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Editoriale

Ora l'Inter sa come si vince. E la fortuna aiuta gli audaci

11.01.2017 00:00 di Maurizio Pizzoferrato    per fcinternews.it   articolo letto 1868 volte

Da un mese a questa parte, l'Inter sa solo vincere. Non gioca bene, non ruba l'occhio, ma nemmeno le partite. L'Inter sta vincendo perchè lo vuole, considera i tre punti l'obiettivo da raggiungere, lo scopo primario della partita. Dovrebbe essere normale nel calcio professionistico e si ti chiami Inter, voler vincere sempre, ma prima dell'arrivo di Stefano Pioli non era proprio cosi. A inizio stagione la Beneamata sembrava subire gli eventi, senza cercare di indirizzarli. E quando non governi le situazioni, spesso si perde anche per sfortuna come avveniva con Frank De Boer, ora invece si vince anche con fortuna. Perché la buona sorte, finalmente, l'Inter se la va a cercare. Purtroppo i nerazzurri non vinceranno tutte le partite sino alla fine del campionato, forse la forza di squadre come Roma e Napoli renderà comunque vana la rincorsa al terzo posto.

Ma finalmente il nuovo corso targato Suning sta prendendo forma, ottenendo la condivisione di allenatore e giocatori. La società inizia ad essere autorevole e non solo per la disponibilità economica messa in campo dall'azionista di maggioranza, la squadra assorbe programmi ed ambizioni facendoli propri. Si sta formando un blocco unico tinto di nerazzurro che dovrà essere in grado a stretto giro di posta di riportare il Biscione dove la storia ha deciso. I tifosi nerazzurri fremono, hanno sentore che dalla prossima stagione si potrà veramente tornare a pensare in grande, ma è anche forte il rammarico per aver gettato al vento l'inizio di stagione, sappiamo come un ingresso in Champions League possa invogliare la società a investire su grandi giocatori che però devono avere in cambio il massimo palcoscenico europeo per essere a loro volta invogliati a sposare il futuro progetto interista.

Ma non tutto è ancora perduto, quattro vittorie consecutive contro avversari tutt'altro che abbordabili, penso alla Lazio e all'Udinese sul suo campo, non arrivano per caso. Sono frutto del lavoro di un tecnico che, conscio dei difetti strutturali della squadra, sta operando al meglio per esaltarne i pregi. A partire dalla valorizzazione dei singoli. L'Inter non è più Icardi-dipendente o quanto meno Maurito non è obbligato solo a segnare per portare punti in cascina, ora si può dedicare anche agli assist perchè finalmente anche gli altri hanno capito di possedere qualità balistiche da sfruttare appieno. Penso ad Ivan Perisic, stupendo cecchino alla Dacia Arena di Udine. Non sembrava nella migliore giornata il forte attaccante croato, ma si capiva che con lui in campo prima o poi sarebbe successo qualcosa di bello per i nostri colori, nonostante un primo tempo, della squadra intera, da dimenticare. Un gol regolare annullato per un fuorigioco inesistente, il tiro di prima intenzione all'ultimo respiro del primo tempo che si infilava beffardo alla sinistra del colpevole Karnezis, lo stupendo stacco da cestista che ha regalato all'Inter la vittoria pesantissima a tre minuti dalla fine. Ivan Perisic adesso punta la porta perché Stefano Pioli ha capito che un talento così non può essere relegato solo al cross dal fondo per un marcatissimo Icardi, così Candreva dall'altra parte, come è avvenuto per troppe gare durante la precedente gestione tecnica.

Adesso l'Inter, pur mantenendo gli stessi interpreti e inizialmente nelle stesse posizioni, attacca in modo diverso, meno monocorde e più imprevedibile. Nell'area di rigore avversaria c'è maggiore presenza di giocatori nerazzurri pronti a ricevere il pallone giusto e soprattutto c'è più cattiveria al momento di concludere. Discorso che deve apprendere al più presto Joao Mario che anche a Udine, così come a Reggio Emilia con il Sassuolo, ha avuto due palle gol clamorose, ma le ha falllte pensando più al bel gesto che alla voglia di bucare la porta. Fortunatamente, contro il Sassuolo, ci ha pensato poi Candreva a sbatterla dentro senza se e senza ma. Sabato sera, nella prevedibile ghiacciaia che sarà il Meazza, arriverà un Chievo sballottato dall'Atalanta e per questo assai pericoloso. È vero che la squadra di Maran non ha particolari motivazioni di classifica, ma da quelle parti non sono abituati a perdere spesso e contro l'Inter, nonostante la fede nerazzurra del loro presidente Campedelli, hanno anche ottenuto risultati importanti, basti pensare cosa successe al Bentegodi nella prima giornata di questo campionato.

Pioli, appena finita la gara di Udine, ha sottolineato come sia importante mantenere la giusta concentrazione per non sbagliare contro Pellissier e compagni e poseguire così una striscia vincente definista interessante dal tecnico nerazzurro. Purtroppo contro il Chievo sarà assente per squalifica uno degli artefici del tentativo di rimonta, alias Marcelo Brozovic. Ma Pioli potrà contare su un'arma in più. Roberto Gagliardini è infatti un giocatore dell'Inter, ieri l'affare è stato definito nei dettagli e oggi il ventiduenne centrocampista proveniente dall'Atalanta, che piaceva tanto anche alla Juventus nonostante le nemmeno troppo convinte smentite della dirigenza bianconera, si sottoporrà alle visite mediche. Dopodiché Gagliardini si metterà al lavoro alla Pinetina, indossando sempre il nerazzurro, ma questa volta targato Inter. Suning si sta muovendo, il progetto prende forma, che la squadra provi a renderlo ancora più bello con una rimonta Champions.


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