con bilanci gonfiati. Poi i comici. Quelli che vogliono far credere ciò che non sono e, grazie al circo del mercato, si possono permettere una macchina bella e una vita dignitosa. In tutte queste categorie non compare la Signora Wanda Nara. A giudicarla sui social sembra la classica moglie del calciatore che prova a fare soldi sulla testa del marito, la moglie impicciona e senza valori. Invece la Signora Icardi ha delle qualità importanti. Lo diciamo senza ironia. Certamente Mauro ora guadagna soldi veri ma, anche senza Mauro, la Signora non viveva buttata ai semafori con il timore di trovare in auto Salvini. Anzi. Ha una sua carriera avviata in Argentina, ha guadagnato bene ed è anche nota soprattutto in Sudamerica per la professionista che è. In Italia, sembra scontato, è "solo" la Signora Icardi. Fa anche da procuratrice al marito che potrebbe sembrare in balia della moglie, invece, non lo è. Sono due ragazzi intelligenti, senza troppi grilli per la testa. Però, a Wanda, va spiegato meglio l'uso dei social. La stanno rovinando. Se vuole fare gli interessi di Mauro non può dare indizi sui social, mettere faccine e arcobaleni. Il mercato è una cosa seria e Icardi è un pezzo pregiato. Dietro agli arcobaleni di Wanda girano milioni e milioni di euro tra procure, ingaggi e cartellini. Icardi è dell'Inter e se l'obiettivo è restare ma con un ingaggio migliore basta dirlo. L'Inter farà in modo, se possibile, di accontentare il suo capitano. Altrimenti, tra una faccina ed un arcobaleno, Wanda Nara dovrà portare una proposta seria e concreta sulla scrivania di Ausilio. Altrimenti facciamo bene a parlare su twitter.
Il Milan cerca la sua strada. L'Uefa ha bloccato tutto. Prima della partenza per le vacanze in Calabria, Gattuso e Mirabelli avevano fatto la classica lista della spesa. Morata si, Immobile Magari, Belotti no, Fellaini si ma le commissioni sono alte, Nainggolan sì ma non è la prima scelta, via Antonelli e Montolivo, Suso giura amore eterno ma non fidiamoci di nessuno, Bacca lo vendiamo e facciamo cassa, Donnarumma può andare tanto c'è Pepe e facciamo qualche soldino. Tutto chiaro nella testa di Mirabelli e Gattuso ma la Uefa ha bloccato tutto. Ora Rino se ne va a vedere il Mondiale, lo stesso farà Mirabelli per i primi 4 giorni di Russia 2018, poi si aspettano notizie concrete. La scelta di vendere Donnarumma sarebbe saggia. Un anno fa è stato confermato più per una questione di orgoglio nei confronti di Raiola che per scelta tecnica. Oggi servono soldi, il sostituto ce l'hai in casa e Donnarumma ha dimostrato di essere un grande portiere ma non ancora un fenomeno di primo piano. Portate 50-60 milioni di euro e a Casa Milan preparano caviale e champagne. Tra i soldi di Donnarumma, quelli di Bacca, forse quelli di Rodriguez più un altro paio di cessioni e ingaggi risparmiati (Antonelli, Abate e Montolivo) il Milan si costruisce il tesoretto per fare mercato. Sicuramente la punta, poi una mezzala e un difensore. Le idee allo staff rossonero non mancano. Qualche soldo forse Lì. Scusate, Sì...
Primi verdetti nei play off di serie B. Il Bari va a casa e finisce nell'anonimato un'altra stagione del possibile rilancio in serie A. Il Bari in serie B è uno spreco per il nostro calcio. Uno schiaffo a mano aperta. Con la penalizzazione e il posto perso in classifica è cambiato tutto. Con questa formula serve un'impresa per passare il turno giocando fuori e dovendo vincere per forza. Bari è un mistero del nostro calcio. Prima il problema erano i Matarrese con milioni di debiti, poi il Bari fu ingiustamente aiutato con il fallimento pilotato e la società poteva ripartire seriamente. Paparesta ci ha messo cuore e soldi ma non essendo Berlusconi, anche i soldi di Paparesta sono finiti. Poi Giancaspro tra mille dubbi e centomila perché. Il Bari non riesce a trovare una proprietà sana e, soprattutto, seria. Si potrebbe fare grande calcio a Bari. Invece, ogni anno, si vive alla giornata. I play off di quest'anno sono stati un mezzo miracolo. Sogliano, tanto per cambiare, ha fatto più da Presidente che da Direttore ma in queste condizioni si sopravvive non si programma nulla. Grosso non è uno scienziato, non lo considero un allenatore di prima fascia ma più di questo, forse, non avrebbe potuto fare. Certamente non è stato il problema l'allenatore. Piuttosto il Presidente assente e con grandi problemi non ha aiutato a provare a compiere una scalata molto complicata.
Sono state ufficializzate date e orari del mercato. Ci limitiamo a scrivere tre righe. Il nostro calcio ha buchi in tutta la coperta, ci siamo affrettati a mettere una toppa nel buchino in basso a destra. Chiudere il mercato venerdì 17 agosto alle 20 è un autogol, fare il mercato di gennaio in sole due settimane è un controsenso. Vogliamo imitare gli inglesi ma imitiamo le cose inutili e non la ripartizione dei diritti tv, la gestione degli stadi di proprietà, i vivai, le strutture e il marketing. No, copiamo la chiusura anticipata del mercato perché fa figo. Con questo sistema, non solo chi ci perderà sarà la serie A in termini di soldi e valori, vedrete verso il 10 agosto in quanti si lamenteranno, anche nel rapporto con gli altri mercati, ma queste date mettono in crisi un altro sistema che il Governo del calcio ignora: serie B, serie C e serie D non possono chiudere così presto. I dilettanti chiudevano, solitamente, il 15 settembre. Pensate se restasse tutto così. I dilettanti chiuderebbero un mese dopo i professionisti. Siamo al circo. Basta pagare il biglietto e lo spettacolo parte. Peccato che durante l'esibizione dei leoni non abbiano considerato di mettere i cancelli...


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