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L'Inter, il Napoli e quando l'allenatore fa tutta la differenza del mondo

L'Inter, il Napoli e quando l'allenatore fa tutta la differenza del mondoTUTTOmercatoWEB.com
© foto di Daniele Mascolo/PhotoViews
mercoledì 12 febbraio 2020 08:00Il corsivo
di Raimondo De Magistris

Inter e Napoli questa sera si affronteranno per l'andata delle semifinali di Coppa Italia. Inter e Napoli, dopo 23 giornate di campionato, hanno 24 punti di distacco in classifica. A inizio stagione dovevano essere le due antagoniste della Juventus nella corsa Scudetto e invece i partenopei, la più grossa delusione della Serie A in corso, sono stati 'sostituiti' dalla Lazio. Si ritrovano addirittura nella parte destra della classifica, all'interno di un labirinto senza uscita. Per creare questo gap, l'Inter ha voluto/dovuto sacrificare la Champions League mentre il Napoli tra due settimane se la vedrà col Barcellona. Ma in questo momento difficile pensare che anche solo un tifoso nerazzurro sia 'invidioso' del suo alter ego partenopeo.

Questo perché all'Inter, dall'arrivo di Marotta, s'è avviato un progetto ben visibile. Una crescita che procede senza sosta dopo la decisione di porre una netta linea di demarcazione tra il prima e il dopo. E di affidare la nuova Inter ad Antonio Conte, il tecnico giusto al posto giusto. Il migliore quando si attraversa questo step, l'unico in grado di andare oltre il concetto di 'pazza Inter' per portare alla Pinetina quella continuità di lavoro e rendimento che sempre era mancata dal dopo Mourinho in poi.
Da un lato la scelta giusta. Dal'altro le scelte sbagliate. Il Napoli è diventato l'antagonista della Juventus due anni fa proprio perché aveva trovato un allenatore alla Conte. Un tecnico capace, in quel contesto, di creare un grande gruppo e quindi valorizzare tutti i singoli. Poi la scelta di Ancelotti, un grande manager fuori contesto. "I dirigenti al mondo non conoscono come alleno? Non mi puoi prendere e dirmi di cambiare il mio modo non solo di allenare: il mio modo di essere. Perché io sono così e così sono arrivati i successi. Se tu mi dici "Devi usare la frusta!" è sbagliato, è sbagliato", ha detto ieri Ancelotti nella sua prima intervista a un giornale italiano dopo il suo ritorno in Premier League.
Una scelta sbagliata. Confermata anche la scorsa estate al termine di quello che dallo stesso tecnico di Reggiolo fu definito il 3 settembre 'Un mercato da 10'. Una scelta sbagliata che ha trasformato l'anno della consacrazione nell'anno del fallimento e che ha portato la società a cambiare tecnico in corso.
Adesso c'è Gattuso, e adesso il dibattito è se la toppa sia peggio del buco oppure no. Le colpe della stagione flop del Napoli, chiaramente, non sono da ricercare solo nell'allenatore, ruota di un ingranaggio molto più ampio. Ma a volta proprio l'allenatore può essere il tuo yin o il tuo yang. Il tuo top player o la prima nota stonata. Proprio l'allenatore, può creare la linea di demarcazione tra una stagione come quella dell'Inter e un'annata come quella del Napoli.

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