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La gara che non si è giocata ha un risultato: Juve-Napoli 3-0, a tavolino. La decisione

La gara che non si è giocata ha un risultato: Juve-Napoli 3-0, a tavolino. La decisioneTUTTOmercatoWEB.com
© foto di Alessandro Garofalo/Image Sport
giovedì 15 ottobre 2020 00:38I fatti del giorno
di Ivan Cardia

L’attesa è finita, Juventus-Napoli ha un risultato. Dopo una lunga gestazione, il Giudice Sportivo ha infatti comminato il 3-0 a tavolino in favore dei bianconeri, con conseguente penalizzazione di un punto in classifica in danno della squadra azzurra, a causa della mancata presentazione allo Stadium nell’ultima giornata di campionato. Una decisione contro la quale la società di De Laurentiis ha già annunciato reclamo.

Niente causa di forza maggiore. Il Napoli aveva già rinunciato alla trasferta, annullando la prenotazione aerea per Torino, nel momento in cui è arrivata l’unica indicazione veramente contraria alla possibilità di viaggiare. È questa la motivazione principale su cui si basa il verdetto del dottor Mastrandrea, che ha ripercorso il lungo carteggio tra gli azzurri, la Asl del capoluogo partenopeo e la Regione Campania.

Il no è arrivato solo alle 14.13 del 4 ottobre. Cioè a poco più di sei ore dalle 20.45, orario programmato per il fischio d’inizio della partita che non c’è mai stata. In quel momento, però, “la prestazione sportiva del Napoli (che fin dalla sera precedente aveva proceduto a disdire il viaggio aereo programmato con apposito charter) era nel frattempo oggettivamente divenuta di suo impossibile”. Prima di allora, ha rilevato il Giudice Sportivo, le autorità sanitarie non avevano mai dato indicazioni contrarie al Napoli: nelle comunicazioni del 2 e del 3 ottobre, infatti, veniva soltanto indicato di procedere all’isolamento fiduciario dei contatti stretti di Zielinski, primo positivo tra gli uomini di Gattuso. Una prescrizione che, dato anche il richiamo alla circolare del Ministero della Salute che a sua volta menziona il protocollo FIGC, non imponeva ai calciatori azzurri di muoversi. Anzi: “i sopra descritti atti delle Aziende sanitarie - spiega il Giudice Sportivo - delineano un quadro che non appare affatto incompatibile con l’applicazione delle norme specifiche dell’apposito Protocollo sanitario Figc”. Di conseguenza, nessuna causa di forza maggiore (che a norma dell’art. 55 delle NOIF, le norme organizzative interne federali, avrebbe consentito di evitare la penalizzazione) e sanzione ex art. 53, sempre NOIF.

Reclamo del Napoli inammissibile. Nelle pieghe delle sentenze, viene altresì bocciata l’altra difesa tentata dal Napoli, che nel proprio reclamo aveva contestato la regolarità della disputa della partita, sempre per causa di forza maggiore. Posto che sarebbe stato comunque assorbito dalle motivazioni già illustrate, il Giudice Sportivo lo ritiene infatti “inammissibile, trattandosi di strumento chiaramente dedicato alla contestazione di gare disputate”.

Il Napoli rischia altre penalizzazioni? La sentenza del Giudice Sportivo non lo esclude. Il dottor Mastrandrea, che non si addentra in giudizi circa la validità degli atti amministrativi di Asl e Regione Campania, non essendo ovviamente di sua competenza, lambisce i contorni della questione ma anche in questo caso non può approfondirla. “Resta altresì del tutto integra e impregiudicata - si legge - l’attività di inchiesta e i conseguenti esiti della Procura Federale in ordine al rispetto dei Protocolli scientifico-sanitari FIGC validati dall’Autorità statale e agli altri profili di rilevanza secondo l’ordinamento sportivo”. Tradotto in altri termini: se gli investigatori della federcalcio accerteranno eventuali violazioni del protocollo da parte del Napoli, la società di De Laurentiis rischierebbe ulteriori sanzioni oltre il -1 in classifica, conseguenza automatica del 3-0 a tavolino.

Cosa può succedere ora. Il Napoli si è detto confidente nella giustizia: si appellerà contro la decisione del Giudice Sportivo. A quale organo? Non è così scontato. Se gli azzurri seguiranno il filone sportivo, faranno reclamo alla Corte Sportiva d'Appello, sempre FIGC, e poi eventuale al Collegio di Garanzia del CONI. Difficile, a giudizio degli esperti, che la questione possa poi finire sul tavolo del TAS di Losanna, mentre il TAR Lazio potrebbe essere coinvolto solo per ottenere il risarcimento del danno. Se, viceversa, il Napoli cercherà di far valere il conflitto di attribuzione tra la FIGC e le autorità sanitarie e regionali, potrebbe seguire direttamente la strada della giustizia amministrativa: un percorso non scontato nel suo esito, e che comunque comporterebbe la violazione della clausola compromissoria che "chiude" l'ordinamento sportivo.

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