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Breve elenco di tutte le cose inopportune che possiamo fare. Tranne andare allo stadio

Breve elenco di tutte le cose inopportune che possiamo fare. Tranne andare allo stadioTUTTOmercatoWEB.com
domenica 06 settembre 2020 08:00Il corsivo
di Ivan Cardia

Andare al supermercato. Al ristorante e al cinema. In un negozio, dal parrucchiere e dall’estetista. Come clienti o come lavoratori. In fabbrica. In discoteca no, anzi sì, purché non si vada lì per ballare. Ma la musica c’è comunque e quindi alla fine possiamo danzare gomito a gomito. Possiamo giocare a calcetto. Sudare in palestra e in piscina. Sbuffare al teatro e dimenarci a un concerto. Possiamo accalcarci in autobus, treno, aereo, metropolitana, nave. Sgomitare al centro commerciale. A scuola ancora non è detto che si possa entrare, all'università pare di sì. Possiamo stringerci per l'aperitivo e sederci per un caffè. Andare in spiaggia, a un palmo di mano dal vicino di ombrellone, anche senza conoscerlo. In montagna per sciare chi lo sa, ma perché l'industria del turismo estivo può ripartire e quella del turismo invernale no? Possiamo fare una lunghissima serie di cose che sarebbe meglio non fare.

Le possiamo fare perché altrimenti non sapremmo come andare avanti, e quindi lo Stato ha chiuso un occhio qui e lì. Senza permettere ma senza vietare più di tanto. Alle Regioni, che infatti sono l’ultima frontiera anche qui, il compito di rischiare le riaperture. Alla fine della fiera, tutte queste cose possiamo farle. Tranne andare allo stadio: è inopportuno. Come se non si potesse regolamentare l’ingresso dei tifosi, prevedere sanzioni e un rigido sistema di controlli per chi viola il distanziamento sociale. Perché proibire è più semplice che far rispettare le proprie regole. Come se diecimila persone, in un impianto da quarantamila, non avessero spazio a sufficienza per tenersi lontani l’uno dall’altro. E le società che vivono anche grazie agli incassi della domenica? Hanno meno diritti di ristoranti, bar, cinema, negozi e compagnia danzante. O almeno di tutti coloro tra questi che esercitano lontano dallo stadio. Che rimane chiuso, mentre nel resto della città siamo in fila alla cassa uno accanto all’altro. Eppure sarebbe inopportuno.

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