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PAOK campione, inizia l'era Savvidis: dallo scandalo della pistola al titolo

23.04.2019 12:49 di Gaetano Mocciaro  Twitter:    articolo letto 3883 volte
© foto di Federico De Luca

35 anni di attesa, poi l'apoteosi. Il PAOK si è laureato sabato scorso campione di Grecia. Un torneo che, a differenza della nostra Serie A, da un paio d'anni ha visto la fine di un'egemonia, quella dell'Olympiacos. E delle ateniesi in generale. Era dalla stagione 1987/88 con il successo del Larissa che il titolo non veniva assegnato lontano dalla capitale.

Il cambio di gerarchie ha un nome e un cognome: Ivan Savvidis. I più attenti lo ricorderanno per la sua invasione di campo un anno fa, munito di pistola, riposta nella fondina attaccata alla cintura. Un gesto che costò un titolo che sarebbe potuto arrivare con un anno d'anticipo e che invece è finito all'AEK. Imprenditore russo di origini greche, è fra gli uomini più ricchi e influenti di Russia (il tabacco è il suo business) oltre ad avere stretti rapporti con Vladimir Putin. Dal suo avvento l'obiettivo era quello di portare il PAOK a diventare la squadra più importante di Grecia.

Nelle ultime due stagioni sono arrivate due coppe nazionali, come antipasto. In questa stagione non c'è stata storia: i numeri in campionato dicono zero sconfitte e basta non perdere il prossimo turno contro il PAS Giannina per eguagliare il record del Panathinaikos nella stagione 1963/64. I bianconeri a oggi sono insieme allo Slovan Bratislava e il Maccabi Tel-Aviv gli unici imbattuti nei rispettivi campionati nazionali UEFA.

Tutto questo pur avendo ceduto a gennaio il giocatore più importante, ossia Aleksandar Prijovic. Il serbo era il miglior marcatore della squadra con 9 reti in 13 partite, ma l'offerta di 10 milioni pervenuta dai sauditi dell'Al-Ittihad era troppo ghiotta anche per un club ricco come il PAOK.

Paradossalmente e nonostante Prijovic ad oggi resti il miglior realizzatore della squadra, il PAOK ne ha giovato. Merito dell'intelligenza tattica e gestionale di Razvan Lucescu, figlio di Mircea, che è passato da un gioco che vedeva in "Prijo" il fulcro a una manovra più corale. E senza di lui si segna di più, con più soluzioni e più uomini. Il sostituto, Chuba Akprom ha dato maggiore profondità alla squadra pur garantendo meno reti (5) e i centrocampisti e trequartisti, non dovendo necessariamente cercare la boa centrale, si sono esaltati. È il caso di Bisevar, El Kaddouri, Pelkas.

Fra i giocatori divenuti fondamentali, una vecchia conoscenza del calcio italiano: José Angel Crespo. Lo spagnolo, ex Bologna, Padova e Verona, è divenuto un pilastro di una difesa che ha concesso appena 14 reti e per questo premiato con un nuovo contratto.

Non è finita qui: il PAOK può ancora vincere la Coppa di Grecia. La semifinale d'andata contro l'Asteras Tripolis è stata vinta per 2-0.


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