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Ha ragione Sarri, il calcio italiano sottovaluta Federico Bernardeschi

Ha ragione Sarri, il calcio italiano sottovaluta Federico BernardeschiTUTTOmercatoWEB.com
© foto di www.imagephotoagency.it
martedì 23 giugno 2020 10:38Il corsivo
di Marco Conterio

Federico Bernardeschi è quel che il commentatore italiano considera tra i grandi misteri del pallone nostrano. La dimensione non esatta e vacua della posizione tattica ha certamente gonfiato il petto di chi soffiava sul fuoco delle critiche. Esterno ma non troppo, mezzala ma non abbastanza, fludificante ma senza spada, seconda punta o falso nueve ma sfornito di fioretto. Federico da Carrara era finito nel vortice della polivalenza, che nella sua accezione negativa significa esser un ibrido, buono per tutte le stagioni ma mai prima scelta. E di questo mai s'è lamentato, di una posizione nuova o di un'altra panchina. Schierato qui e là come un pedone sulla scacchiera, da Massimiliano Allegri, Roberto Mancini e Maurizio Sarri. Bernardeschi l'ala, l'attaccante, il centrocampista. Bernardeschi il tutto e pure il niente, il forse e il quasi.

Poi ci sono i tacchi come quelli di ieri, i tocchi come quelli di Bologna, che riconciliano col calcio. Il servizio a Paulo Dybala racchiude molti concetti, che si concentrano tutti nella parola genio. C'è intuizione e velocità d'esecuzione, fantasia e decisione, in un appoggio, in un movimento, in un secondo che è un terremoto negli equilibri della partita. Poi talento chiama talento e l'argentino dipinge un arcobaleno ma tutto nasce da Bernardeschi che nel suo essere ancora in cerca di una dimensione, ha saputo ridare alla Juventus quell'equilibrio che le mancava. E' stato, nel corso di questi mesi, un profondo equivoco tattico. Paulo Sousa, a Firenze, per primo lo trasformò in cursore a tutta fascia, lasciandogli la porta all'orizzonte. Il ct Mancini lo ha messo addirittura a essere centravanti nello spazio che mancava in area di rigore. Alla Juventus ha stazionato in più piazzole quando quel che gli servirebbe è solo un porto sicuro.

Per questo, Federico Bernardeschi è sottovalutato. Perché la sua capacità d'adattarsi non è mai stata accompagnata dalla pazienza di chi ha fretta nei giudizi. Ha sbagliato partite, e allora è stato giusto e opportuno spiegarlo e raccontarlo. Ha gettato al vento delle occasioni, e allora sì, è stato lecito scriverlo, dirlo. Ma senza mai perder d'occhio il contesto, ovvero quello di un calciatore che s'è sempre messo a disposizione del suo allenatore e che in cerca della sua dimensione ha rischiato anche di perdersi. Ha ragione Maurizio Sarri. "Federico è un ragazzo che ha il difetto di non avere una grandissima continuità di rendimento. La gente, non so come mai, da lui si aspetta sempre tantissimo, è un giocatore ipercriticato, molto più criticato di quello che merita, poi quando ha i periodi buoni è poco notato". Scelga per lui il suo binario più adatto, quello di ieri sembra cucito a pennello. Sta a Bernardeschi ma pure a Sarri soffiare dalla parte opposta del vento delle critiche.

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