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L'impossibilità di giudicare Maurizio Sarri, allenatore della Juventus

L'impossibilità di giudicare Maurizio Sarri, allenatore della JuventusTUTTOmercatoWEB.com
© foto di Alessandro Garofalo/Image Sport
venerdì 14 febbraio 2020 12:32Il corsivo
di Marco Conterio

La realtà è che è oggi possibile giudicare Maurizio Sarri, opinare e contestare, ma che è sbagliato sentenziare. Perché la bilancia oscilla e pende dove tira il vento del risultato, la filosofia storica della Juventus, secondo cui vincere è l'unica cosa che conta, è in soldoni la Mecca di ogni società calcistica. Il bello è corredo per il palato e per lo sguardo, la sostanza è l'invisibile agli occhi ma quel che fa brillare poi le bacheche.

Il Sarri Ball L'impressione è che questa Juventus sia oggi un'incompiuta, chissà se avrà mai ogni tassello del suo mosaico. Sembra che gli uomini non siano tutti quelli ideali per il Sarri-ball, un tiki taka all'italiana che ora è macchina spesso ingolfata, lenta, scevra di idee e di un costrutto lineare. Già. Però la Juventus è comunque prima. Però la Juventus ha dominato il girone di Champions League.

Buffon sta con Sarri La duplice sensazione è un contrasto che pervade l'animo del critico. Sarri è arrivato alla Vecchia Signora per darle una nuovo abito e lustro. Unire l'utile al dilettevole, il Sacro Graal di ogni allenatore. La Juventus, ancora, non è bella. Ancora, già. Paulo Coelho, sopraffina penna brasiliana, mondiale, nostra, di tutti, dice che "Dio giudica l’albero dai frutti, non dalle radici". Finora Maurizio Sarri ha piantato il seme di un'idea, Gianluigi Buffon, che di mari e allenatori ne ha visti, ha detto che "sta insegnando qualcosa di straordinario".

La sospensione del giudizio Il frutto oggi è qualcosa di nuovo, il cui sapore ha l'amaro retrogusto di una delusione. Assaporare. Capire. Comprendere. E giudicare alla fine. E' l'unica strada, quella platonica della sospensione del giudizio. Il bel gioco è per ora un ticchettante miraggio, un'ondivaga realtà. Gli mancano forse gli interpreti o forse c'è solo fretta di vederlo, il tutto e subito, uovo e gallina senza accorgersi che la foga porta solo alle frittate. La Juventus è prima in Serie A, anche se non è prima come era prima prima. E' uno scioglilingua questa stagione, in fondo. Aggrappata a Cristiano Ronaldo, la Vecchia Signora resta per adesso quella di sempre con dei vagiti di un nuovo percorso. Radici, prima dei frutti. A patto che ci sia tutto il tempo del mondo.

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