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Dalle porte chiuse al protocollo, fino al VAR: le decisioni della UEFA su Champions ed EL

Dalle porte chiuse al protocollo, fino al VAR: le decisioni della UEFA su Champions ed ELTUTTOmercatoWEB.com
© foto di Daniele Buffa/Image Sport
venerdì 10 luglio 2020 01:15I fatti del giorno
di Lorenzo Di Benedetto

Il Comitato esecutivo UEFA ha preso una serie di decisioni sulle competizioni UEFA. Di seguito le principali:

Sedi degli ottavi di finale di UEFA Champions League e UEFA Europa League 2019/20

In linea con il principio di equità sportiva e alla luce delle attuali condizioni (tutte le squadre che devono giocare il ritorno degli ottavi in casa stanno giocando le ultime partite di campionato nel proprio stadio e le squadre ospiti possono viaggiare senza limitazioni), il Comitato esecutivo UEFA ha deciso che le restanti gare di ritorno degli ottavi di UEFA Champions League e UEFA Europa League saranno giocate nello stadio della squadra di casa.

Come già comunicato a giugno, le sfide FC Internazionale Milano-Getafe CF e Sevilla FC-AS Roma (per cui erano stati posticipate anche le gare di andata) si giocheranno in gara unica in Germania.

La UEFA continuerà a monitorare la situazione e si riserva il diritto di ricollocare tali partite nella città che ospiterà la fase finale della rispettiva competizione in caso di nuovi eventi che non consentano di giocare una o più partite nella sede originaria.

I calendari degli incontri saranno comunicati domani dopo i sorteggi presso la sede UEFA di Nyon.

Partite a porte chiuse

Il 17 giugno 2020, il Comitato Esecutivo UEFA ha deciso di posticipare la decisione sulla riammissione dei tifosi negli stadi per monitorare l'evolversi della situazione e le misure delle autorità locali sui raduni di massa e gli eventi sportivi dal vivo.

Per decidere, la UEFA ha tenuto conto di vari elementi, come la tutela della salute di tutte le persone coinvolte in una partita e del pubblico, il dovere di offrire l'ambiente più sicuro possibile e assicurare lo svolgimento delle competizioni e garantire l'equità sportiva in un panorama molto variabile (alcuni paesi consentivano la presenza di pubblico negli stadi, altri la vietavano).

Alla luce della situazione attuale, il Comitato Esecutivo UEFA ha ritenuto prudente che le partite UEFA debbano svolgersi a porte chiuse fino a ulteriore avviso. La decisione è stata presa in accordo con le federazioni e le autorità nazionali di Portogallo, Germania e Spagna, paesi che ospiteranno i tornei final eight della UEFA Champions League 2019/20, della UEFA Europa League 2019/20 e della UEFA Women's Champions League 2019/20. Le stesse restrizioni si applicheranno alle restanti gare della UEFA Youth League 2019/20.

In qualsiasi caso, a prescindere dalle future decisioni e per motivi di equità sportiva, poiché le qualificazioni di UEFA Champions League UEFA Europa League 2020/21 sono diventate in gara unica, la decisione vale per tutte le partite giocate in gara unica.

In ogni caso e indipendentemente da ogni decisione futura, per ragioni di equità sportiva, dal momento che il format delle fasi di qualificazione per la UEFA Champions League 2020/21 e la UEFA Europa League 2020/21 è stato modificato e prevede ora sfide in gara unica, tale decisione si applicherà per ogni sfida che si disputi in gara unica.

La UEFA monitorerà l'evolversi della situazione e annuncerà eventualmente la revoca parziale o totale delle limitazioni a tempo debito.

Protocollo "Return to Play" della UEFA

È stato approvato il protocollo "Return to Play" della UEFA, che definisce l'insieme di procedure sanitarie e igieniche (compresi i test) e i protocolli operativi che saranno applicati nelle competizioni UEFA.

Il protocollo potrà essere integrato a tempo debito con linee guida operative che riguardano gli aspetti della sua implementazione o competizioni specifiche.

I club e le federazioni, oltre ai loro giocatori, funzionari, dipendenti e appaltatori, avranno l'obbligo di rispettare il protocollo e le rispettive linee guida quali condizioni essenziali per la partecipazione alle prossime competizioni UEFA.

Poiché l'attuale situazione è dinamica e imprevedibile, sia in termini epidemiologici che per quanto riguarda le contromisure imposte dai singoli governi, il protocollo si evolverà nel tempo e potrebbe essere aggiornato secondo necessità per rispecchiare le variazioni a livello sanitario o normativo.

Video Assistant Referee nella fase a gironi di UEFA Europa League 2020/21

Secondo il programma originale, il Video Assistant Referee (VAR) in UEFA Europa League 2020/21 doveva essere introdotto dalla fase a gironi.

Il 24 settembre 2019, il Comitato Esecutivo UEFA ne aveva valutato la fattibilità e aveva deciso di introdurlo già nella fase a eliminazione diretta di UEFA Europa League 2019/20.

Considerando le attuali incertezze dovute all'emergenza COVID che potrebbero avere effetti sulle capacità operative, e poiché per svolgere tali servizi potrebbe essere necessario personale aggiuntivo, condizionando eventualmente il protocollo "Return to Play" della UEFA, il Comitato esecutivo UEFA ha deciso di posticipare l'implementazione del VAR nella fase a gironi di UEFA Europa League dalla stagione 2021/22.

Tuttavia, il VAR rimane confermato per la fase eliminazione diretta dell'edizione 2020/21 (ovvero dai sedicesimi di finale) e per la ripresa degli ottavi dell'edizione 2019/20.

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