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Champions League - Segreti e debolezze del Bayern Monaco

Fenomeni dalla cintola in su, fragili in difesa. Insomma, la tipica squadra di Louis Van Gaal
21.02.2011 14:20 di Alessandro Cavasinni    per fcinternews.it   articolo letto 2841 volte
Champions League - Segreti e debolezze del Bayern Monaco
© foto di Giuseppe Celeste/Image Sport

Si avvicina a grandi passi l'impegno europeo dell'Inter. Mercoledì sera, al 'Meazza', andrà in scena il remake della finale di Madrid: l'avversario sarà ancora quel Bayern Monaco battuto dalle due reti di Diego Milito nella notte magica del 22 maggio 2010. E proprio l'attaccante argentino sarà il grande assente della sfida di Milano, ma non sarà l'unico che non parteciperà al replay di quella sfida.

LA DIFESA - Il club più titolato di Germania, infatti, ha cambiato volto, soprattutto in difesa, in cui non vedremo certamente Demichelis, ceduto al Málaga nel mercato invernale per dissidi con il tecnico Louis Van Gaal. E sempre nel reparto arretrato sarà molto difficile l'impiego di Van Buyten, anche lui in rotta di collisione con l'allenatore e uscito da tempo dalla formazione titolare. Assenze compensate con l'accentramento del giovane Badstuber (terzino sinistro a Madrid) e l'arretramento dell'ucraino Tymoshchuk, mediano di professione. Novità anche in porta, dove il giovane Kraft ha rubato il posto all'espertro Butt: per il nuovo numero 1 di Van Gaal, però, c'è da verificare il recupero fisico dopo il problema accusato nell'ultima di campionato. E se a destra resta inamovibile la posizione del nuovo capitano Lahm, a sinistra le idee sono piuttosto confuse. Il tecnico olandese, su quella fascia, preferirebbe il promettente Contento, che però è reduce da un lungo infortunio. In sua assenza si sono alternati con scarsi risultati il croato Pranjic (piuttosto offensivo e poco propenso alla fase di difesa) e il nuovo arrivato Luiz Gustavo. L'ex Hoffenheim, di ruolo centrocampista centrale, era stato preso per sostituire l'ex capitano Van Bommel andato al Milan, ma Van Gaal l'ha proposto in mezzo al campo solo nell'ultimo match vinto in trasferta col Mainz. Il brasiliano Breno è l'altro 'dimenticato' del tecnico.

IL CENTROCAMPO - Meno dubbi a metà campo. Qui nemmeno Van Gaal può commettere errori: Robben a destra e Ribery a sinistra sono due forze della natura. Due fuoriclasse che possono sovvertire ogni pronostico: la vera forza del Bayern va ricercata nell'estro e nella rapidità del francese e dell'olandese. Entrambi, tra l'altro, sono tornati da poco dopo infortuni più o meno lunghi (lunghissimo quello di Robben) e, di conseguenza, hanno parecchie energie da spendere. In mezzo, invece, l'azione si basa sulla qualità di Schweinsteiger, ottimo sia in fase di impostazione che di conclusione. Al fianco del tedesco, si alternano i 'soliti due' Pranjic e Luiz Gustavo: chi non fa il terzino sinistro, fa il mediano. Le alternative si chiamano Hamit Altintop (titolare a Madrid per la squalifica di Ribery), KroosOttl

L'ATTACCO - Senza Olic (il vero titolare nella testa di Van Gaal cha ha terminato la stagione da un pezzo per un brutto infortunio) e con Klose che fa faville in Nazionale, ma che stenta a ritagliarsi un ruolo da protagonista nel suo club, il peso dell'attacco poggia tutto sulle spalle di Mario Gomez. La punta sta ripagando la fiducia (forzata) del suo allenatore, segnando a raffica sia in Bundesliga che in Champions League. Alle sue spalle agisce Müller, altro giovane virgulto che tanto bene ha fatto nell'ultima stagione, Mondiali sudafricani compresi. Müller nasce punta, ma Van Gaal lo reinventa prima centrocampista centrale, poi esterno e, infine, seconda punta. Galleggiando tra le linee di centrocampo e attacco, Müller riesce a essere decisivo soprattutto con la sua bravura negli inserimenti.

FORMAZIONE TIPO - La base resta il 4-2-3-1 molto offensivo, visto che sugli esterni agisono due ali come Robben e Ribery. E se davanti il Bayern fa paura, la difesa resta il vero Tallone d'Achille: i bavaresi sono perforabili sia centralmente (lenta e poco affiatata la coppia improvvisata Tymoshchuk-Badstuber), sia sugli esterni (estremamente offensivi Lahm e Pranjic; disorientato Luiz Gustavo che terzino non è).

(4-2-3-1): Kraft; Lahm, Tymoshchuk, Badstuber, Luiz Gustavo; Pranjic, Schweinsteiger; Robben, Müller, Ribery; Mario Gomez.


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