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Spalletti: "Carica emotiva importante, ma siamo abituati alle pressioni. In molti meritano di restare"

25.05.2019 15:33 di Redazione FcInterNews.it    per fcinternews.it   articolo letto 362 volte
Fonte: dall'inviato al Suning Training Centre (Appiano Gentile), Mattia Todisco

Ultimo impegno stagionale per l'Inter e ultimo sforzo per centrare, a fatica, l'obiettivo della qualificazione Champions. Domani sera al Meazza arriverà un Empoli costretto a far punti per evitare la retrocessione. Luciano Spalletti ne parla oggi durante la conferenza stampa pre-partita al Suning Training Centre. FcInterNews.it è sul posto e riporta le sue parole.

Arrivate a un'altra settimana decisiva come lo scorso anno. Quali sono i punti di contatto con quella gara?
"Ci sono punti di contatto perché ha la stessa importanza e di conseguenza quando si arriva in un confronto in cui si è dentro o fuori è chiaro che l'attesa è al massimo per realizzare il risultato che vorresti. Come carico è un carico emotivo importante ma ci siamo un po' abituati. Io poi non c'è stato un campionato in cui sono arrivato tranquillo alla fine. Quando allenavo la Roma abbiamo fatto sei finali contro l'Inter, anche lì ci sono state situazioni analoghe. Succede un po' a tutti i calciatori delle squadre importanti, dipende che obiettivo ci si accosta. Secondo me la squadra ha avuto gli insegnamenti giusti in questi due campionati per arrivare preparata a questo confronto in funzione della carica emotiva che ti può mettere addosso".

Avrebbe preferito giocarla in trasferta o San Siro potrà essere un valore aggiunto?
"I nostri tifosi ci vogliono bene, preferisco essere a San Siro. I tifosi si sono sempre comportati nella maniera corretta, cercano di stare vicini alla squadra e trasferire quelle cose che non possono mettere in campo andando a vivere la partita. Poi i calciatori devono essere bravi a interpretare e dare delle soddisfazioni a quei tifosi sugli spalti".

L'Empoli è l'avversario più difficile da affrontare oggi?
"Si passano varie fasi in un campionato, loro stanno bene. E' chiaro che la posta in palio annulla tutto il percorso precedente. Ci puoi arrivare come ti pare, ora sei davanti a questo obiettivo e devi essere nelle condizioni di esibire il tuo marchio, il meglio di te stesso". 

E' preoccupato per il fatto che qualche "dentro o fuori" lo avete sbagliato quest'anno?
"So che ci sono delle tensioni e ci si trova davanti a partite che si possono sbagliare, ma ce ne sono molte altre che abbiamo fatto bene, per cui mi aspetto che i miei calciatori mettano dentro quegli ingredienti che gli riconosco, che hanno e che hanno fatto vedere in molti partite. Io e i miei calciatori ci sentiamo molto bene perché abbiamo la prospettiva di tornare in Champions. Ci si sta riempiendo la testa di cose che servano per riportare l'Inter in Champions, non preoccupandoci di qualche partita persa".

Una partita come quella di domani si adatta più a Icardi o Lautaro Martinez?
"Non c'è un solco in queste differenze perché anche entrando nei particolari non si mette una linea di demarcazione importante, si tratta di sfumature. E' la partita di tutti e due. E' una partita dove tutti e due hanno il livello di carattere e di personalità per andare a incidere sullo scorrimento della partita perché sono forti nella testa oltre che sul campo, hanno un modo di pensare giusto di agire. Da un punto di vista di potenzialità hanno le stesse per poter mettere il timbro sullo scorrimento della partita".

Questa è come una finale. Ci dà un giudizio sulla stagione in caso di vittoria o sconfitta? Sarebbe giusto parlare di trionfo o di fallimento seguendo questo risultato?
"Si mettono dentro delle cose in queste valutazioni che sono anticipate rispetto ai fatti. Bisogna aspettare il risultato della partita tanto io sarò in conferenza anche domani sera e a fine anno si può fare quella di fine stagione dove si fa il riassunto di quelli che sono stati i risultati. Io alla fine di ogni giornata lavorativa quando torno a casa mi domando sempre se sono stato nelle condizioni di cambiare qualcosa in meglio rispetto al giorno prima e questo mi sembra lo abbiano fatto anche i miei calciatori perché ho visto disponibilità e professionalità nel parlare sempre di quello poteva accadere e di quello che poteva essere il successivo incontro. Si pensa alla partita prima ma soprattutto si va a rafforzare quel che serve per la partita successiva, abbiamo cercato di riempire la testa di cose che servono per tornare in Champions".

C'è un momento che ha pesato di più sulla stagione?
"Se ne possono trovare di positivi e negativi. Soprattutto allenando una squadra come l'Inter si trovano momenti in cui le possibilità di valutazione sono contrapposte ma è una perdita di tempo andare indietro a rivalutare. Dobbiamo continuare a fare quel che abbiamo fatto questa settimana e sapere che c'è la soluzione davanti. Avere a disposizione la soluzione è tanta roba, poi si starà a vedere. Si gioca la partita e poi si sa dove si gioca il prossimo anno, quando hai fatto il tuo dovere sempre non puoi dire altro. Tutte le volte ci metti il massimo, giorno dopo giorno, poi accetti il risultato e noi abbiamo fatto così".

Per tutto quel che rappresenta questa partita, cosa significa a livello personale?
"A me danno emozione tutte le partite, quelle che non servono a niente e ancor di più quelle che probabilmente servono a molto come questa. Noi dobbiamo credere in noi stessi e avere la forza mentale di dover fare un risultato importante perché poi i risultati te li porti dietro. Te li scrivono addosso per quel che riguarda la tua carriera, sia io che i calciatori ci portiamo quel che il risultato ci tatua addosso".

De Vrij ha recuperato?
"Sì, è a disposizione".

Come sta la squadra, ci sarà anche Politano?
"E' a disposizione anche lui, stiamo quasi tutti molto bene. C'è qualche situazione che questo campionato ti costringe a subire ma sono cosettine gestibili".

C'è un nome che merita di rimanere all'Inter?
"In molti e domani sera ci siamo tutti".

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