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Anche la vittoria contro l'Inter conferma che questo Napoli è alla fine di un cicloTUTTOmercatoWEB.com
© foto di Daniele Mascolo/PhotoViews
giovedì 13 febbraio 2020 11:55Il corsivo
di Raimondo De Magistris

Anche la vittoria contro l'Inter conferma che questo Napoli è alla fine di un ciclo

Il Milan che per l'ultima volta ha alzato al cielo la Champions League concluse il campionato al quarto posto. Era il Milan di Carlo Ancelotti, che arrivò al termine della Serie A 2006/07 con 36 punti di distacco dai cugini dell'Inter.
Era quello un grande Milan, che aveva riscritto la storia del calcio italiano in Italia ma soprattutto in Europa. Era ancora il Milan di Nesta e Maldini, era il Milan di Gattuso, Ambrosini e Pirlo, ma anche di Seedorf, Inzaghi e soprattutto Kakà, che grazie a quella Champions si aggiudicò il Pallone d'Oro.
Quel Milan si prese la rivincita contro il Liverpool dopo aver spazzato via lo United a San Siro e messo in vetrina all'Old Trafford un Kakà che, in quella occasione, stravinse il duello con Cristiano Ronaldo. Era un Milan che poteva battere chiunque, ma che poteva anche perdere con chiunque. E infatti concluse la Serie A perdendo 2-0 a Reggio Calabria: una gara specchio di un campionato nel corso del quale inciampò continuamente in sconfitte del tutto casuali. Un cammino a intermittenza, il cammino di una squadra che era alla fine di un'era. Esperta, con tantissima qualità e incostante. Che sapeva di non potersi giocare tutte le gare al 100% e allora si sceglieva le sue gare. Capace di vincere con chiunque e di perdere con chiunque. Capace di chiudere nel migliore dei modi un ciclo tra i più vincenti del Milan di Berlusconi con uno spettacolare colpo di coda.

Questo Napoli non è tecnicamente paragonabile a quel Milan. Quella fu una squadra di un altro pianeta, capace di vincere ogni cosa e ovunque. Questo Napoli è stato invece un'ottima squadra, capace nel suo momento migliore di contendere lo Scudetto alla Juventus.
Però la dinamica che sottende questi due momenti è la stessa. Questo Napoli è arrivato alla fine del suo ciclo per motivi diversi rispetto a quel Milan, ma come quel Milan è una squadra a fine ciclo. Una squadra che sceglie le partite alle quali prendere parte. E sceglie di giocarsi al meglio le partite che ritiene più importanti. Può battere la Lazio e poi perdere col Lecce. Può vincere contro il Liverpool e dar vita a una partita pessima al San Paolo contro il Bologna. Può battere la Juve e commettere strafalcioni contro il Parma.
E' una squadra che è stata un'ottima squadra ma che adesso non è più una squadra. E' una squadra che dovrà necessariamente ripartire il prossimo anno da un nuovo ciclo, ma nel frattempo ha in rosa giocatori di altissima qualità. Che non hanno certo dimenticato come si gioca e che, quando approcciano la partita al 100%, possono giocarsela contro chiunque.

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