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Certi cicli non finiscono. Il PSG e il sostenibile peso del successo

Certi cicli non finiscono. Il PSG e il sostenibile peso del successoTUTTOmercatoWEB.com
© foto di Daniele Buffa/Image Sport
martedì 10 novembre 2020 23:00Il corsivo
di Michele Pavese

I cicli fanno paura, a chi li fa e chi li subisce. Condannano al successo, a mantenere alta l'asticella e a non lasciare nemmeno le briciole agli avversari. Allo stesso tempo, rappresentano un'evidente falla nel sistema, che si presenta sbilanciato: la struttura delle competizioni non è equilibrata, a differenza di quello che accade negli ordinamenti "sani", dove la ricchezza e le vittorie sono meglio distribuite. È vero che l'assioma "chi più spende, più vince" non è sempre rispettato, ma nella maggior parte dei casi gli investimenti (e la bravura della classe dirigenziale) aiutano a tracciare solchi profondissimi. Gli esempi della Juventus, del Bayern Monaco e del Paris Saint-Germain sono emblematici: tre società forti e sane, che hanno fatto terra bruciata anche grazie all'assenza di progettualità sul lungo periodo delle rivali. Il fair-play finanziario e la crisi economica del calcio hanno fatto il resto.
I parigini, in particolare, si sono inseriti in una fase di transizione della Ligue 1, alla ricerca dell'erede del Lione che aveva dominato il primo decennio del nuovo millennio. Nasser al-Khelaifi e Leonardo hanno costruito in poco tempo una vera e propria corazzata, inarrivabile in patria e sempre (o quasi) competitiva in Champions League.

Proprio la Coppa dalle grandi orecchie è diventata una sorta di chimera per il PSG. Un'ossessione, il termometro attraverso il quale i media e i tifosi definiscono le varie stagioni. Ogni anno, a giugno, quel "fallimento" sembra essere il preludio di una rivoluzione o, peggio ancora, della fuga dei grandi campioni. Un argomento di dibattito da ormai un lustro, che ha coinvolto non solo i fenomeni in campo ma anche tutti gli allenatori che si sono succeduti in panchina (e che alla fine hanno pagato per tutti).
Proprio quando "la fine del ciclo" è sembrata essere vicina, però, la società si è sempre fatta forza e ha rilanciato le proprie ambizioni. Lo confermano le parole di Leonardo: il campionato francese sarà pure poco stimolante e competitivo, ma la fame di vittorie del PSG non si è ancora placata. Allo stesso tempo, sarà difficile per le altre big portar via i suoi gioielli: le gabbie dorate che rinchiudono i vari Neymar e Mbappé sono una sorta di garanzia di continuità del progetto tecnico. Lo sa bene il ds brasiliano, che ha addirittura rilanciato il sogno Ronaldo. Del resto, la stabilità e la sicurezza economica sono fondamentali e continueranno a fare la differenza, fino a quando le regole del gioco non cambieranno.

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