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Il vicolo cieco dei maxi ingaggi per tutti e le gabbie dorate del calciomercato

Il vicolo cieco dei maxi ingaggi per tutti e le gabbie dorate del calciomercatoTUTTOmercatoWEB.com
© foto di Insidefoto/Image Sport
lunedì 17 agosto 2020 13:38Il corsivo
di Marco Conterio

Pareva d'essere in Klondide, fino allo scorso anno. Diligenze cariche di lingotti, in cerca della miniera di trofei più prolifica. Cristiano Ronaldo e Lionel Messi, euro contro euro, uno in più dell'altro, fino a vette impensabili. L'avvento della Cina, buoni e ottimi calciatori pagati come pietre preziose, fino all'intervento di Xi Jinping che ha ha trasformato il Paradiso in un paese di ristrettezze fiscali. Prima ancora il Qatar e i paesi arabi, un tempo cimitero d'elefanti, oggi nuovamente patria per le stelle. Sicché la corsa al migliore è andata in parallelo con stipendi da faraoni, trasformatisi presto in gabbie dorate dalle quali il pigro campione spesso non vuol uscire, diventate altrettanto uno scoglio per molti insormontabile. Gareth Bale preferisce il golf a una nuova sfida, a un'altra carriera. 15 milioni all'anno, in buca a occhi chiusi, senza versare letteralmente una goccia di sudore. E non è solo questo l'arcano, il problema. Perché poi il giocatore strapagato diventa pressoché invendibile, e ne sa qualcosa la Juventus che riempie le tasche di Gonzalo Higuain e di tanti altri calciatori sul mercato ma senza acquirenti. Prenderli a parametro zero è un affare, arrivare al punto di doverli, più che volerli, vendere, è dura quando l'ingaggio è così alto. Sicché le squadre, schiave del bilancio, sono prigioniere delle proprie strategie. Siamo arrivati al punto in cui Lionel Messi e Cristiano Ronaldo sono belli e imprendibili. E non solo per la clausola rescissoria del primo o per le richieste di entrambi. E' che acquisirli significa prendere un'azienda e in periodo di recessione, nessuno compie un azzardo simile. E' stata una corsa cieca, quella al migliore. Ai migliori. Solo che piangono le casse di tutti, basti chiedere al direttivo del Barcellona riunito per provare a svendere tre quarti di rosa, perché l'ultimo degli Umtiti prende più del migliore di una squadra di fascia medio alta. Il Madrid si è reso conto che può avere una formazione di Galacticos, magari, ma che una rosa è insostenibile. Insegna economia calcistica il Bayern Monaco, che però è abile a gestire entrate e spese, anche negli ingaggi. L'ingordigia nella corsa a un'ampia rosa di giocatori di livello è l'altra questione che ha bloccato e sta bloccando il calciomercato. Perché un Bale val bene un rischio, ma quando la Juventus è costretta a guardare solo alla cerchia della Superlega o ipotetica tale per dar via i Rugani, i De Sciglio e via discorrendo, significa che la misura è colma. Che la corsa all'oro ha superato il limite e che sono le eccezioni dei Messi e dei Ronaldo a poter essere gemme nel sistema e nel bilancio di un club. Ma non l'intero monte stipendi di una rosa. Lì c'è il corto circuito. Lì si blocca il mercato.

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