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Gasperini ha il diritto e il dovere di fare le sue scelte. Anche se impopolari

Gasperini ha il diritto e il dovere di fare le sue scelte. Anche se impopolariTUTTOmercatoWEB.com
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martedì 15 dicembre 2020 15:14Il corsivo
di Raimondo De Magistris

Se a 62 anni Gian Piero Gasperini è ancora alla guida dell'Atalanta un motivo ci sarà. Con tutto il rispetto per la Dea, che da anni ormai 4 anni è una delle squadre più importanti del nostro campionato, stiamo parlando di un allenatore che per quanto dimostrato nelle ultime stagioni non ha eguali. Nel rapporto 'giocatori a disposizione'-'risultati ottenuti' è impossibile trovare in giro chi ha fatto meglio. E non a caso è in finale con Klopp e Flick per l'assegnazione del Globe Soccer Awards 2020: i primi due sono i tecnici che hanno vinto le ultime due Champions League, lui è il tecnico che anche nell'ultima Champions ha fatto meglio se mettiamo a confronto le rose.

Gian Piero Gasperini ha però al contempo dei grossi limiti: nel rapporto col pubblico, nel vendersi al pubblico. Ha grossi limiti nel fare buon viso a cattivo gioco e con i suoi giocatori si limita sempre e comunque a un rapporto professionale. Il suo diktat è sempre stato chiaro: "Sono pagato per fare le scelte migliori possibili per l'Atalanta". E si muove partendo sempre da questo diktat, che lo porta a prendere le sue scelte senza dare grosse spiegazioni. Senza mai cercare una mediazione perché lo fa partendo dalla convinzione che lui è lì per svolgere il lavoro migliore possibile per il club, non per dare spiegazioni. Che per le spiegazioni parlano i risultati sul campo.

E proprio gli ultimi risultati dicono che l'Atalanta tra ottobre e novembre ha messo in evidenza qualche problema di troppo: ha subito di più, ha segnato di meno. I risultati in campionato a un certo punto hanno subito una flessione e proprio a quella flessione Gasperini ha dovuto trovare una soluzione. La squadra a un certo punto ha dimostrato di non poter reggere in qualsiasi occasione, in ogni partita, il tridente Gomez-Ilicic-Zapata e dopo aver ricevuto dal Capitano un rifiuto a giocare più defilato all'intervallo della sfida contro il Midtjylland - dopo un acceso diverbio tra i due - l'ha sostituito. Ha sbagliato anche Gasperini in quella occasione? Certamente sì. Ma poi la sostanza parla di una intuizione da parte del tecnico che s'è rivelata giusta. E non a caso con Pessina in campo nelle ultime gare l'Atalanta ha ritrovato quell'equilibrio che sembrava smarrito.

A Gasperini va quindi dato il merito di aver trovato la soluzione, aver pensato solo al bene dell'Atalanta. Che contro l'Ajax - ad esempio - ha fatto rima col rimettere Gomez in campo. Senza farsi condizionare da altre considerazioni, senza farsi influenzare da quello che era stato fatto ma pensando solo al presente.
Adesso la palla passa evidentemente alla società, che ha provato a spegnere l'incendio senza però esporsi da una parte o dall'altra. Comportamento non gradito a Gomez, ma nemmeno a Gasperini: perché se il sostegno pubblico, netto e deciso arriva solo quando le scelte sono popolari, allora che sostegno è?

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