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Gravina: "Rapporti con la Cina? Uno sguardo verso il futuro"

25.03.2019 10:15 di Gaetano Mocciaro    articolo letto 6845 volte
Gravina: "Rapporti con la Cina? Uno sguardo verso il futuro"
© foto di Daniele Buffa/Image Sport
Gabriele Gravina, presidente FIGC, ai microfoni di Radio Anch'io Sport. Sul weekend che ha portato entusiasmo sia a Udine per Italia-Finlandia che a Torino per il calcio femminile: "Un weekend positivo per il calcio italiano, una crescita d'entusiasmo per il mondo del calcio. Era quello che volevamo fare, recuperare una credibilità che stava scemando". Lei sperava che Vialli potesse diventare capo-delegazione della Nazionale. Le ha detto che rinuncia? "Vialli continua a coltivare questa sua disponibilità, che non è venuta meno, anzi, si rafforza giorno dopo giorno. Vialli sta riflettendo per trovare i giusti equilibri tra la sua vita privata e i suoi impegni professionali. Per il momento il suo interesse è ancora molto vivo". Tanti giovani in Nazionale. Cambio tendenza o è solo una fiammata? "Oggi tantissima convinzione nel pensare alla politica dei giovani. Del resto se hai voglia di programmare lo puoi fare soltanto con chi ti dà la possibilità di farlo. La politica dei giovani oggi è sicuramente il modo migliore per progettare ed è anche una necessità per le note carenze economico-finanziarie". Sull'Under 21 e l'Europeo di categoria che si avvicina "L'attenzione che abbiamo dato a due tecnici come Mancini e Di Biagio su quest'evento dimostra quano ci teniamo. Appena terminata la partita Italia-Bosnia i giocatori impegnati con la Nazionale maggiore ed eleggibili con l'Under 21 si aggregheranno con la selezione di Di Biagio. Puntiamo a qualificarci alle Olimpiadi, dalle quali manchiamo da un po'". Che sarà della Lucchese? "Al prossimo consiglio federale ne parleremo in senso assoluto delle criticità del sistema Lega Pro. C'è un equilibrio che ci preoccupa sotto il profilo economico-finanziario, per cui agiremo in due direzioni: una per chiarire i criteri oggettivi che devono assicurare nuovi acquirenti all'interno delle società professionistiche. E poi quelli soggettivi con la creazione delle black list. Dobbiamo identificare certi soggetti per evitare che rientrino nel sistema calcio. Circa la Lucchese abbiamo segnalato alla Procura Federale le criticità". Boom del calcio femminile. Siamo alla svolta? "Io sono entusiasta per quello che è avvenuto ieri a Torino e per quello che si sta costruendo attorno al movimento femminile del calcio italiano. Ieri è stato uno spot per il calcio in generale ed era impensabile questo risultato fino a qualche settimana fa. Il successo di Torino non deve essere un'eccezione, bensì una regola". I detrattori sottolineano il fatto che il biglietto per Juventus-Fiorentina femminile fosse gratuito "Fuori luogo. Provate a organizzare un evento e far arrivare anche gratuitamente 40mila persone. Quella di Torino ieri era un inno alla passione, all'amore verso il calcio". Rapporti con la Cina: parlerete della mancanza di rispetto per i tifosi che non possono andare all'estero per seguire la propria squadra? "Ancora una volta il calcio ha dimostrato di essere ponte tra culture diverse. Abbiamo voluto lanciare uno sguardo verso il futuro e abbiamo ritenuto importante creare un avvicinamento dell'Italia alla Cina e viceversa. Le trasferte e i problemi di distanza? Non è nel nostro progetto, noi puntiamo a far conoscere la cultura del calcio italiano in Cina. Nessuno vuole penalizzare i tifosi italiani". Calcio spalmato su troppi giorni? "Sicuramente sì, bisogna saper coniugare interessi diversi. Per fare calcio servono risorse e le risorse si fanno anche attraverso alcuni progetti che possono penalizzare alcuni protagonisti". Su Moise Kean "Potenzialità tecniche incredibili e margini di miglioramento. È un ragazzo attento, curioso. Ricorda un calciatore che ha esordito con me a Castel di Sangro, ossia Mario Balotelli. Spero sia più dedito alla crescita professionale per evitare parallelismi" Potremmo avere una crescita anche in Serie B? "La Lega di B come la Lega Pro sono due leghe di formazione importantissime. A livello personale credo che non possiamo e non dobbiamo permettere che la Serie A possa sganciarsi e pensare a un campionato dalle forme diverse. Mi sento di escludere e dobbiamo essere bravi noi a trovare interessi ed equilibri economici in Italia". Sul giovane Ramy, eroe dei giorni scorsi per aver sventato i compagni dal bus in fiamme. Sarà invitato a vedere la Nazionale? "Magari. Per noi è un grandissimo piacere. Per chi ha passione, coraggio e nel suo caso chi è un piccolo eroe sarà un piacere averlo con noi. Lo faremo sicuramente".

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