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Il volto nuovo

Il nuovo Pastore è a Brescia. Juan Antonio Ignacio, dal River Plate alle Rondinelle: il tragitto del nuovo Flaco

Gianluca Nani (Roma, 01/10/1962) Direttore Sportivo ex Brescia, tra i primi 'stranieri' a lavorare in Premier League, al West Ham. Annovera tra le sue scoperte Emiliano Viviano dell'Inter e Marek Hamsik, attualmente al Napoli.
05.10.2011 00:00 di Gianluca Nani   articolo letto 28956 volte
© foto di DANIELE MASCOLO/PHOTOVIEWS

Eh no, cara Redazione, questo non posso !

Perchè mi chiedete di fare il report su Juan Antonio Ignacio ?
Non posso fare il report su di lui, non insistete perché non lo faccio!

Per me non é facile parlare di calciatori che ho portato in Italia ed, in ogni caso, ancora tesserati con il Brescia, club con il quale ho lavorato circa dieci anni.
Sarei troppo di parte e poi, nel parlare solo di uno, mi sembrerebbe di far torto a tutti gli altri bravissimi calciatori tesserati con la stessa squadra o a quelli con cui ho lavorato nel corso degli anni.

Lo so, potrebbe essere divertente raccontare la sua storia, come é arrivato in Italia.
Ma non la racconto !
Non dico di quel giorno che mi chiamò Filippo Colasanto, un mio amico di Roma che conosco da circa 33 anni e di cui non avevo notizie da circa 32. "Ciao Gianluca come stai ? Lo conosci Juan Antonio ?". "Chi, quello del River Plate ?", rispondo io. " Si, proprio quello" aggiunge Filippo un po' sorpreso.

Avevo visto giocare Juan Antonio con la sub 17 de 'La Celeste', insieme ad un certo Aguero e mi rimase impresso per la sua tecnica, la sua velocità e, soprattutto, per la sua 'indipendenza di gambe' per usare un termine caro ai commentatori dello sci.
Alto (1.86 cm), fisico asciutto, filiforme, tecnica sopraffina e incredibilmente agile e veloce per la sua altezza.

'Ma chi è questo, Stenmark ?' pensai quando lo vidi partire palla al piede e saltare gli avversari che, al cospetto della sua velocità, sembravano paletti da slalom... Anzi, più che lo svedese e sempre per rimanere nello sci, è più giusto paragonarlo a Töeni perché, oltre che nello stretto ( slalom ), è bravo e veloce anche nel lungo ( super G ). Quando parte palla al piede é capace del coast to coast, seminando avversari e creando scompiglio nelle difese avversarie...

"Ma che fine ha fatto ? É una vita che non lo vedo e non ho sue notizie, é ancora al River Plate ?" domando al buon Filippo. "Ha avuto degli infortuni, ma ha esordito in prima squadra, ora sta bene ed è a scadenza di contratto...".

"Mi informo sulle sue condizioni, se è tutto ok portalo subito, lo testiamo fisicamente e lo tesseriamo con noi". Inutile dire che, già dopo il primo allenamento, colpí l'attenzione di tutti.

Gli è servito molto andare ad Ascoli e terminare il suo percorso di recupero, riprendere confidenza con il calcio giocato.
Benissimo lo sta gestendo Mr Scienza e benissimo, il ragazzo, sta ripagando la fiducia che il tecnico e il Club ha riposto su di Lui.
É una persona in gamba, molto ben educata e legato alle sue origini. Probabilmente, se non avesse avuto tenacia nel cercare un altra chance, avrebbe finito per seguire le orme della sua famiglia e intraprendere gli studi di giurisprudenza per la carriera forense oppure farsi trascinare dalla sua grande passione: la musica.
Ma per questo c'è tempo ! Ha tanto da dare al football. É un ragazzo umile, che ha sofferto per non aver giocato a lungo per infortunio.
Anche per questo è legatissimo al Brescia.
So che è stato accostato a qualche club importante, ma non si farà distrarre dal suo obiettivo che è quello di portare la sua attuale squadra il più in alto possibile.

Eh no, cara redazione di TuttoMercatoWeb, non insistere. Ho già detto che non faccio la relazione su Juan Antonio. Non dico che ricorda Pastore, che può giocare trequartista, come sta giocando ora, oppure attaccante esterno e che al River giocava esterno nel 4-4-2.
Niente da fare, non insistere.
Non dico neanche che ha un grande spirito di sacrificio per la squadra, che le sue giocate non sono mai fini a se stesse ma che, al contrario, 'fanno male'.
Ha una grande capacità di verticalizzare. Ha, quello che si dice in gergo, l'ultimo passaggio. Ed è, naturalmente, anche capace di determinare da solo la giocata vincente.
Ê in possesso di un gran tiro, forte e preciso. É destro e usa bene anche il sinistro. No ' cabezea ' muy bien e in quello, cosí come nei contrasti, può ancora migliorare.

L'altro giorno, parlando con il mio ex presidente, Gino Corioni, del Brescia e dei suoi giovani, al punto di Juan Antonio mi fa : "Vorrei trattenerlo, non ho alcuna intenzione di venderlo, certo, se me lo pagassero come Pastore...." Grande Presidente!

Ormai ho promesso di non cedere alla richiesta della redazione e di non fare la relazione su di lui, ma se la dovessi fare cercherei prima di tutto di scoprire una cosa... " Ma Juan Antonio Ignacio, qual'é il nome e quale il cognome "?


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