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Il volto nuovo

Pjanic, piccoli Zizou crescono

21.04.2008 00:00 di Francesco Letizia   articolo letto 24134 volte
Pjanic, piccoli Zizou crescono

Zinedine Zidane è di certo un metro di paragone sempre impegnativo, specie se hai solo 18 anni appena compiuti: ma Miralem Pjanić, una delle stelline emergenti della Ligue 1, possiede un controllo di palla che non teme confronti. Scopriamo insieme uno dei maggiori esponenti della pattuglia dei temibili "Ragazzi del '90" capitanata da Bojan Krkic e Toni Kroos.

BOSNIACO DI NASCITA, LUSSEMBURGHESE D'ADOZIONE
Miralem Pjanić nasce a Zvornik, Bosnia Herzegovinam, il 2 Aprile 1990: figlio di Fahrudin Pjanić, calciatore, e Fatima, la sua famiglia (con il fratello Mirza e la storella Emina) è costretta nel 1991 ad emigrare in Lussemburgo, a causa della sanguinosa guerra che colpì l'ex Jugoslavia in quegli anni. Nel piccolo stato del Benelux, si avvicina nell'infanzia al calcio, grazie anche all'influenza di suo padre: a 13 anni si trasferisce così nella vicina Metz, nel settore giovani dell'omonima squadra cittadina francese. Il nome di Miralem emerge agli occhi degli addeti ai lavori nel 2006, durate l'Europeo Under 17 che si svolge propio in Lussemburgo: Pjanić mette a segno l'unico gol della manifestazione per la sua squadra, con un pregevole pallonetto al portiere spagnolo Sergio Asenjo e, nonostante militi nella squadra materasso del torneo, si mette in luce come uno dei giocatori più talentuosi del torneo che lancia Bojan Krkic, Aleksand Prudnikov, Eden Hazard, Tomas Pekhart e Toni Kroos. Il suo talento non può ovviamente passare inosservato neanche nella sua nazione natale, dove a gran voce stampa e figure importanti del calcio bosniaco invocano a gran voce la convocazione per la nazionale balcanica, onde evitare un nuovo caso Ibrahimovic (finito a giocare per la Svezia nonostante le sue origini bosniache): nel settembre 2007, Pjanić prende una posizione importante e si dichiara fiero di essere bosniaco e desideroso di giocare con la maglia di quella che sente la sua Nazionale. Cosa inizialmente non possibile visto che Miralem non possiede ancora passaporto bosniaco: dopo aver resistito ad una serrata corte anche della Federazione francese, Pjanić ottiene ad inizio 2008 la cittadinanza da Sarajevo e diventa a tutti gli effetti arruolabile per i biancoblu. Nel frattempo però il ragazzo fa il suo esordio nel calcio professionistico: è il 18 agosto 2008, e lo Stade Saint-Symphorien saluta i primi 20 minuti del centrocampista nel match contro il Paris St. Germain per la quarta giornata della Ligue 1.

GIOCA GIA' COME UN VETERANO
160 minuti nei match successivi, poi, panchina fino all'undicesima partita: il 20 ottobre, Pjanić viene impiegato da titolare nel match contro il Nizza. Da quel momento fino all'ultima partita, l'altro ieri contro l'Auxerre, il numero 15 non ha mai più lasciato il campo: 2062 minuti, 28 presenze, 3 gol, 4 cartellini gialli è ad oggi lo score del bosniaco. Numeri succulenti per un appena maggiorenne: ma ciò che più ha impressionato di Pjanić, è di certo il suo modo di giocare. 180 centimetri per 68 kg, è un centrocampista impiegabile essenzialmente in tutti i ruoli offensivi della mediana: ha giocato infatti da interno di centrocampo a 4, esterno (sia su una fascia che sull'altra), trequartista dietro un'unica punta e persino seconda punta in due occasioni. La sua arma micidiale è il controllo di palla, frutto di un bagaglio tecnico notevole: il modo di accarezzare il pallone con la suola o l'interno piede ha fatto scattare in molti critici francesi l'illustre paragone con Zinedine Zidane, che proprio della "coccola" alla sfera di cuoio ha fatto il suo marchio di fabbrica. Bravissimo nello stretto, dove riesce con una certa agilità a saltare l'uomo, quanto in progressione, Pjanić è dotato di un tiro secco e potente, da migliorare forse in precisione: il sinistro è altrettanto educato, mentre il fisico, come detto, appare ancora migliorabile così come anche il suo senso del gol. E' evidente però che la classe del centrocampista bosniaco sia qualcosa fuori dal comune, come dimostra ogni qual volta il pallone è tra i suoi piedi: la visione di gioco e l'intelligenza tattica sono più che sufficienti, considerando però che, come tutti i "golden boys" della sua età, talvolta incorre nell'errore di "mettersi in proprio" con troppa frequenza, tentando il tiro in porta o la conclusione personale. Il carattere, come si intuisce, è già quello di un leader come dimostra il fatto di essere anche il rigorista della squadra: proprio la squadra in cui milita, il Metz fanalino di coda ed appena retrocesso matematicamente, è evidentemente "stretta" per un talento di queste proporzioni, da affinare ma già molto prezioso.

SOLO 4 MILIONI: CORSA AD AGGIUDICARSELO
Sotto contratto per tre stagioni con il suo attuale club, con cui ha firmato il primo contratto da professionista il 30 novembre 2007, ha già attirato su di sé un'infinità di osservatori: Fenerbahçe, Real Madrid, Inter, Milan, PSV, Liverpool, Bayern Monaco, Arsenal, Marsiglia e Lione hanno già annotato sul taccuino il suo nome da diversi mesi. In particolare le due francesi stanno provando ad accaparrarselo già per la prossima stagione, sfruttando proprio la retrocessione del Metz: Pjanić ha già fatto sapere di gradire ancora qualche stagione in Ligue 1, prima di spiccare il salto verso un campionato più prestigioso come Liga e Serie A. "La cosa più importante per me è giocare a calcio, i soldi vengono dopo" ha dichiarato il bosniaco recentemente in un'intervista: intanto però è già entrato a far parte della scuderia dell'International Management Group (IMG), società di marketing sportivo che cura gli interessi, tra gli altri,di Sergio Aguero, Tiger Woods, Roger Federer e Maria Sharapova. Un investitura dunque da un team che punta tutto sui big: lui per il momento pensa solo a terminare gli studi al Lycée Louis de Cormontaigne, dove predilige le materie umanistiche a quelle scientifiche ed a mensa si nutre solo di cotoletta di manzo e purè. La valutazione del suo cartellino è realisticamente vicina ai 4 milioni di euro: un prezzo più che abbordabile, considerando le premesse... Un'idea da lanciare a chi, come ad esempio l'Inter, ha problemi a trovare un uomo di fantasia sulla trequarti: investire la cifra di un ingaggio netto di tanti giocatori a fine carriera su Miralem Pjanić, potrebbe far godere i propri tifosi per il prossimo decennio.


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